FOGGIA – Sanità, salari, bollette e spesa militare. Elly Schlein sceglie la Festa dell’Unità di Foggia per rilanciare la sfida al governo di Giorgia Meloni e indicare alcune delle priorità che il Partito democratico intende portare nel programma dell’alternativa di centrosinistra. Al centro dell’intervento della segretaria dem c’è soprattutto il Servizio sanitario nazionale, con l’impegno, in caso di vittoria alle prossime elezioni, a portare la spesa sanitaria al 7 per cento del Pil.
«Quattordici miliardi di aumento della spesa militare: questa è la priorità di Giorgia Meloni in un Paese che ha una sanità allo stremo, gli stipendi tra i più bassi d’Europa e un’inflazione al 4 per cento», ha affermato Schlein dal palco foggiano, contrapponendo alle scelte dell’esecutivo la proposta del Pd.
Il riferimento arriva nelle ore in cui il governo ha definito la nuova cornice di finanza pubblica. La relazione al Parlamento firmata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti prevede, attraverso l’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia, maggiori risorse destinate alla difesa per circa 14,4 miliardi di euro nel biennio 2027-2028. Secondo il documento, le risorse serviranno al rafforzamento delle capacità operative e tecnologiche e agli investimenti, in coerenza con gli impegni assunti in ambito Nato.
È proprio su questo terreno che Schlein marca la distanza dall’esecutivo. «Noi ci opporremo e deve essere chiara una cosa: se la destra vince le prossime elezioni porterà la spesa militare al 5 per cento del Pil. Se vinceremo noi porteremo al 7 per cento del Pil la spesa sanitaria, la prima preoccupazione degli italiani». La contrarietà all’aumento delle spese militari al 5 per cento del Pil era già stata ribadita dalla leader del Pd nei giorni scorsi, insieme al sostegno a una difesa comune europea.
La segretaria dem ha quindi richiamato le difficoltà di accesso alle cure, sostenendo che «ci sono sei milioni di italiani che non riescono più a curarsi». Un tema, quello della sanità pubblica, che Schlein ha posto ripetutamente tra le priorità programmatiche del Pd insieme al lavoro e alla questione salariale.
Da Foggia l’attacco si allarga infatti al potere d’acquisto delle famiglie e al costo dell’energia. La leader democratica accusa il governo di non aver dato risposte sufficienti di fronte all’aumento dei prezzi e alle conseguenze economiche delle tensioni internazionali. Nel documento programmatico di finanza pubblica il governo prevede anche risorse aggiuntive per l’energia: complessivamente la flessibilità prevista per difesa ed energia ammonta a circa 28 miliardi nel 2027-2028.
Schlein ha legato il caro energia anche alle guerre in Medio Oriente, criticando la linea dell’esecutivo e chiamando direttamente in causa il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Accuse politiche alle quali ha affiancato un impegno rivolto agli elettori: «Toccherà a noi abbassare le bollette e aumentare gli stipendi».
L’intervento di Foggia arriva mentre nel centrosinistra prosegue il confronto sulla costruzione del programma comune e sulla futura leadership della coalizione. Alla direzione del Pd Schlein aveva rivendicato il peso elettorale del suo partito nel confronto con gli alleati, sottolineando però la necessità di costruire insieme il programma. Lo riporta La Repubblica.it.
ph enzo maizzi



