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"FESTA PER GLI AMICI" Manfredonia. Riccardi la tocca pianissimo: “La peggiore Festa Patronale degli ultimi quarant’anni”. Tutti i dubbi

"Quando la Festa più importante della città diventa terreno per onorare impegni elettorali, accontentare gli amici degli amici..."

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Settembre 2026
Manfredonia // Politica //
Con un fuoco da 7 minuti in onore di Sant’Andrea si è chiusa la 190ª Festa Patronale di Manfredonia in onore di Maria Santissima di Siponto. Senza girarci intorno: è stata la peggiore edizione degli ultimi quarant’anni.
Il risultato era scritto. Quando la Festa più importante della città diventa terreno per onorare impegni elettorali, accontentare gli amici degli amici e distribuire ruoli senza una vera programmazione, gli errori si ripetono per necessità, non per caso. Il danno stavolta non ha colpito solo la collettività, ma anche chi si era reso disponibile a organizzare: persone mandate allo sbaraglio, senza risorse certe, senza tempo, senza una regia pubblica degna di questo nome.
Gli eventi religiosi hanno mantenuto intatti fascino, forza e tradizione secolare. Migliaia di persone hanno accompagnato Maria Santissima di Siponto; clero e devoti hanno restituito alla città il senso autentico della Festa. Gli eventi civili, al contrario, sono stati pochi, poveri di idee, di qualità modesta, e il programma ufficiale è stato reso noto solo il 20 agosto, otto giorni prima dell’avvio: un ritardo che da solo certifica l’assenza di programmazione.
Anche il cerimoniale ne ha pagato il prezzo. Al termine della processione l’arcivescovo Franco Moscone non ha parlato dalla tradizionale Loggia delle Benedizioni, la Loggia Cesarano, da cui per decenni l’arcivescovo si è rivolto alla città, ma dal palco allestito per lo spettacolo civile, lo stesso su cui poco dopo si sarebbe esibito Enrico Ruggeri. Non sappiamo se sia stata una scelta o una necessità di allestimento; sappiamo però che l’intervento dell’arcivescovo ha richiamato più pubblico del concerto che lo ha seguito. Non è un demerito dell’artista: è la fotografia di una Festa in cui la fede ha riempito la piazza e l’organizzazione civile non è riuscita nemmeno a trattenerla.
Festa patronale, il messaggio del sindaco La Marca «Manfredonia sia una comunità che agisce»
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E il sindaco, in tutto questo? Si è dedicato alla ormai nota performance durante la processione: braccia alzate, saluti a ripetizione per ogni singolo cittadino, quasi a scambiare la processione per un bagno di folla personale. Manfredonia si stringeva attorno alla propria Madonna; il primo cittadino sembrava in processione da solo. Un dettaglio, se isolato; nella realtà non solo è solo ma è anche convinto dell’utilità della sua solitudine.
Moscone ha chiesto alla città una politica “con gli occhi davanti”, capace di visione e progettazione a lungo raggio. Parole pronunciate, per una beffa involontaria, dal palco che più di ogni altro simbolo ha rappresentato la mancanza di visione di questa amministrazione. Lo stesso arcivescovo ha ricordato che vivere la Festa è insieme atto di fede e di realismo civile: criticare l’organizzazione non è mancare di rispetto alla Madonna, è esattamente il contrario. Pretendere che la Festa sia amministrata con devozione, trasparenza e serietà è la forma più alta di rispetto.
La Festa Patronale non è una sagra qualsiasi: è il momento che richiama a Manfredonia i sipontini di tutto il mondo, muove commercio e associazioni, e per pochi giorni restituisce alla città un’identità condivisa. Proprio per questo avevo già denunciato il metodo con cui è stato scelto il Comitato, un metodo istituzionalmente illegittimo, politicamente scorretto ed estraneo alla nostra migliore tradizione.
La deliberazione n. 145 del 19 giugno è formalmente una presa d’atto; nella sostanza è l’atto con cui il Comune consegna al Comitato la regia degli eventi civili “senza alcun onere per il Comune”. Nello stesso giorno il Comitato risulta già costituito, registrato e pronto a predisporre il programma: una tempistica perfetta per essere spontanea.
È la solita finzione istituzionale: nessuno nomina, nessuno sceglie, nessuno si assume pubblicamente la responsabilità della selezione, ma il Comune riconosce quel Comitato, gli affida la Festa e ordina agli uffici di garantirgli ogni supporto logistico, comprese le squadre di manutenzione. Si scrive “senza alcun onere” e nella stessa riga si mettono a disposizione personale, mezzi e strutture comunali, come se tutto questo non avesse un costo. Per decenni la Giunta ha nominato direttamente il Comitato, assumendosene la responsabilità politica. Oggi si preferisce un soggetto formalmente privato ma politicamente eterodiretto, comodo perché consente al Comune di intervenire solo quando le cose vanno male, scaricando altrove il rischio e trattenendo per sé il controllo.
Il parere tecnico favorevole del dirigente e la firma del segretario generale offrono una copertura formale a questo schema, ma un parere di regolarità tecnica non trasforma una scelta politica sbagliata in buona amministrazione, né cancella la responsabilità di chi ha permesso che la Festa della città fosse gestita con un sistema opaco, improvvisato e privo di rendicontazione pubblica.
Il Comitato non è un salvadanaio senza padrone. L’articolo 40 del Codice civile stabilisce che organizzatori e gestori dei fondi raccolti ne rispondono personalmente e solidalmente, per la conservazione e per la destinazione allo scopo dichiarato. I cittadini hanno perciò il diritto, non la cortesia, di sapere quanto è stato raccolto, da chi, con quali modalità, quali spese sono state sostenute, quali operatori pagati, quali debiti restano e chi li ha eventualmente saldati.
A oggi nessun rendiconto dell’edizione 2025 è stato mostrato alla città. Non si conoscono entrate, uscite, debito residuo né le modalità con cui sarebbe stato ripianato. Non è una curiosità contabile: è una questione di etica pubblica sulla gestione di denaro raccolto nel nome della Madonna e della città.
I debiti del 2025 non sono evaporati: sono diventati leva. Chi aveva lavorato l’anno precedente ha dovuto pretendere il saldo prima di tornare a lavorare nel 2026, è successo con la banda musicale, è successo con i fuochi pirotecnici. Lo scandalo non è che chi ha lavorato abbia preteso il dovuto: è che abbia dovuto condizionare la propria disponibilità futura al pagamento di prestazioni rese un anno prima. Una Festa Patronale non può funzionare come una catena di Sant’Antonio, dove ogni edizione serve a chiudere i debiti di quella precedente, ripartendo ogni volta da zero senza pubblicare un conto e sperando che qualcuno intervenga all’ultimo per salvare banda e fuochi.
Il tema non è locale né folkloristico. In Puglia il circuito economico della Festa Patronale di Barletta è finito sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia di Bari, con due arresti per presunta estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni degli ambulanti. Non sto sovrapponendo quel caso a Manfredonia: sto dicendo che le feste patronali muovono denaro, contratti, autorizzazioni, forniture e interessi economici, e che in questo contesto il culto della segretezza non è disattenzione, è irresponsabilità.
Con la deliberazione n. 192, approvata appena due giorni prima degli eventi, il Comune decide improvvisamente di organizzare in proprio i concerti della Banda della Città di Manfredonia e della NG Wind Orchestra, assumendosi pianificazione, sicurezza, emergenze, comunicazione e promozione. A quarantotto ore dal primo concerto, l’atto dichiara che occorre ancora acquisire i preventivi, e stanzia una spesa presunta di 10.500 euro.
Nella stessa seduta, la deliberazione n. 193 accoglie la richiesta del Comitato e aggiunge altri 5.090 euro per le spese SIAE. Totale: 15.590 euro, senza contare personale, mezzi, sicurezza e manutenzione comunale.
A giugno non c’erano soldi e la Festa doveva reggersi da sola.
Il 27 agosto, alla vigilia dei festeggiamenti, il Comune diventa organizzatore diretto e mette sul tavolo oltre quindicimila euro per rianimare un sistema arrivato al traguardo senza fiato. Non è più pressapochismo: è la certificazione pubblica che il modello di giugno era, dal primo giorno, insostenibile.
Nei due atti la parola “debiti” non compare mai: il linguaggio è quello ripulito dell'”interesse pubblico” e della “valorizzazione dell’immagine della città”. Ma la sostanza è nuda: il costo zero promesso a giugno è saltato ad agosto, e il Comune ha dovuto intervenire d’urgenza per evitare il collasso degli eventi.
Resta poi una contraddizione mai chiarita su chi abbia davvero organizzato la Festa.
La delibera di giugno affida il programma civile al Comitato; la n. 192 assegna al Comune, direttamente, due eventi con relativa sicurezza; la n. 193 fa pagare al Comune la SIAE per eventi “del” Comitato. Due soggetti che, sulla carta, risultano organizzatori dello stesso momento. Chi ha scelto gli operatori e chiesto i preventivi? Chi ha firmato i contratti? Chi era titolare delle autorizzazioni?
I 5.090 euro di SIAE coprono anche i due concerti a gestione comunale? Chi rispondeva della sicurezza? Non sono dettagli: sono le domande minime che si pongono quando si maneggia denaro pubblico, e la loro assenza dagli atti è essa stessa una risposta.
Tutto questo mentre la Festa Patronale veniva lasciata senza risorse certe fino agli ultimi giorni. Cosa sarebbe costato sottrarre soldi ad un cartellone estivo per buona parte inutile e irrilevante, per finanziare seriamente l’evento più importante dell’anno? Cosa sarebbe costato nominare per tempo un Comitato secondo la tradizione, con un budget certo, un conto corrente dedicato, la pubblicazione di entrate e uscite e un rendiconto finale? Sarebbe costato una sola cosa: rinunciare all’improvvisazione e alla logica degli amici degli amici.

La verità è che la Festa è stata salvata dalla Madonna, dalla fede popolare, dai devoti e da chi ha lavorato nonostante tutto.

L’amministrazione La Marca ha prodotto il peggior risultato di quarant’anni, ha esposto il Comitato a rischi economici, ha stanziato denaro pubblico dopo aver promesso il costo zero, e deve ancora regolarizzare gli atti quando gli eventi erano già finiti. Non è un incidente di percorso: è un metodo di governo, ed è di questo metodo, non della fede dei manfredoniani, che qualcuno dovrà rispondere.
I fuochi sono durati pochi minuti e hanno chiuso la Festa. I conti, invece, restano tutti aperti.

Lo scrive sui social, Angelo Riccardi, già sindaco di Manfredonia.

24 commenti su "Manfredonia. Riccardi la tocca pianissimo: “La peggiore Festa Patronale degli ultimi quarant’anni”. Tutti i dubbi"

  1. Credo che la festa rispecchi in tutto il declino della nostra città.
    Nessuno più ci nasce,nessuno si cura, nessuno avvia attività lecite e quelle esistenti chiudono. Campiamo solo perché siamo sorretti da chi ci ha preceduto.Siamo un popolo spento e senza più identità.La processione ormai è la passerella nei nuovi preti che invece del rosario lasciano lo schermo del telefono…Solo una rivoluzione culturale potrà salvare il nostro paese

  2. La festa più bella e sobria di sempre. L’anno prossimo gradirei l’icona di Maometto, sfilasse con l’icona della Madonna di Siponto e che tutti possano aggregarsi alla processione. A Manfredonia manca una grande moschea e sono certo che il Sindaco e l’Arcivescovo si impegneranno per facilitarne la costruzione.♥️

  3. Io non sono uscito a causa del caldo..però ho visto un po’ di processione, i politici non erano concentrati sulla preghiera ma donavano saluti e sorrisi a sinistra e a destra, poca gente per lo piu’ distratta e attenta più allo svapo delle sigarette elettriche piuttosto che alla lettura dei messaggi dei social e non immersi spiritualmente nel pentimento dei loro peccati e pregare la Madonna.😢

  4. Sig Riccardi, che cosa si aspettava dai rossi islamici e complici innominabili? (👹)

  5. La festa è un fatto religioso e se tornasse ad essere tale le messe le novene e le processioni non costerebbero nulla
    Tutte le attività mercantili intorno alla festa producono reddito per alcuni, sono coloro che ci guadagnano che dovrebbero pagare tutte le manifestazioni. Se i giostrai e tutta la massa di commercianti che ci guadagna tanto non pagano tutte le spese, la festa non si fa. E interesse di chi ci guadagna a contribuire alle spese. Lo stesso discorso vale per il carnevale.

  6. Per il sig. Pino.
    I giostrai e gli ambulanti già contribuiscono alla festa Patronale, perché PAGANO, ed anche profumatamente il posteggio sul suolo pubblico al comune. Comune che inoltre ha le tariffe del suolo pubblico fra le più alte dell’intera regione, manco fossimo a Piazza Navona a Roma!
    Siamo anche tutti noi che invece dobbiamo contribuire, come era dovere una volta, invece ci lamentiamo solamente, ma non scuciamo una lira!
    Inoltre, per ben quattro volte sono passato dal fantomatico Comitato festa Patronale per lasciare la mia offerta e quella dei miei genitori, che ci tengono tantissimo, trovando sempre la porta chiusa! Alla fine ci ho rinunciato…..

  7. Signori miei, non confondiamo la fede che c’è in chi crede veramente, con chi è credente all’ Aqua di rose.
    IO già mi sono espresso sul comitato festa padronale dicendo che chi ne fa parte devono essere convinti credenti e non personaggi atei e magari non vanno mai in chiesa.
    L’ esibizionismo non appartiene al cristianesimo.
    Chi partecipa alla processione deve essere convinto che la preghiera è fondamentale durante tutto il tragitto, perché è rivolta a tutti gli ammalati che non possono raggiungere la Vergine Maria di Siponto in chiesa.
    Questa preghiera è un atto di amore che si fa verso gli ammalati e anziani della nostra città.
    Quindi, chi non è convinto di ciò e lo fa tanto per, è meglio che rimanga a casa.
    È vero che molti politici hanno elargito saluti a volontà, evidentemente la loro convinzione era posseduta dall’ IO e vanità di questo mondo.
    La Fede richiede ben altro e quindi c’è bisogno di conversazione per molti.

  8. Un Presidente del Comitato “Stombo” (Una mazza di legno inespressiva e snob), i – bizzochi sempre presenti (- hanno rotto gli zebedei), la comandante che accompagnò -nel suo viaggio (sarebbe anche ora che andassi sul serio in pensione), tanti spezza pettorali che non conoscono nemmeno l’ABC, l’immancabile concubina — come regista finale di tutto. Mi chiedo ma il Sindaco è tanto C….ippone da non accorgersi come lo intortano —? Se così fosse allora je Trem…… alla veramend!
    Egregio dott. Riccardi, vede, il suo punto di vista è condivisibile però devo ricordarle che è tardivo, se fosse stato sempre così obbiettivo durante i suoi mandati sarebbe ancora Sindaco.
    Fino a quando non ci sarà un cambiamento epocale e sostanziale in ogni comitato, organo organizzativo, assessorato (che pensa solo alla propria tasca), solo allora si potrà sperare di tornare ai fasti delle processioni e feste patronali memorabili di qualche decennio fa.
    Che la Santa Patrona aiuti tutti gli infedeli che si fanno passare per fedeli.

  9. Io sono uno che non sopporta Riccardi, ma questa volta devo dire che ha pienamente ragione. Se è vero che ogni anno vengono raccolti dai pescatori 50, 100 o addirittura 200 euro senza ricevuta e senza alcuna documentazione, compresi i soldi legati ai magazzini del pesce e a tutto il resto, allora è giusto chiedersi: dove sono finiti questi soldi?Possibile che ogni anno succedano queste cose e nessuno faccia chiarezza o avvii un’indagine seria? I pescatori hanno il diritto di sapere dove finiscono i soldi che vengono loro richiesti e soprattutto di ricevere ricevute e rendicontazioni trasparenti.Se ci sono irregolarità, che vengano accertate e che i responsabili ne rispondano. Basta con i dubbi e le zone d’ombra: servono trasparenza, controlli e chiarezza per tutti. Questa volta, quindi, mi trovo pienamente d’accordo con Riccardi.

  10. Quando gli rodo a Riccardi di non poter fare i comodi affari suoi,parla uno che ne combinato di tutti i colori,uno che le riunione comunale le faceva vicino al bar,uno che dava lavoro ha tutti i suoi ruffiani.Ma stai zitto –.Vaia lavorare se sei capace ahahah.

  11. Beh, percepisco intorno a questa Festa le stesso chiacchiericcio, lo stesso spirito polemico che ogni anno accompagna il Festival di San Remo. Tutti a tirar sassi, ma tutti a seguirne le vicissitudini ed a dire “presente”. Tutti qui il prossimo anno, per una nuova, fantastica, entusiasmante sassaiola! Mi raccomando, boia chi molla!

  12. To, nvóce, si stète lind e pind, ma nn zacc pcchè, ca ógne volt ca parl to, c arrebbell u jallenère. Sacc… Chiche cóse l’a fatt…

  13. Complimenti a Manfredonia per aver invitato un ospite dal grandissimo valore artistico, complimenti alla grande esibizione di Enrico Ruggeri e della sua fantastica Band –

  14. Premetto che Riccardi mi sta simpatico come la pancetta sulla Amatriciana. Però quasi quasi a sto giro gli do ragione.

  15. Esimio Angelo Riccardi, probabilmente sei in vacanza o giri poco per la città. Il ” capolavoro” dell’attuale Sindaco e collaboratori e l’investimento di migliaia di euro in zona Croce. Poiché i vandali e gli incivili hanno distrutto quasi tutto, in luogo di procedere a l’installazione di telecamere di sorveglianza e richiedere un presidio fisso di polizia…che fanno? Buttano un po’ di pittura per terra..piazzano le panchine tutte belle colorate affinché tutta la feccia, tutti gli incivili, tutti e tutte le padroncine di cani, tutti tutte che hanno strane abitudini ,tutta la gente strana si accentrera’ in pochi metri quadrati per fare i porci comodi loro!

  16. Dovresti essere ESILIATO per tutti i disastri che hai combinato, e parli ancora ma trovati un lavoro sind a me

  17. non entro nel merito dell ‘argomento ma solo dire al (poco) signor riccardi faccia un favore a tutti stia zitto e una volta tanto provi a lavorare (un esperienza nuova x lei) visto che non se la caca + nessuno ( rode eh…) e qui mi taccio

  18. X Re Manfredi
    Pagate per il suolo pubblico?😂😂😂😂 non pagate nemmeno il 10% di quello che occupate veramente. Con una amministrazione non compiacente avreste si pagato fior di quattrini, ma chi dovrebbe controllare è sempre il vostro primo cliente. Se poi il nome si riferisce anche ad una attività, beh… è evidente che ci sia un abuso gigantesco che stanno cercando di camuffare.
    A volte il silenzio è d’oro… ma se si tratta di un gestore che penso io… l’arroganza la fa da padrona.
    Sul luna park non mi esprimo nemmeno. Trattasi di una tradizione da tamarri, un luogo dove non porterei mai mio figlio, poco sicuro. Se poi dovessi esprimermi sui proprietari delle attrazioni… beh potrei dare l’impressione di un fascista ai tempi belli. La saluto… e vada a pagare ciò che realmente deve per l’occupazione del suolo pubblico oppure tiri giù ciò che non poteva fare.

  19. poco signor riccardi si sciaqui na volta x sempre dalle pa..e e lei sig de filippo la smetta di dare spazio a sto —–

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