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Corte Europea: no crocifissi nelle aule. Maroni: un atto di stupidità

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Novembre 2009
Capitanata //

crocifissiRoma – Violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le “loro convinzioni”, oltre che limitazione per gli stessi della libertà di religione. Questa la sentenza unanime dei sette giudici della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, presieduti dalla belga Francoise Tulkens, su ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese. Se il rinvio sarà accolto, il caso nei prossimi mesi proseguirà il suo iter davanti alla Grande Corte, quella formata da diciassette giudici. Il nodo principale della questione ruota attorno al significato religioso del crocefisso, che per la sentenza espressa dalla Corte europea sarebbe “predominante”. Di conseguenza, la presenza del crocifisso nelle scuole potrebbe anche essere interpretato dagli alunni (di ogni ordine d’età) come “un segno religioso”, così spingendo gli stessi ad essere educati secondo un “preciso orientamento religioso”. La donna italiana che ha portato il caso dinnanzi alla Corte di Strasburgo (nel 2006) è la finlandese Soile Lautsi: la donna aveva chiesto alla dirigenza dell’istituto scolastico “Vittorio da Feltre” di Abbiate Terme, di togliere i crocefissi dall’aula frequentata dai suoi due bambini, che nel 2002 (al momento della richiesta) avevano 11 e 13 anni d’età. La direzione della scuola avrebbe invece rifiutato la richiesta della donna, rispondendo che i crocefissi sarebbero rimasti al loro posto; da qui il ricorso alla Corte Europea, fino alla sentenza di ieri (preceduta davanti al Tar del Veneto, poi presso la Corte Costituzionale e, in ultimo, davanti al Consiglio di Stato).

robertomaroni Contrariamente alla giustizia italiana che attenendosi al regio decreto 965, articolo 118, del 30 aprile 1924, avevano confermato la decisione dei dirigenti scolastici della scuola veneta, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha invece dato ragione a Soile Lautsi riconoscendole anche un risarcimento per danni morali di 5 mila euro che il governo italiano dovrà pagare. Il pensiero critico dei ragazzi nella loro libera scelta di adottare o meno una religione (si legge nella sentenza della Corte) potrebbe infatti (con la presenza dei crocefissi) venire meno. Netta opposizione da gran parte degli esponenti dei ministeri italiani. Netta opposizione anche di Roberto Maroni, che nel corso del coordinamento interprovinxiale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bari e Foggia ha detto di ritenere la sentenza della Corte: «un atto di stupidità».

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