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PESCATORI Sciopero bianco dei pescatori contro le restrizioni Ue. Scognamiglio: “Ennesimo attacco al settore”

L’Unci AgroAlimentare ha proclamato lo stato di agitazione permanente delle cooperative della pesca e annunciato per l’11 dicembre uno sciopero bianco

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Dicembre 2025
Economia // Lavoro //

L’Unci AgroAlimentare ha proclamato lo stato di agitazione permanente delle cooperative della pesca e annunciato per l’11 dicembre uno sciopero bianco: in tutto il Mediterraneo le imbarcazioni azioneranno le sirene in segno di protesta contro le nuove misure imposte dalla Commissione europea. A comunicarlo è il presidente nazionale Gennaro Scognamiglio, che parla di un «ennesimo attacco al settore» e ribadisce il sostegno all’azione del governo italiano in sede Agrifish.

Secondo Scognamiglio, i lavoratori e le imprese del comparto ittico hanno da anni adottato pratiche più sostenibili, rispettando anche le rigide prescrizioni di Bruxelles, spesso percepite come penalizzanti e accompagnate da una «vergognosa criminalizzazione» della categoria. Nonostante ciò, osserva il presidente, «anziché una politica più equilibrata», l’Ue propone un ulteriore inasprimento delle restrizioni, con forti limitazioni delle aree e delle giornate di pesca: fino al 64% per lo strascico e al 25% per i palangari, misure giudicate «insostenibili».

Scognamiglio contesta anche la narrativa secondo cui tali provvedimenti proteggerebbero l’ambiente: «Non è così che si salvaguardano ecosistema e biodiversità», sottolinea, ricordando che molte criticità marine derivano da inquinamento terrestre, cattiva gestione dei rifiuti e comportamenti impropri, fattori che richiederebbero «ben altre strategie complessive».

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la progressiva riduzione della flotta italiana, dovuta alla rottamazione di numerose imbarcazioni e alle difficoltà strutturali del settore, che rendono arduo il ricambio generazionale. Nonostante ciò, queste dinamiche – che comportano una naturale riduzione dello sforzo di pesca – «continuano a essere ignorate dalla Commissione europea».

Per Scognamiglio, ad alimentare le politiche comunitarie sarebbero «altri interessi», senza considerazione per le ricadute drammatiche su lavoratori, imprese e intere comunità costiere. «Si proclama la cucina italiana patrimonio immateriale dell’umanità, ma si affossa la pesca che ne è un pilastro», osserva.

Il presidente critica inoltre la storica inattività della politica italiana nei confronti delle «tecnocrazie di Bruxelles», riconoscendo invece un cambio di rotta nell’azione dell’attuale governo e del ministro Francesco Lollobrigida, impegnati in un confronto con le categorie per costruire un nuovo indirizzo comunitario insieme agli altri Paesi del Mediterraneo.

Scognamiglio conclude esprimendo apprezzamento per le iniziative del sottosegretario Patrizio La Pietra, impegnato nel coinvolgere le istituzioni scientifiche per definire nuove basi tecniche e operative a tutela del settore.

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