Il mondo dell’editoria italiana si prepara al Premio Strega 2026 e tra i nomi più accreditati spicca Lucia Tancredi, originaria di San Marco in Lamis. La scrittrice è candidata con la sua ultima opera, “Ersilia e le altre”, pubblicata da Ponte alle Grazie, un libro che ritrae un gruppo di donne visionarie alle soglie del femminismo.
Una voce poliedrica tra musica e letteratura
Lucia Tancredi è narratrice e musicista, diplomata in pianoforte e docente di letteratura. La sua scrittura si distingue per ritmo e sensibilità, ispirata a matrice proustiana, con una particolare attenzione alla resurrezione della memoria involontaria e all’indagine delle vite altrui. Tra le sue opere più apprezzate le biografie romanzate di figure femminili come Monica di Tagaste e Ildegarda di Bingen.
“Ersilia e le altre”: un manifesto di libertà
Il libro che la candida allo Strega rappresenta un ritratto poetico e potente di donne capaci di immaginare un mondo diverso, trasformando la memoria in strumento di emancipazione. L’opera ha consolidato la reputazione di Tancredi come voce di profonda autenticità e impegno culturale.
Uno scenario competitivo
L’edizione 2026 dello Strega si annuncia agguerrita, con grandi case editrici in gioco: Einaudi punta su Michele Mari e Antonella Lattanzi, Mondadori su Teresa Ciabatti e Nicola Gardini, mentre Feltrinelli rilancia con Matteo Nucci. In questo contesto, la candidatura di Lucia Tancredi emerge per la sua profondità intellettuale e per l’orgoglio della Puglia che porta con sé.
Perché seguirla
La partecipazione di Tancredi non è solo un evento letterario: è un segnale del ritorno della narrativa di qualità al centro del dibattito culturale italiano, capace di coniugare storia, memoria e attualità in una scrittura che parla al presente.
Lo riporta sangiovannirotondofree.it.



