Infatti già qualche mese fa c’aveva pensato il tribunale tributario del Lazio a mettere in discussione il canone. Come ha raccontato Libero, La sentenza 597/2013 ha, infatti, accolto l’istanza di un contribuente che si era opposto alla cartella esattoriale di riscossione del canone tv, producendo la domanda di richiesta di oscuramento inviata alla Rai. In quel caso l’amministrazione televisiva non aveva risposto e il fisco aveva proceduto all’emissione della relativa cartella, impugnata poi dal contribuente. Questi, dopo la soccombenza innanzi alla commissione provinciale, non si è dato per vinto e ha proposto opposizione in secondo grado, trovando finalmente ragione. Secondo i magistrati laziali la cartella è nulla, anche se il cittadino ha continuato a usufruire dei servizi tv. È sufficiente, infatti, che egli abbia fatto denuncia di oscuramento alla Rai e questa non abbia risposto. Ora toccherà al Parlamento prendere atto della sentenza dell’Alta Corte e del tribunale del Lazio e dare finalmente agli italiani la possibilità di scegliere cosa vedere e cosa “pagare” in tv.



