FOGGIA – Un cane con crisi epilettiche, la difficoltà di trovare assistenza in città di sabato e il viaggio fino a Bari, con l’ansia di avere accanto un animale che sta male. È il racconto di una donna che torna a porre il problema delle emergenze veterinarie a Foggia, mentre prosegue il confronto politico sull’attivazione di un servizio notturno e festivo.
Secondo la testimonianza, il cane è stato ricoverato a Bari per tre giorni e le sue condizioni restano motivo di preoccupazione. La proprietaria riferisce di aver sostenuto spese importanti per le cure, alle quali si aggiungono i costi del carburante. Nel racconto non sono indicati importi precisi.
La vicenda porta in primo piano ciò che significa cercare assistenza quando il proprio animale sta male: individuare una struttura disponibile, affrontare uno spostamento fuori città e sostenere una spesa che può pesare sul bilancio familiare. La donna descrive soprattutto l’angoscia del tragitto, compiuto mentre il cane era in difficoltà.
La sua segnalazione si inserisce in un dibattito già aperto. Il 4 settembre, intervenendo sulla mobilitazione dell’associazione Guerrieri con la Coda, la sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessora al Benessere Animale Simona Mendolicchio avevano sostenuto che l’istituzione della guardia medica veterinaria notturna e festiva non rientrasse nelle competenze decisionali e di spesa del Comune. L’amministrazione aveva comunque ribadito la disponibilità al confronto con le associazioni e con gli enti competenti.
Il 18 settembre il consigliere comunale Antonio Mancini aveva respinto le accuse di immobilismo, riferendo di contatti con operatori privati e con l’Ordine dei Medici Veterinari. Nel suo intervento aveva distinto le funzioni della sanità veterinaria pubblica dall’assistenza clinica agli animali di proprietà, spiegando che la ricerca di una soluzione doveva tenere conto dei limiti amministrativi e organizzativi.
Il 24 settembre il tema era tornato nell’aula consiliare, durante un incontro dedicato alla proposta di un servizio stabile per le emergenze. Il consigliere Nunzio Angiola aveva definito l’iniziativa una «battaglia di civiltà», richiamando le difficoltà dei proprietari costretti a raggiungere Trani o Bari nelle ore notturne e nei fine settimana. Nel resoconto di quell’incontro, la guardia H24 risultava ancora una proposta da tradurre in un servizio concreto.
Il racconto della donna riporta ora l’attenzione sulle conseguenze quotidiane di questa difficoltà. Alla richiesta di una guardia veterinaria si affianca quella di una struttura capace di gestire le emergenze e, quando necessario, il ricovero: esigenze collegate, che richiedono risposte organizzative precise.
Per le famiglie, la domanda è concreta: dove rivolgersi quando un animale sta male e l’assistenza abituale non è disponibile? Una risposta utile deve indicare recapiti, orari, prestazioni e modalità di accesso.
A cura di Giovanna Tambo.



