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Pasquale Del Vecchio, il sipontino disegnatore di Tex


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PasqualeDelVecchioManfredonia – PER tanti giovani, o meno giovani, come il sottoscritto, cresciuti con ‘pane e fumetti’ della Bonelli come Tex, Dylan Dog, Zagor e Magico Vento, è davvero un piacere scoprire l’esistenza di un disegnatore di Manfredonia, Pasquale Del Vecchio, che collabora da tempo con la casa editrice milanese. Pasquale è nato a Manfredonia il 17 marzo del 1965, e può vantare già, nel campo, una carriera di tutto rispetto. Già dopo la maturità scientifica, Pasquale inizia a muovere i suoi primi passi ‘da professionista’ con la pubblicazione, sulla rivista “1984”, di alcune storie brevi. Nel tempo, Pasquale collabora con “Il Giornalino” e realizza una storia sulle avventure in Africa di Walter Bonatti, di pugno dello stesso esploratore, pubblicata da Baldini. Nel 1991 disegna con Davide Toffolo “Memphis Blue”, scritta da Daniele Brolli e pubblicata su “Cyborg”. Pochi anni dopo, il contatto con la Bonelli, che lo coinvolgerà nell’universo poliziesco di Nick Raider, sebbene la sua prima prova per la Casa editrice di via Buonarroti sia stata spesa per un episodio di Zona X mai pubblicato. Il vero e proprio esordio bonelliano di Del Vecchio, dunque, è da far risalire al 1993, con l’avventura del detective newyorchese “Duri a morire“, scritta da Gino D’Antonio, anche se due anni dopo si imbatterà nuovamente in Zona X, con un episodio firmato da Pier Carpi. Il disegnatore è entrato prima a far parte della squadra di Napoleone e, attualmente, in quella di Tex.

 

Pasquale Del Vecchio ha concesso gentilmente una intervista esclusiva per Stato Quotidiano.
Stato (A.D.): Quali fumetti ha iniziato a  leggere da piccolo e quale, in particolar modo, l’ha spinta a diventare un disegnatore?
Del Vecchio: Credo di aver cominciato proprio con un albo di Tex, che mio padre mi comprò perché dovevo essere operato di tonsille. Mi sono subito appassionato a questo mezzo di comunicazione ed ero sempre in prossimità di qualche edicola a spulciare tutto ciò che veniva pubblicato. Mi ricordo, oltre a Tex, albi di Tarzan (disegnati da Russ Manning e Joe Kubert), Zagor (uno dei miei favoriti durante la mia infanzia), Capitan Miki e così via. Mi ricordo che comunque ciò che mi ha fatto scattare la passione e la voglia di disegnare fumetti sono state forse le copertine di Zagor, disegnate da Gallieno Ferri. E subito dopo le splendide tavole di Tex disegnate da Giovanni Ticci.

 

S: Preferisce più Napoleone o Tex e quanta libertà ha nel disegnarli?
D: Difficile scegliere fra i due. Sono due personaggi così diversi. Napoleone lo trovo  molto originale, secondo me uno dei personaggi più interessanti usciti in Italia negli ultimi anni. Tex è un totem, il fumetto italiano per antonomasia, l’intramontabile  western classico alla John Ford. Naturalmente disegnare un’icona cristallizzata come Tex comporta una maggiore difficoltà, perché ci sono più regole da seguire, una tradizione molto più lunga alla quale rifarsi .

 

S: Quali sono i racconti di Tex che ha disegnato finora ed a quali sta lavorando?
D: Finora ho realizzato due avventure , per un totale di 4 albi ( Tex 561-562-589-590). Adesso sono al lavoro su una nuova storia, che si sviluppa sempre in due albi, che verrà stampata presumibilmente tra un paio d’anni.

 

S: Quanto tempo impiega per disegnare una storia e come procede?
D: La realizzazione di un albo di Tex richiede dai sei agli otto mesi. E’ un lavoro abbastanza lungo ed impegnativo.

 

S: Quali altri personaggi della Bonelli le piacerebbe disegnare?
D: Mi piace molto Dylan Dog. Non sarebbe male realizzarne una storia.

 

S: E’ più legato ai disegni tradizionali o apprezza anche certi “effetti speciali” presenti soprattutto nei fumetti made in Usa?
D: Sono un curioso abbastanza aperto alle novità ed a scoprire nuovi autori. E ce ne sono tanti di interessanti, non solo sul mercato americano, ma anche in quello francese e giapponese. Non amo però particolarmente quelli che esagerano troppo con gli “effetti speciali”, se non strettamente pertinenti con le esigenze della storia. Il disegno nei fumetti dev’essere al servizio della storia ed a volte una eccessiva ridondanza non rende un buon servizio a ciò che si vuole raccontare.

 

S: Ho letto che il suo lavoro è molto apprezzato anche in Portogallo e Brasile. E che è stato intervistato anche da alcune Tv…

 

D: Non so se è molto apprezzato, comunque è conosciuto in quei paesi per la semplice ragione che Tex viene stampato anche in Brasile e Portogallo, dove credo abbia un discreto seguito. Ho pubblicato anche dei libri a fumetti in Francia, dove ho fatto una serie di tre albi di un personaggio  che si chiama Russell Chase per Les Humanoïdes Associés. Qualche intervista in Tv era sempre in merito al personaggio di Tex.

 

S: Al nord ci sono spesso convegni sui fumetti, si potrebbe organizzare qualcosa anche da queste parti…
D: Non sarebbe male!

 

S: Quali altri disegnatori della Bonelli apprezza particolarmente?
D: Mi piacciono  particolarmente Stano, Casertano, Ambrosini, Dall’Agnol, Milazzo, Bacilieri e Ticci.

 

S: Ho letto che disegna un personaggio di nome Mary Diane, cosa ci può dire a riguardo?
D: Mary Diane è un personaggio che è comparso mensilmente sulla rivista Meridiani per tutto il 2008. E’ stato successivamente raccolto in volume dall’editore Claire de Lune in Francia.

 

S: I suoi prossimi progetti?
D: Proseguire a disegnare Tex e nel tempo libero realizzare una nuova serie per il mercato francese.
(Si ringrazia Francesco Granatiero per la gentile segnalazione)

Pasquale Del Vecchio, il sipontino disegnatore di Tex ultima modifica: 2010-01-04T20:00:48+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • walter verdina

    Non so se mi potete aiutare, io vorrei poter comunicare con pasquale del vecchio per motivi strettamente confidenziali. Se potete farmi avere il suo indirizzo e-mail vi ringrazioo anticipatamente.
    Grazie walter


  • Redazione

    Gentile lettore, abbiamo avuto i contatti con Pasquale tramite facebook. Grazie, saluti, Redazione

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