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SALMONELLA POMODORI Salmonella nei pomodori, focolai in 4 regioni: in Puglia stop al consumo crudo nelle mense e negli ospedali

Le indagini indicano un’associazione soprattutto con il consumo di pomodoro ciliegino crudo. Il batterio è stato rilevato in un lotto proveniente da Caltanissetta

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Ottobre 2026
Cronaca // Focus //

La Regione Puglia ha chiesto di sospendere temporaneamente l’utilizzo e la somministrazione di pomodori freschi crudi nelle mense scolastiche, negli ospedali, nelle case di cura e nelle strutture socio-assistenziali. La decisione arriva dopo la segnalazione di numerosi focolai di salmonellosi in Puglia, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia, associati al consumo di pomodori freschi contaminati.

La richiesta segue la riunione della Task Force nazionale del 30 settembre e interessa anche la ristorazione collettiva destinata alle persone fragili. In attesa di ulteriori accertamenti, nelle mense coinvolte i pomodori crudi potranno essere sostituiti con altri vegetali cotti.

La direttiva regionale segnala un aumento, nel mese di settembre, dei casi e dei focolai riconducibili a Salmonella Strathcona ST2559. Le indagini epidemiologiche hanno evidenziato un’associazione soprattutto con il consumo di pomodoro ciliegino crudo.

Le analisi condotte finora hanno rilevato la presenza di salmonella in un lotto di pomodori proveniente da Caltanissetta. Gli accertamenti proseguono per chiarire l’estensione della contaminazione e il collegamento con i focolai segnalati.

La sospensione disposta in Puglia resta una misura temporanea e riguarda gli ambiti di ristorazione collettiva indicati dalla Regione, in attesa degli ulteriori esiti delle indagini. Lo riporta leggo.it

1 commento su "Salmonella nei pomodori, focolai in 4 regioni: in Puglia stop al consumo crudo nelle mense e negli ospedali"

  1. Buongiorno, quando compro frutta, ortaggi, verdura, pesce..spesso oltre a non ricevere lo scontrino del peso distinto per voci dei prodotti acquistati, lo scontrino fiscale attestante il pagamento, il non poter pagare sempre tramite Pos..a parte tutto quel che precede, quello che mi spaventa, che mancano le etichettature previste per legge (tranne rari casi) circa la provenienza effettiva delle derrate alimentari, al massimo c’è scritto solo il prezzo. Non è assolutamente concedibile. Le Autorità preposte a tutelare la salute pubblica, il rispetto della normativa sanitaria e fiscale, lo fa? Vivendo a Manfredonia, dubito che non lo fa nessuno e sono molto preoccupato su quello che compro e consumo.

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