Capitanata

Foggia, 10^ anniversario crollo viale Giotto: le iniziative del Comune


Di:

foggia-crolloviagiottoFoggia – INIZIATIVE di tre giorni dell’amministrazione comunale in ricordo delle 67 vittime morte dopo il crollo del palazzo di viale Giotto. Un calendario fitto di appuntamenti realizzato grazie alla collaborazione tra familiari delle vittime, Comune di Foggia, Provincia di Foggia, Associazione Internazionale di Polizia – Delegazione Puglia, Fondazione Banca del Monte e Corpo dei Vigili del Fuoco. Il programma del Comune sarà presentato nel corso di una conferenza stampa convocata per venerdì 6 novembre, alle ore 10.30, presso l’Aula consiliare di Palazzo di Città, a cui interverranno: una rappresentanza dei familiari delle vittime; Gianni Mongelli, sindaco di Foggia; Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia; Luca Di Mola, comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Foggia; Francesco Andretta, presidente della Fondazione Banca del Monte; Vincenzo Ciani, comandante Comando provinciale Vigili del Fuoco di Foggia.

L’iniziativa del Comune fa riferimento, come detto, al crollo improvviso dello stabilito di Viale Giotto a Foggia, avvenuto lo scorso 11 novembre 2009: secondo i sismografi della “Specola Nigri” furono diciannove i secondi durante i quali furono cancellate le vite di 67 persone, oltre naturalmente a fondamenta  e basi di palazzi. Per il crollo fu chiesta l’archiviazione delle indagini nei confronti delle quattro persone, accusate di omicidio colposo plurimo, crollo di edificio e violazione delle leggi edilizie, tutte decedute, indagate per il crollo del palazzo. L’allora sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, disse dopo la tragedia che i tecnici intervenuti sospettarono la presenza di problemi strutturali nel palazzo di 26 appartamenti che aveva circa 30 anni. Nessuna esplosione è stata riferita prima del crollo, disse il sindaco.

Sul posto anche il ministro degli interni Rosa Russo Iervolino per verificare l’efficienza dei soccorsi. Le autorità riferirono di dover esaminare le concessioni edilizie per verificare la presenza o meno di alterazioni. Inizialmente fu detto che il crollo era stato causato dai lavori di allargamento dei box, dall’eventuale taglio di pilastri sempre nei sotteranei ma poi, tra carte, archiviazioni e ricorsi si è giunti alla conclusione che l’unico motivo per il quale un palazzo costruito negli anni possa cadere è perchè mal costruito o meglio costruito con materiali scarsi.

Quella notte giunsero sul posto Vigili del fuoco, volontari organizzati e quei semplici cittadini che si misero a disposizione per cercare di salvare vite: scavarono tutta la notte, con le pale, con i picconi, o semplicemente con le mani per estrarre dai detriti le 71 persone che ci abitavano.


Le ricerche continuarono con i cani, con le sonde elettroniche, i geofoni, nella speranza di captare qualche rumore, qualche segno di vita.

Sin dall’ agosto precedente alcuni degli inquilini dello stabile di viale Giotto avevano avvertito strani scricchiolii della struttura. A complicare le operazioni di soccorso si sviluppò,in un deposito di materassi situato nei sotteranei dello stabile, un incendio di forte intensità e un fumo alto e acre avvolse tutta la zona dei soccorsi. A quel punto la possibilità che il fuoco avesse colpito qualche eventuale superstite o avesse contribuito a togliergli l’ossigeno necessario si fece sempre più concreta.

Fu anche accertato che la maggior parte delle persone travolte dal crollo del palazzo morirono per asfissia, nel giro di un paio di minuti: il responsabile del servizio di medicina legale dell’ospedale foggiano, Alberto Pedone, ispezionò i cadaveri  e dichiarò “una compressione toracica dall’ esterno che ha provocato l’impossibilità all’attività respiratoria”. Poi la polvere e il fumo hanno fatto il resto.

Antonio Delli Carri, il costruttore dell’edificio di Viale Giotto, abitava nell’attico di viale Giotto, con il fratello. Ex muratori che, nel ’68, costruirono tre edifici “gemelli”, per poi abbandonare l’attività. Anche l’ingegnere Inglese, all’epoca direttore dei lavori era morto prima che avvenisse la tragedia . Nessuno di loro, dunque, potè dire o essere chiamato a dire con quali tecniche e materiali costruirono. Ma si può giurare fossero le stesse che utilizzarono tutti i “pionieri” di una stagione dove lo sviluppo edilizio fu esplosivo. «Il “livello” era l’occhio; lo “squadro” era l’incrocio dei piedi», (fonte: manganofoggia.it) disse un geometra in quei giorni, alludendo alla precisione e all’economia che caratterizzava le attività edilizia fino agli anni ’70.

FOGGIA, mercoledì 21 ottobre 2009 – ORE 13.08
Viale Giotto, dopo dieci anni finalmente un giardino

A distanza di dieci anni dal crollo del palazzo di viale Giotto, finalmente qualcosa inizia a muoversi proprio in vista dell’11 novembre. Sono infatti cominciati i lavori per la realizzazione di un giardino, che questa volta si farà. ‘Entro 20 giorni quel luogo si trasformerà in giardino con piante e fiori. Sarà l’avvio di un processo di sistemazione dell’intera area che deve avere una dignità che fino a questo momento non ha avuto, ha dichiarato il sindaco Mongelli’. L’area si sta finalmente ripulendo da quelle erbacce che fino a ieri hanno rappresentato il simbolo dell’abbandono più totale e dell’incapacità di intervenire sulla ferita più grande della città. L’avvio dei lavori ha spinto gli abitanti della zona a denunciare anche il problema del manto stradale che circonda il cratere. Troppe buche e troppi rintoppi che comportano, in caso di pioggia, allagamenti e conseguenti disagi alla circolazione. A questa problematica il sindaco risponde così. ‘Si sistemeranno anche le strade, ma è più giusto trasformare prima quel cratere in un luogo della memoria cittadina’.

Foggia, 10^ anniversario crollo viale Giotto: le iniziative del Comune ultima modifica: 2009-11-03T12:28:07+00:00 da Girolamo Romussi



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This