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Manfredonia, industriali di Treviso: un volo per il Contratto d’Area. Già ma quale ?


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Inside1Manfredonia – “PRIVILEGIARE le tratte aeree Foggia-Venezia e Foggia-Treviso per soddisfare le esigenze del mondo produttivo». L’attuale presidente degli industriali di Treviso, Alessandro Vartanega, ha chiesto, in una lettera inviata all’amministratore unico di Aeroporti di Puglia (Bari-Palese, via Ferrari) e dirigente della Save Venezia, Errico Marchi, oltre che al presidente di Confindustria Foggia, Eliseo Zanasi, di «attivare un collegamento aereo con la Capitanata», area dove gli imprenditori del Nord-Est italiano avrebbero “delocalizzato le loro attività nel contratto d’area di Manfredonia”. Da dove parte la richiesta di Vartanega ? Ma dalla notizia appresa dal presidente degli industriali di Treviso di «una prossima attivazione di collegamenti aerei della compagnia Sky Bridge (Ciampino-Roma, via IV Novembre) con l’area del Nord-Est in partenza dall’aeroporto Gino Lisa di Foggia».

Dunque, l’area della Capitanata come zona produttiva dove gli imprenditori trevigiani avrebbero localizzato le loro attività operative. Una passione vera? Una passione soprattutto originata da cosa ? Facendo un passo indietro, bisognerebbe tornare al punto di partenza del cosiddetto “piano M”: M come Manfredonia, ma anche come «presaaposteriori» per gli abitanti del Meridione. «Ringrazio gli amici di Treviso per quello che stanno facendo per il Sud». Disse l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi (marzo 1998), nel corso di un assemblea a Parma di Confindustria, rivolto in primis all’allora presidente dell’associazione degli industriali di Treviso, Nicola Tognana. Un Tognana che nel ’98 era considerato una sorta di «capo dei ribelli del Nord-Est italiano». Leader indiscusso di una costituzione di imprenditori che cercavano di contrastare le circoscrizioni (mere) di Fisco, Governo e sindacato (fonte: Repubblica.it). Per realizzare il ‘piano Manfredonia’, Tognana riuscì a raccogliere, attorno a sé, le ‘grazie’ di imprenditori come Benetton, Inghirami, il gruppo Sangalli, oltre a piccole imprese come la Tintoria Lunazzi o la Magreb.

A chi gli chiedeva se si sentiva in un certo senso «imbarazzato» per le accuse rivoltegli al tempo dal presidente della Repubblica, Oscar Maria Luigi Scalfaro (ovvero di aver preso sì “i soldi per il progetto M” ma di esserne praticamente dimenticato), Tognana rispose: «Le nostre imprese vanno al Sud, investono e creano occupazione. Il contratto d’ area a è stato individuato come una buona occasione imprenditoriale per le imprese di Treviso». Già per le «imprese di Treviso».

documentotrevisoMa quali fattori spinsero Tognana, ed il suo pool di imprenditori, verso l’oasi di Manfredonia: «Oggi il Sud rappresenta un’ opportunità economica che può essere colta dalle industrie del Settentrione, se adeguatamente incentivate e garantite, con un costo del lavoro più basso e infrastrutture funzionali. La nostra iniziativa a Manfredonia, quella dei colleghi di Milano a Crotone, sono segnali importanti. Dimostrano anche che il Nord-Est non produce solo rabbia o protesta, è capace di organizzarsi e di diventare sistema, di far pesare la sua forza economica nel Paese». Quale il progetto, idealizzato nel 1998 dal capo tribù dell’associazione degli industriali di Treviso, per Manfredonia ? «per ora ci sono otto imprenditori che hanno deciso di investire in settori diversi. Ma i progetti presentati sono circa 40. C’ è un effetto valanga, più si diffondono le informazioni sui vantaggi del contratto d’ area più cresce l’ interesse delle imprese. Il progetto va bene. Secondo le nostre previsioni l’ obiettivo fissato dal governo di 400 miliardi di investimento e di 2500 nuovi posti di lavoro sarà superato». E ancora «L’ unica possibilità di rilanciare il Sud è di estendere il più possibile i contratti d’ area. Bisogna prendere gli esempi di Manfredonia e Crotone e realizzari in tutto il Mezzogiorno. Solo così ci può essere una svolta, non certo con le 35 ore che, anzi, scoraggiano le imprese. Una legge del genere, nella mia regione, può spingere le aziende, soprattutto quelle medio- piccole, a bloccare gli investimenti oppure ad andare all’ estero».

Il tempo ha poi motivato le scelte, e le dichiarazioni, di Tognana; ma anche le dichiarazioni odierne del nuovo presidente Alessandro Vartanega, che chiede infatti (disperatamente) l’attivazione di «collegamenti aerei della compagnia Sky Bridge con l’area del Nord-Est in partenza dall’aeroporto Gino Lisa di Foggia».

Oggi la Gazzetta del Mezzogiorno ha riportato la notizia di un legame tra l’attuale richiesta di Vartanega e un vecchio progetto di Unindustria, quando nel 2002, a pochi anni dal contratto d’area, un imprenditore di Treviso (Tognana) aveva noleggiato a sue spese un piccolo bimotore da sei posti con il quale collegava settimanalmente Foggia con Treviso “facendosi pagare le spese dai passeggeri (suoi colleghi) che ogni volta usufruivano del servizio”. In base alle informazioni raccolte, l’iniziativa andò avanti per alcuni mesi, ma poi “i costi e l’incostanza di alcuni utilizzatori del servizio la fecero naufragare”. Unindustria, nella fierezza dei suoi uomini, allora “ci riprova”.
Come ci avrebbe già provato lo stesso Adp di Bari a metà 2006 quando, in vista della ripresa dei voli di linea a bando pubblico, “il primo e unico volo che Adp individuò per Foggia era proprio un collegamento con Venezia” un collegamento “che a quei tempi (primi del 2008) venne criticato un po’ da tutti dal momento che erano altri i voli più richiesti”.

Continuando a ritroso nel tempo, e per tornare invece al Contratto d’Area: il 4 marzo del 1998 viene sottoscritto finalmente il documento fra le parti.  «Per la realizzazione di un ambiente economico favorevole all’attivazione di nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione di nuova occupazione (..) per la realizzazione di 373 posti di lavoro a regime mediante investimenti che ammontano a 62,4 miliardi di lire (..) un valido sotto l’aspetto industriale, foriero di positivi futuri sviluppi. (…) Il Responsabile Unico a Manfredonia Sviluppo S.C.p.A. è  individuato nel Sindaco di Manfredonia ed ha la sede in Palazzo Dogana Nuovo Porto Industriale. Al Responsabile Unico spettano le attribuzioni di cui al punto 3.5 della delibera CIPE del 21 marzo 1997, nonchè il compito di relazionare con cadenza semestrale il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica circa l’avanzamento e l’attuazione del Contratto d’Area, evidenziando le azioni di verifica e di monitoraggio svolte (…)» E qui ci si potrebbe anche fermare.

Adesso, dato che gli imprenditori del Triveneto hanno richiesto un collegamento aereo in Capitanata della compagnia Sky Bridge in considerazione della loro “delocalizzazione produttiva” nell’area, che fine hanno fatto le stesse produttività delocalizzate ? O almeno, che fine hanno fatto le parti rimanenti delle stesse ?

«Un’altra azienda del contratto d’area, la “Manfredonia Vetro”, subisce un brusco calo degli ordini. Magazzini saturi, polemiche sui giornali, fanno da contorno ad una situazione che sembrava poter essere un dramma per centinaia di dipendenti, nella più grande azienda del Contratto d’Area. Alcuni prospettavano una chiusura dell’azienda. Il contraccolpo sarebbe stato durissimo per l’intera zona del comparto Monte Sant’Angelo-Manfredonia-Mattinata (..) per il gruppo San Galli saranno massimo 180 le unità che andranno in cassa integrazione, per un massimo di 13 settimane, come cifre massime». O ancora: «La Zadra Vetri SpA si è ufficialmente stanziata presso lo stabilimento di Manfredonia sito nell’area Ex-Enichem Agricoltura, ricadente nel Contratto d’Area, lo scorso 2 novembre del 2005. L’insediamento si inserisce nel contesto di un precedente accordo commerciale con il quale la Sangalli Vetri Spa ha ceduto in fitto alla sopra citata ditta, per mezzo del suo amministratore delegato, nonché Presidente, Giorgio Sangalli, un proprio ramo d’attività produttiva».

Domanda di un cronista ignaro ad un dirigente Zadra: siete venuti qui a saccheggiare o questo è il tipico atteggiamento sospettoso di noi meridionali? «Posso comprendere il vostro comportamento, sopratutto dopo i ripetuti saccheggi, subiti dalla vostra città, ad opera di presunti imprenditori e magnati, che dopo aver fatto la propria fortuna, si dissolvono nel nulla». Già si dissolvono . “Ancora licenziamenti nelle aziende del Contratto d’area di Manfredonia. Dopo la Inside, ora è la volta della Sealed Air, specializzata nella produzione di film plastici termoretraibili destinati al mercato alimentare, industriale e di consumo, ubicata nella zona industriale DI46, lungo la strada statale 89 per Foggia. Le iniziali voci di corridoio ora sono state confermate dalla direzione generale di Milano che parla di diciannove licenziamenti, su settantadue dipendenti complessivi, da effettuare nell’arco di due mesi); ma anche la Mdj (settembre 1998), la Imar (in cassa integrazione perenne)Ma anche: “abbiamo ancora i telefoni che non funzionaro, le strade sono rotte. L’asfalto, le ditte. La cassa integrazione”. Basta. Un attimo, cosa ha detto Vartanega ? Un collegamento aereo in Capitanata per «soddisfare le esigenze del mondo produttivo». Già.

Manfredonia, industriali di Treviso: un volo per il Contratto d’Area. Già ma quale ? ultima modifica: 2009-11-03T23:39:14+00:00 da Giuseppe de Filippo



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