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POESIE Serata di emozioni al Circolo Unione di Lucera. Racconto in musica e versi del poeta Mauro Mazza

Il diario di un percorso tra carriera e la scoperta dell’arte

AUTORE:
Claudia Ferrante
PUBBLICATO IL:
4 Febbraio 2024
Capitanata // Cultura //

E’ stata senz’altro una serata di emozioni quella andata in scena ieri sera al Circolo Unione di Lucera.

L’evento, “Perché scrivo poesie”, ospitato nel salone di rappresentanza del prestigioso sodalizio lucerino, organizzato dal protagonista della serata, il dott. Mauro Mazza, con la partecipazione della giornalista Claudia Ferrante, ha visto la collaborazione della musicista Alessia Carella e l’accompagnamento al piano del maestro Vittorio Barbaro.

Accade talvolta che un viaggio o un amore possano portare ad una rinascita.

E’ il caso di Mauro Mazza, dirigente amministrativo in pensione. Una vita spesa tra carriera e passioni sopite fino a un bel giorno in cui si accorge che certe passioni non possono soffocare.

Mazza è stato insignito di varie menzioni come  quella di “Poeta di via Margutta” per la collana I poeti contemporanei nelle edizioni Dantebus e la partecipazione al Premio Internazionale “Alda Merini”, per citare solo uno dei più noti.

Incalzato dalle domande, Mazza ha allietato la folta platea con la declamazione di una decina di poesie del suo vasto repertorio, giunto a circa 700 liriche, abbinate a dei brani musicali.

La scoperta dell’arte in versi, la particolarità di scrittura che ne fa un poeta fotografico, secondo quel particolare stile lirico basato sulla potenza vivida delle immagini e dei suoni, accanto alla poliedricità artistica sono stati i tratti salienti di una conversazione a due voci che ha visto anche l’interazione del pubblico chiamato in causa dalla moderatrice per intonare il ritornello di uno dei brani suonati in serata,  un pezzo tra i più noti di Battisti, per saggiare le vibrazioni dell’uditorio.

I legami con Enrico Venditti, storico poeta vernacolare lucerino e con la compagnia “Gli amici dell’arte”, oltre all’esperienza giovanile de “La taverna del gufo” accanto ad Arbore in una Foggia scapestrata e smaniosa di eclettismo, sono state le tappe di un escursus storico di sicuro impatto in una città che ha dato tanto dal punto di vista culturale ma che promette ancora tante sorprese.

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