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SAN SEVERO ITIS San Severo, il Corso C dell’ITIS si ritrova dopo 48 anni

Gli ex studenti del Corso C dell’I.T.I.S. “A. Minuziano” di San Severo, frequentato dal 1973 al 1978, si sono ritrovati per una giornata all’insegna dei ricordi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Ottobre 2026
San Severo // Sanctus Severus //

A quasi mezzo secolo dal diploma, gli ex studenti del Corso C dell’I.T.I.S. “A. Minuziano” di San Severo, frequentato dal 1973 al 1978, si sono ritrovati per una giornata all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della condivisione.

L’idea è nata da un piccolo gruppo di compagni che, nonostante gli anni trascorsi, ha continuato a mantenere i contatti. Ritrovare tutti non è stato semplice: alcuni erano difficili da rintracciare, altri non hanno potuto o voluto partecipare. La maggior parte, però, ha risposto presente, accettando con entusiasmo l’invito a tornare insieme per un giorno ai tempi della scuola.

Per prendere parte all’incontro, alcuni hanno affrontato lunghi viaggi. Un ex compagno è arrivato dagli Stati Uniti, altri hanno raggiunto San Severo da diverse regioni italiane. Qualcuno ha rinunciato a impegni di lavoro, mentre un altro, nonostante i problemi di salute, ha voluto esserci accompagnato dal figlio. Per tutti, il desiderio di rivedersi dopo quasi cinquant’anni si è rivelato più forte degli ostacoli.

Il gruppo ha inoltre chiesto al dirigente scolastico dell’Istituto, il professor Tommaso Albano, di poter visitare la sede attuale, che all’epoca della loro frequenza non esisteva ancora. Il preside ha accolto la richiesta con entusiasmo, organizzando anche un incontro nell’aula magna con gli studenti delle classi quinte.

È stato proprio questo uno dei momenti più significativi della giornata. Gli ex compagni hanno incontrato ragazze e ragazzi nati negli anni Duemila, dando vita a un confronto tra generazioni apparentemente lontane. Ne è nata una conversazione calorosa, durante la quale sono emerse esperienze, curiosità e riflessioni.

A colpire gli ex studenti è stata soprattutto la sensazione di riconoscere nei diciottenni di oggi emozioni e aspirazioni non così diverse da quelle che appartenevano alla loro generazione: gli stessi sogni, le stesse inquietudini e la medesima voglia di futuro.

Poi è arrivato il momento del pranzo, trasformato ben presto in una vera festa. Risate, abbracci e ricordi hanno riportato alla memoria i nomi dei compagni, i soprannomi, le marachelle e gli episodi legati agli anni trascorsi sui banchi dell’ITIS.

Ognuno ha portato con sé la propria storia, fatta di successi, difficoltà, esperienze e cambiamenti. Ma per qualche ora il tempo è sembrato tornare indietro: quegli studenti di allora, oggi ormai prossimi ai settant’anni, sono tornati a scherzare e a raccontarsi come se quel lontano luglio del 1978 fosse trascorso soltanto ieri.

Non tutti, però, hanno potuto partecipare fisicamente. Nel corso della giornata è stata organizzata una videochiamata con uno dei compagni rimasto a casa durante la convalescenza. Sullo schermo sono comparsi volti emozionati e occhi lucidi, creando un momento di vicinanza anche a distanza.

Il messaggio scelto per rappresentare lo spirito della giornata è stato Brothers in Arms: nessuno resta indietro.

Prima di salutarsi, i partecipanti hanno deciso di non lasciare che l’incontro restasse un episodio isolato. La promessa è stata quella di rivedersi presto e con maggiore frequenza, con un appuntamento già fissato idealmente per il 2028, quando ricorreranno i 50 anni dal diploma.

Per quell’occasione è stato assunto anche un impegno concreto: progettare, realizzare e donare all’I.T.I.S. una scultura a tema, destinata a rimanere nell’Istituto come testimonianza di quella classe e di mezzo secolo di vita condivisa.

Quello che potrebbe sembrare un semplice incontro tra ex compagni si è trasformato così in qualcosa di più profondo: un momento per celebrare un’amicizia capace di resistere al tempo e il legame con una parte importante della propria vita.

A rendere possibile la reunion è stata soprattutto la determinazione di chi non ha mai smesso di cercare gli altri e la volontà comune di superare ogni difficoltà pur di ritrovarsi.

E così, dopo 48 anni, quei ragazzi del Corso C sono tornati a stringersi ancora una volta, con i capelli ormai ingrigiti e una vita intera alle spalle, ma con la stessa complicità di quando sedevano insieme tra i banchi dell’I.T.I.S. “A. Minuziano”.

Lo riporta lagazzettadisansevero.it.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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