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ASL FOGGIA Case di Comunità, rottura al tavolo con l’ASL Foggia: sindacati proclamano lo stato di agitazione

Al tavolo, sostengono le organizzazioni, sarebbe stata ribadita la necessità che le Case di Comunità aprano «a tutti i costi»

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Ottobre 2026
Cronaca // Foggia //

Si rompe il confronto tra FIALS, NurSind, Nursing Up e la Direzione Generale dell’ASL Foggia sulle modalità di apertura delle Case di Comunità. Al termine dell’incontro, le organizzazioni sindacali denunciano una rottura totale del tavolo e annunciano la proclamazione dello stato di agitazione provinciale.

Secondo quanto riferito dai sindacati, alle contestazioni e alle proposte avanzate durante il confronto l’Azienda avrebbe confermato la volontà di procedere con l’apertura delle nuove strutture senza fornire le garanzie organizzative ed economiche richieste. Al tavolo, sostengono le organizzazioni, sarebbe stata ribadita la necessità che le Case di Comunità aprano «a tutti i costi» e che i dipendenti debbano «farsene una ragione ed accettare questa realtà».

Per FIALS, NurSind e Nursing Up, invece, le carenze della programmazione aziendale non possono essere trasferite sui lavoratori. Le scadenze legate al PNRR, sostengono, non possono prevalere sui diritti contrattuali né giustificare la sovrapposizione di servizi, l’aumento degli incarichi o lo spostamento del personale senza adeguate garanzie.

Personale, risorse e regole

Al centro della contestazione c’è anche l’utilizzo promiscuo degli infermieri tra i Poliambulatori ex INAM e i nuovi servizi territoriali. I sindacati chiedono certezze su formazione, dotazioni organiche, sedi di assegnazione, turnazioni, responsabilità professionali, copertura dei servizi di provenienza, contabilizzazione delle ore e remunerazione delle eventuali attività aggiuntive.

A fronte delle richieste, riferiscono le organizzazioni, sarebbero arrivate soprattutto rassicurazioni generiche, sintetizzate nelle espressioni «faremo», «miglioreremo» e «provvederemo».

Per i sindacati, però, le promesse non possono sostituire gli organici, coprire i turni o garantire il pagamento delle ore lavorate. La richiesta è quindi che le decisioni vengano formalizzate per iscritto e accompagnate dalle necessarie condizioni per poter essere concretamente applicate.

Formazione, dubbi sulle giornate dalle 8 alle 18.30

Un altro punto contestato riguarda il calendario della formazione destinata a 36 infermieri, organizzati in tre classi tra ottobre e dicembre. Il programma prevede giornate dalle 8 alle 18.30, per una durata complessiva di dieci ore e mezza.

Le organizzazioni sindacali chiedono all’Azienda di chiarire formalmente se la formazione sia obbligatoria o facoltativa, quali pause siano previste, come vengano conteggiate le ore e in che modo il percorso formativo possa conciliarsi con i turni di servizio e con i riposi spettanti al personale.

Secondo FIALS, NurSind e Nursing Up, inoltre, il fatto che il percorso formativo si concluda soltanto a dicembre solleva interrogativi sulla reale preparazione necessaria per l’avvio dei nuovi servizi. Vengono quindi richieste garanzie su competenze, affiancamenti e coperture del personale.

Il timore espresso dai sindacati è che la stessa dotazione organica venga impiegata contemporaneamente per mantenere attivi i servizi esistenti e garantire quelli di nuova apertura.

La proposta dei sindacati: prestazioni aggiuntive volontarie

FIALS, NurSind e Nursing Up sostengono di aver presentato una proposta tecnica per garantire le coperture attraverso prestazioni aggiuntive volontarie, con una remunerazione indicata in 50 euro lordi l’ora.

L’ipotesi prevede adesioni volontarie, autorizzazioni definite e una copertura economica certa, nel rispetto della normativa applicabile.

Le organizzazioni chiedono ora alla Direzione di indicare per iscritto un’alternativa sostenibile qualora decidesse di non accogliere la proposta. Secondo i sindacati, non sarebbe sufficiente chiedere disponibilità al personale senza mettere a disposizione risorse e condizioni di lavoro definite.

Stato di agitazione e mobilitazione del personale

Di fronte alla posizione assunta dall’Azienda, le segreterie territoriali di FIALS, NurSind e Nursing Up hanno deciso di avviare una serie di iniziative.

La prima è la proclamazione dello stato di agitazione provinciale, con l’attivazione delle procedure previste e la mobilitazione del personale dei presidi ospedalieri e territoriali della Capitanata.

I sindacati hanno inoltre annunciato il rifiuto del tavolo del 12 ottobre, qualora l’incontro fosse impostato esclusivamente come una ratifica di decisioni già assunte. L’obiettivo dichiarato è che il confronto possa ancora incidere sulle scelte aziendali e portare a garanzie vincolanti.

È stata inoltre prevista la trasmissione della documentazione agli organi di vigilanza competenti, affinché vengano verificati il rispetto delle pause e dei riposi, la corretta contabilizzazione delle ore e le condizioni di impiego del personale.

Infine, FIALS, NurSind e Nursing Up chiedono risposte scritte e verificabili su organici, assegnazioni, formazione, turnazioni e coperture economiche, con un riscontro puntuale per ogni criticità segnalata.

«Nessuna firma al buio»

Le organizzazioni sindacali ribadiscono di voler vedere operative Case di Comunità funzionanti, sostenibili e dotate di personale adeguatamente preparato, con condizioni di lavoro chiaramente definite.

L’apertura di una struttura, sostengono, non sarebbe sufficiente da sola a garantire l’effettiva erogazione dei servizi sanitari. Per questo FIALS, NurSind e Nursing Up chiedono alla Direzione di affrontare le criticità organizzative prima di trasferirne il peso sui professionisti e sui cittadini.

La posizione dei sindacati viene riassunta nella richiesta di nessuna firma al buio, nessuna disponibilità imposta e nessuna apertura finanziata con il sacrificio dei lavoratori.

Le segreterie territoriali hanno infine annunciato che, in caso di prosecuzione delle decisioni unilaterali, la mobilitazione proseguirà con una risposta sindacale definita ferma, unitaria e continuativa.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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