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Manfredonia, eccezionale annata di asparagi selvatici in agro sipontino


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Manfredonia – LE abbondanti piogge invernali che si sono abbattute e che tuttora continuano copiose sul nostro agro hanno fatto germogliare una grande quantità di asparagi selvatici “Asparagus acutifolius” appartenenti alla famiglia delle Liliacee.

Da secoli nel nostro territorio ricco di fichi d’India e pascoli cresce spontaneo l’asparago spinoso o pungente, così denominato per via delle spine che la pianta ha alla base dell’apparato fogliare. La pianta è comune in tutto il bacino del Mediterraneo. Nell’agro sipontino, gli asparagi selvatici, “i sparge” solitamente spuntano nel periodo che precede la Pasqua, e in zona collinare “Montagna” anche dopo Pasqua. Quest’anno grazie alla grande quantità di asparagi raccolti, hanno potuto sbarcare il lunario molti “terrazzene” e “spargiaiule” locali, che in questo periodo sono riusciti a guadagnare qualche soldino per le proprie famiglie, vendendo a mazzetti questo prelibato prodotto spontaneo della terra.

Dal ‘700, la nostra Città è stata circondata fino agli inizi degli anni ’70, da piante di fichi d’India, piantate nel tempo, prima di tutto per difendere la Città dagli alluvioni e poi per la produzione di fichi d’india. Questi gustosi frutti, coltivati con piante che attecchiscono in ogni dove, sono stati fonte di guadagno per molte famiglie e venduti fino agli anni ’60-‘70 per la loro squisitezza, non solo in loco, ma anche a commercianti campani. Da oltre un trentennio, con la selvaggia espansione dell’abitato di Manfredonia, le piantagioni di fichi d’India stanno diminuendo, ma ancora tuttora, dalla fine di luglio danno lavoro a molti “fechedignére”, che fino a settembre vendono fichi d’India in plateau agli angoli delle vie più trafficate della Città. Mentre nei mesi successivi, vengono raccolti, ma in minore quantità “i fechedigne vernine”.

Sotto le piante di fichi d’India la pianta di asparago attecchisce più facilmente. Gli asparagi contengono sostanze come: glucidi, fibre composta da cellulosa, vitamina A, quasi tutte le vitamine B, ed elementi minerali, zinco, ferro, sodio, fosforo, magnesio. Sono consigliati per curare alcune patologie, per chi ha problemi urinari e malattie reumatiche.

Sono formati dal 90 % di acqua e sono altresì ricchi di provitamina A, che serve a protegge la pelle, i capelli, le mucose e combatte i radicali liberi. Contengono altresì, la vitamina K che ha una funzione determinante per la coagulazione del sangue e per le ossa.

Negli asparagi selvatici è contenuta l’asparagina, un aminoacido con effetto diuretico che serve a sciogliere gli acidi urico e ossalico. Esistono in natura 8 specie di asparagi, che si distinguono in base al colore della cima denominata Turione. Nel nostro agro crescono quattro tipi di asparagi selvatici: verdi e scuri di pianura, mentre sono più grossi “chiò fattizze” quelli che maturano in ritardo in Montagna. Si distinguono in asparagi “de fechedigne” che spuntano nei rovi spinosi che crescono sotto le piante di fichi d’india; “de chiànghere” in terreni pietrosi (adibiti a pascoli); “sparge de maciore”, che nascono sempre dai rovi che crescono sotto le macere di pietra. Ed infine, “i sparacune” asparagi (verdi e violacei) che si sviluppano sempre spontaneamente nei rovi spinosi in zone sabbiose, con il turione più doppio dell’asparago comune. La pianta spontanea di asparago, va evidenziato comunque, che attecchisce in ogni dove, e cresce persino alla base dei secolari alberi di olivo.

A Manfredonia, oltre che lessati e conditi con olio extra vergine d’oliva e limone, i germogli degli asparagi si preparano e si mangiano anche a frittata preparata con uova e formaggio. Il giorno della Pasquetta a Siponto, un tempo si portava, tra le leccornie tradizionali, la frittata fatta con uova, asparagi selvatici, ricotta di pecora e formaggio. Alcune massaie, in loco, li cucinano anche con la pasta o con il riso (risotto). Un’antica pietanza contadina Sipontina a base dei turioni di asparagi selvatici è: “spaghètte pi sparge salvagge ‘mbianghe pu borre e furmagge da sope”. Altra specialità, particolarmente gustosa, è conservare i turioni, dopo una breve bollitura in acqua, sott’olio extra vergine d’oliva in contenitori di vetro, conditi con prezzemolo tritato e mentina. Qualche massaia, aggiunge anche pezzettini di aglio.

Da ogni pianta di asparago, “’ndì macchiune di sparge”, durante la primavera, e in particolare quando l’annata è piovosa escono decine di asparagi spontanei. Mi è capitato di osservare in campagna, che gli asparagi crescono anche fuori stagione, nei terreni che hanno subito un incendio o in quelli arati dove vivevano precedentemente piante di asparago.

Quando “i spargiaiule” li raccolgono, e non hanno i lacci per legare i mazzetti, utilizzano le lunghe foglie “de frevele” o “di burracette”, nelle quali vengono infilate due o tre spine prese da una pala di fico d’india secca, che fanno da fermo, alle foglie avvolte intorno ai mazzetti degli asparagi.

(Testo e foto a cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

Fotogallery – Copyright Franco Rinaldi
asparagiconlegatura

asparagi agro sipontino

copertina asparago agro sipontino - Asparagus acutifolius

i Sparacune salvagge de scele

Frittata con uova e asparagi selvatici

Turioni di asparagi selvatici

Manfredonia, eccezionale annata di asparagi selvatici in agro sipontino ultima modifica: 2014-05-04T23:22:54+00:00 da Franco Rinaldi



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Commenti


  • Bentornato Stato Quoditiano

    Effettivamente cotanta abbondanza di asparagi raramente si è vista.
    Occhio però alla raccolta, bisogna fare attenzione a dove si mettono le manine e i piedi perché ci potrebbero essere vipere in agguato.


  • Dino


  • Dino

    Nel ringraziare Franco Rinaldi per l’ottimo articolo sugli asparagi vorrei raccontarvi la mia esperienza come “spargista” o “spargiaiuolo”. Ero convinto visto che sono nato in mezzo ai fichi d’India come tutti a Manfredonia, che gli asparagi e i fichi d’India fossero “parenti”.Ho abitato per anni nella campagna toscana sino a che un giorno un mio caro amico sardo di ritorno da una passeggiata,con mia sorpresa si presenta con un bel mazzetto di asparagi.”dove li hai trovati?” “fatti un giro che è pieno”,mi rispose.Ed era così,asparagi anche in Toscana,dove i fichi d’India li trovi solo verso la costa piantati da qualche meridionale con saudade a scopo ornamentale.Da quando sono ritornato in Puglia non perdo occasione per andare a cercarli e spazio per tutto il Gargano,per me è ritrovarmi in mezzo alla bellissima natura mediterranea che abbiamo,scoprire paesaggi antichi,grotte bellissime,abitate sino agli anni 50/60 ed ora abbandonate o sostituite da bruttissime “ville” dei nuovi ricchi, pidocchiosi per il fisco.Non pensavo di trovarli alti fino ad un paio di metri ed a gruppi di sette,otto pronti per la raccolta. Davvero un’occasione per sentirsi parte della natura che ci circonda.Quando ne trovo abbastanza(un secchio,mezzo secchio) è un piacere regalarli a parenti,amici e conoscenti,alla faccia della miseria dell’economia che ci sta distruggendo.Grazie Franco Rinaldi ed un saluto a tutte/i,


  • SE NOTATE FECI CANINE PER TERRA VUOL DIRE CHE E' PASSATO UN/A PORCO/A

    Sono buonissimi io li adoro con la frittata e con delle belle fette di pane casereccio…l’unico neo è la pipi che emana un odore diverso dal solito!

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