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Hotel Leone, le modifiche richieste alla convenzione: “20 anni di destinazione d’uso”

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
4 Gennaio 2012
Manfredonia //

L'assessore all'urbanistica del Comune, professore Matteo Palumbo. Sua la relazione in riferimento all'Accordo di Programma per la realizzazione dell'hotel Leoner (ST)
Manfredonia – COME anticipato, nella Seduta di Consiglio del 22.11.2011 è stato approvato e dunque ratificato l’Accordo di programma tra Regione e Comune di Manfredonia per la realizzazione dell’Hotel Leone, in località Siponto. Quali i particolari dell’accordo? Quale la storia dell’impresa interessata ai lavori? Quali le motivazioni degli emendamenti proposti ed apportati al testo della delibera e della convenzione, su indicazione del consigliere Franco La Torre? Quale la sussistenza del nascente complesso alberghiero, “destinato a dare occupazione a 28 unità lavorative”? Quali le possibilità di cambio di destinazione d’uso del bene indicato?


L’approvazione.
Dunque, con delibera di C.C. 66/2011 è stato approvato (3 astenuti del Pdl) e dunque ratificato l’accordo di programma (l.r.19.12.1994 n.34 – realizzazione strutture alberghiere) tra Regione e Comune, sottoscritto il 30.11.2011, per la realizzazione da parte della ditta Leone Adriana (di Manfredonia) del complesso alberghiero “Hotel Leone” a Siponto, in variante al P.R.G. vigente, con queste indicazioni: 2036,60 i mq relativi all’area interessante dall’intervento (superficie netta: 1832,40 mq); parcheggi privati: mq 1560,46; volume totale: 9.249,91 mc. Da ricordare che l’iter in Consiglio per la definizione in Regione dell’Accordo era stato avviato al termine della Giunta Prencipe (pre Campo). Complessivamente 98 i posti letto; 4 i piani fuori terra; piano interrato adibito a garage; al piano terra reception; hall, sala tv, cucina e ristorante tra l’altro; primo, secondo e terzo piano adibiti alle 49 camere doppie con bagno dell’hotel; gli spazi esteri saranno sistemati a verde “con messa a dimora di piante ed essenze mediterranee”. L’intervento comporta una variante allo strumento urbanistico generale vigente. Il bene insiste su terreni di proprietà della stessa titolare dell’impresa individuale. Si ricorda che la realizzazione rientra nell’area dell’ex Hotel Riviera, che di recente (Focus cambio destinazione d’uso Hotel Riviera – Intervista con avv. Schiavone DASS Focus) aveva ottenuto il cambio di destinazione d’uso alberghiera, dopo l’approvazione della variante al PRG – il 10 ottobre 2011 – della Giunta regionale pugliese.

Al contempo è stato approvato lo schema di convenzione sottoscritto dalla società Leone Adriana (impresa individuale, attiva dal primo gennaio 1990, con oggetto: coltivazione cereali, con la titolare anche socio accomandante della della Sapori di Puglia di Borgia Salvatore & C. Sas e già vice presidente del CdA della Aurora, soc.coop.edilizia arl), che disciplina i rapporti tra il Comune e la società indicata. In luogo della cessione delle ulteriori aree a standard (..) sarà consentita la monetizzazione al prezzo pari a euro 70 mq; inoltre è stato stabilito che, nel caso la convenzione suddetta non dovesse essere sottoscritta, entro 1 anno dall’emissione del Decreto del Presidente della Giunta regionale, la variante urbanistica sarà ritenuta nulla e che pertanto le aree in oggetto torneranno all’originaria destinazione urbanistica (CB7).

Era stato il consigliere Franco La Torre, del Pd, a proporre alcuni emendamenti al testo della proprosta di delibera e della convenzione allegata. Oggetto: il vincolo della destinazione del bene; il termine di sottoscrizione della convenzione; il termine di rilascio del permesso di costruire da parte del Comune. Emendamenti condivisi dai consiglieri M.Ognissanti (Impegno Comune) e A.Brunetti (UdC). Da delibera “interventi (relativi agli emendamenti) anche dei consiglieri C.Titta (IdV) e R.Bisceglia (Insieme per Manfredonia”. Astensione al voto del Pdl. Le modifiche alla convenzione andrebbero intraviste nell’ottica di scongiurare una possibile riconversione del bene da albergo a palazzine (per la vendita), come avvenuto con lo stesso hotel Rivera e come dovrebbe avvenire con l’hotel Gargano. Il consigliere Matteo Ognissanti: “verifiche sull’affidabilità delle ditte. Ricordiamoci del Contratto d’Area. Anche se ci sono sempre le fidejussioni”. Il sindaco Riccardi: “i vincoli hanno una valenza relativa. Anche le aziende del CdA avevano dei vincoli, ma poi le norme successive hanno modificato tutto. Dico soltanto che qui si tratta di ratificare un accordo di programma del 1999. Di quasi 13 anni fa. Sì alle modifiche della convenzione ma preservando l’essenzialità del piano”. Prima della modifica si era parlato di “5 anni” e non 1 per l’annullamento della variante urbanistica; inoltre il consigliere La Torre aveva chiesto di ridurre a “60 giorni” e non “6 mesi” il termine entro il quale il Comune dovrebbe provvedere al rilascio del permesso di costruire. Ma soprattutto negli emendamenti proposti: il periodo di destinazione d’uso degli immobili dai precedenti “10 anni” ai “20” richiesti.

g.defilippo@statoquotidiano.it

7 commenti su "Hotel Leone, le modifiche richieste alla convenzione: “20 anni di destinazione d’uso”"

  1. Dalla visione del video della seduta del Consiglio comunale, sembra che a proporre gli emendamenti in questione, fatta eccezione per quello sulla durata del vincolo di destinazione, sia il consigliere comunale Cosimo Titta, capogruppo dell’IDV, e non altri…

  2. Riportato quanto indicato nella delibera di consiglio comunale, presente sull’albo pretorio. Grazie in ogni modo per la segnalazione, RED.

  3. In effetti gli emendamenti a cui si riferisce l’articolo, tranne quello sulla durata del vincolo, vengono proposti dal consigliere comunale Cosimo Titta, ma dopo vengono richiamati dal consigliere La Torre che li formalizza.

  4. Perdonate amici ma non riesco a non pensare a quanto detto dal Sindaco Riccardi: ” i vincoli hanno una valenza relativa.”
    Forse sarebbe il caso di riflettere un’attimo!

  5. Precisazione: la frase va letta per intero “(..) anche le aziende del CdA (…) ma poi le normative hanno modificato quanto stabilito (…)”. L’interpretazione è diversa, grazie in ogni modo per la segnalazione. RED.

  6. Il Sindaco non ha torto quando dice che i vincoli hanno una valenza relativa se, con questa affermazione, egli significasse che vincolare per un determinato periodo un immobile ad un uso diverso dal vincolo imposto dal piano (ns caso comparto) senza che il titolare dell’immobile riesca a rispettarel’imposizione per tuttao il periodo temporale imposto. Ciò a dire che, laddove la società “fallisse” anche dopo un ipotetico anno di esercizio, la struttura non potrebbe rimanere una “cattedrale nel deserto”, vista anche la posizione rispetto all’abitato, ma andrebbe convertita (anche per far rientrare in un certo qual modo l’investimento fatto dalla società) nell’uso imposto dal comparto, e cioé abitazioni.

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