Casi e Sentenze

Corte Cassazione: non si può dire ‘bandito’ durante un’assemblea condominiale


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Condominio grigio (isaac.guidasicilia.it)

Condominio grigio (isaac.guidasicilia.it)

Manfredonia- LA sentenza n.5339 del V Sezione Penale della Corte di Cassazione presenta due elementi di curiosità. Riguarda un ricorso presentato contro una sentenza del Tribunale di Manfredonia e ha come oggetto un caso frequente: le liti durante le assemblee condominiali. Un condomino, infatti, aveva dato del “bandito” all’altro durante un’accesa discussione. La Suprema Corte ha confermato la condanna del ricorrente affermando che “Il mero contesto della assemblea condominiale, per quanto infuocato – come sostiene il ricorrente – non puo’ di per se’ dare corpo alla causa di non punibilita’ della reciprocita’ delle offese o dello stato d’ira per un fatto ingiusto altrui dal momento che l’una o l’altra delle situazioni puo’ o puo’ anche non verificarsi in un contesto del genere di quello evocato.”
La sentenza è di monito per tutti coloro che, solitamente tranquilli e compassati, nelle assemblee condominiali si scatenano perdendo ogni controllo.

Riporto i passaggi salienti della sentenza. Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza del 9 febbraio 2010, n. 5339 – REPUBBLICA ITALIANA – IN NOME DEL POPOLO ITALIANO – LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE – SEZIONE QUINTA PENALE ha pronunciato la seguente: SENTENZA/ORDINANZA, sul ricorso proposto da: 1) DI. CH. RO. N. IL (OMESSO); avverso la sentenza n. 3505/2008 TRIB.SEZ.DIST. di MANFREDONIA del 12/11/2008; FATTO E DIRITTO. Propone ricorso per cassazione Di. Ch. Ro. avverso la sentenza del Tribunale di Foggia – Sez. dist. di Manfredonia – in data 12 novembre 2008 con la quale e’ stata confermata quella di primo grado, affermativa della sua responsabilita’ in ordine al reato di ingiurie aggravate a di danni di De. Pa. Ma. , fatti dell'(OMESSO). La vicenda aveva avuto luogo nel corso di una seduta condominiale durante la quale, secondo la tesi della persona offesa e di due testimoni, l’imputato aveva dato del “bandito” al condomino De. Pa. Deduce la erronea applicazione della legge penale (articoli 594 e 599 c.p.) e il vizio di motivazione. I giudici hanno fondato la tesi accusatoria sulla deposizione, tra le altre, della persona offesa, senza valutare il suo interesse alla condanna dell’imputato: era infatti emersa la esistenza di liti giudiziarie tra i due, divisi da grave inimicizia. Anche gli ulteriori testi della accusa erano profondamente legati alla persona offesa, e tale circostanza era stata parimenti pretermessa dai giudici del merito. Il Tribunale avrebbe dovuto quindi valorizzare il contesto della vicenda e valorizzare il fatto della “infuocata assemblea condominiale” per ritenere provata o l’esimente della reciprocita’ delle offese o quella dello stato d’ira determinato dal fatto ingiusto altrui, quantomeno nella forma putativa. Anche la valenza offensiva dell’espressione “bandito” era tutta da dimostrare, essendo doveroso apprezzarla in relazione al contesto, dal quale sarebbe emerso che essa era stata, semmai, la manifestazione di uno sfogo critico da parte di chi si sentiva vessato da una situazione offensiva e pregiudizievole per i suoi interessi di condomino. Il mero contesto della assemblea condominiale, per quanto infuocato – come sostiene il ricorrente – non puo’ di per se’ dare corpo alla causa di non punibilita’ della reciprocita’ delle offese o dello stato d’ira per un fatto ingiusto altrui dal momento che l’una o l’altra delle situazioni puo’ o puo’ anche non verificarsi in un contesto del genere di quello evocato. Nella specie resta insuperata, anche alla luce del ricorso, la osservazione che il ricorrente non ha allegato precise espressioni ingiuriose pronunciate dalla persona offesa nei suoi confronti o un suo comportamento qualificabile come “ingiusto” nei sensi ed ai fini di cui all’articolo 599 c.p. Infine e’ generica e quindi inammissibile la censura con la quale si chiede di attribuire alla espressione “bandito”, valenza meramente indicativa di una critica. La contestualizzazione della offesa, ai fini di apprezzarne o meno la valenza offensiva, e’ attivita’ che non risulta realizzata nel ricorso, nel quale la censura e’ ancora una volta formulata in modo astratto, senza che siano spesi argomenti significativi, atti a dimostrare, in concreto, la dinamica e la evoluzione del contrasto culminato nella espressione obiettivamente offensiva (..)

Condannato 80enne per ingiurie condominiali

Corte Cassazione: non si può dire ‘bandito’ durante un’assemblea condominiale ultima modifica: 2010-04-04T12:08:31+00:00 da Vanni Salcuni



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