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Io e Marilyn- la recensione


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IoeMarilyn

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Roma – DOPO le sconvolgenti rivelazioni (1) che Natale a Beverly Hills è stata annoverato tra le “pellicole d’interesse culturale” (beneficiando così dei fondi destinati al cinema d’essai) e (2) che ‘Porta a Porta’, dove si è discusso del tema, è un “programma d’approfondimento giornalistico”, ero consapevole che avrei giudicato, in seguito, un qualsiasi altro spettacolo d’intrattenimento come un capolavoro assoluto. E in effetti così è avvenuto. O quasi. Anche perché l’onesta e divertente ultima opera di e con  Leonardo Pieraccioni riesce a dimostrare che è possibile girare un cine-panettone natalizio senza scadere nella boriosa laidezza tipica dell’opera omnia dei fratelli Vanzina. E proprio dalla premiata (dagli incassi) ditta vanziniana sembra provenire il cafonissimo domatore di leoni napoletano interpretato sullo schermo da Biagio Izzo, vera e propria nemesi (o opposto in negativo) del toscano timido ed un pò riservato a cui ci ha abituato Pieraccioni. La trama è piuttosto semplice: il protagonista Gualtiero Marchesi è un “riparatore” di piscine che  vive una difficile storia famigliare, separato della moglie e con difficile rapporto con la figlia adolescente, e, un po’ per curiosità e un po’ anche per scetticismo, decide di evocare lo spirito di Marilyn Monroe, accompagnato dalla vicina di casa e dalla coppia gay formata da Massimo Ceccherini (stranamente poco sboccato in questa occasione e quasi “saggio”) e da Luca Laurenti (che si limita ad esistere sullo schermo). Il fatto creerà una serie di divertenti e paradossali episodi tra personaggi uno più azzeccato dell’altro  dei quali è meglio non parlare per non svelare troppo allo spettatore. Oltre ai bravissimi Francesco Pannofino e Francesco Guccini spicca lo psicopatico interpretato da un allucinato e allucinante Rocco Pappaleo i cui sketch con Pieraccioni valgono da soli il prezzo del biglietto. Fanno da contorno alla pellicola qualche parentesi melò, alcune delle quali sincere e non artificiose, specie quelle tra il toscano e la figlia adolescente, apprezzabili soprattutto perché Leonardo Pieraccioni sembra essere finalmente alla ricerca di una vena autoriale che prescinda dal puro intrattenimento. In ultimo sono da segnalare la presenza di Suzie Kennedy, che interpreta l’icona immortale di Marilyn, un po’ di maniera, ma sicuramente convincente, che indossa il vestito de Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder e che diventa il sogno del protagonista Gualtiero di un amore troppo idealizzato per sopravvivere nella società dei consumi nella quale si trova a (sopra)vivere. Film visto per sbaglio ma godibilissimo.

Io e Marilyn- la recensione ultima modifica: 2010-01-04T18:36:15+00:00 da Agostino del Vecchio



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