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L’amore graffia il mondo – U.Ricciarelli, 2012


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Bologna/Manfredonia – Il 7 settembre 2013, poche settimane dopo la sua morte, Ugo Riccarelli ha vinto il Premio Campiello con “L’amore graffia il mondo”. Per la prima volta nella storia del concorso il premio è stato assegnato postumo. Riconoscimento meritatissimo perché si tratta di un grande romanzo, opera ultima di uno scrittore di qualità.

L’AMORE GRAFFIA IL MONDO. È come se portasse il destino nel nome, Signorina: un padre, capostazione in un piccolo paesino di provincia, l’ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L’omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l’atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra… e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all’improvviso, si scopre donna e conosce l’amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a “succhiare aria” intorno a sé come un ciclista in salita.

ANALISI. Quella di Signorina è una figura femminile indimenticabile, tra le più belle della nostra letteratura recente. Una donna più forte di tutto: della storia, delle proprie fragilità, dei graffi e delle ferite che l’amore procura. Il suo è un dono totale e senza riserve all’amore: alla sua famiglia d’origine, all’uomo con cui decidere di condividere l’esistenza, al figlio malato, per il quale solo la speranza visionaria di una madre che non s’arrende all’inevitabile può compiere miracoli. Il romanzo è anche la saga di una grande famiglia, osservata nel corso degli anni e nelle evoluzioni dei suoi componenti, personaggi severi o meschini, inermi o tenaci. La storia di Signorina si nutre della forza d’immaginazione che le permette di ottenere un abito da un foglio di carta, di prendere in mano il destino della propria famiglia e salvare il marito e il figlio, di andare oltre i propri limiti pur avendo rinunciato ai sogni. Riccarelli racconta il tutto con rara bravura, emoziona fino alle lacrime, fa amare profondamente i suoi personaggi fuori dal tempo e per questo immortali.

L’AUTORE. Ugo Riccarelli (Ciriè, Torino, 3 dicembre 1954 – Roma, 21 luglio 2013), ha pubblicato Le scarpe appese al cuore (1995, nuova edizione 2003), Un uomo che forse si chiamava Schulz (1998, Selezione premio Campiello), Stramonio (2000,2009), L’angelo di Coppi (2001), Il dolore perfetto (2004, premio Strega), Un mare di nulla (2006), Comallamore (2009), La repubblica di un solo giorno (2011), Ricucire la vita (2011), i racconti di Pensieri crudeli (2006) e Diletto (2009). Figlio di genitori di origini toscane, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, tra le quali La Repubblica e il Corriere della Sera.

Il giudizio di Carmine
Ugo Riccarelli
L’AMORE GRAFFIA IL MONDO
2012, Mondadori
Valutazione: 5/5

(A cura di Carmine Totaro – Redazione Stato@riproduzioneriservata)

L’amore graffia il mondo – U.Ricciarelli, 2012 ultima modifica: 2014-05-04T20:03:33+00:00 da Carmine Totaro



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