CapitanataStato news

Matteo Maggio e Franco Ferrucci, il ricordo


Di:

Lo aveva chiesto espressamente lo scorso 8 marzo in occasione dell’inaugurazione della Stanza Rosa dell’Ospedale “Tatarella”, intitolata a Titina Cioffi, la maestra cerignolana barbaramente uccisa dal marito lo scorso dicembre. E la volontà dell’assessora regionale alle Politiche della Salute e al Welfare Elena Gentile è stata soddisfatta: da ieri, giornata della festa dei lavoratori, il viale di accesso dell’Ospedale “Tatarella” è stato intitolato a Matteo Maggio, operaio edile caduto nel 1998, durante i lavori di costruzione della nuova struttura ospedaliera mentre all’interno del servizio di Dialisi una targa ed una lapide ricordano il dottor Franco Ferrucci, ucciso nel 1989 da un paziente nel vecchio ospedale cerignolano “Tommaso Russo”.

Alla manifestazione di commemorazione hanno partecipato commossi anche il personale sanitario del “Tatarella” e i familiari dei due lavoratori il cui destino si è intrecciato alla storia dell’ospedale cerignolano.

“Era importante per questa città e per la comunità degli operatori del settore sanitario di Cerignola – spiega l’assessora Gentile – ricordare due uomini che, in circostanza diverse, hanno perso la vita svolgendo il proprio lavoro. Nella giornata di celebrazione dei lavoratori ci corre d’obbligo declinare un’altra idea di lavoro, un lavoro di qualità che metta in sicurezza la vita umana. Tengo particolarmente a questo evento, la memoria delle persone e il loro sacrificio non può essere archiviato tra le cose accadute. Il ricordo e la testimonianza devono rimanere vivi e presenti perché ogni sacrificio sia da monito per la comunità che deve considerare prioritarie la qualità del lavoro e l’attenzione verso le persone più fragili e più deboli”.

Francesco Maggio, uno dei tre figli di Matteo, aveva 21 anni quando il padre morì durante la costruzione del nuovo ospedale. “Questo riconoscimento ci riempie di piacere ed orgoglio. La perdita di nostro padre è stata terribile. È qualcosa che non si supera con il passare degli anni, ma anzi, è con il trascorrere del tempo che la mancanza diventa sempre più stringente. Per noi lo è stato ancora di più perché eravamo già orfani di madre. Con la morte di mio padre abbiamo perso il nostro punto di riferimento. Soltanto chi vive un simile dolore può capire cosa si prova”.

Franco Ferrucci era giovanissimo quando nel 1989 un paziente lo uccise a colpi di pistola durante una seduta di dialisi
. Lasciò la moglie e due figli piccolissimi. Rosaria Palumbo, ricorda così quei momenti. “Questa targa è stata una bellissima sorpresa perché ricordare il dottor Ferrucci nel suo mondo per me è l’elogio più grande che si potesse fare. Dopo tanti anni mio marito mi manca come il primo giorno. I figli sono cresciuti ma io lo sento ancora come un angelo accanto a me”. Emozionante il ricordo di Rocco Dalessandro, direttore medico del presidio ospedaliero di Cerignola. “Fu un trauma sentire la notizia e, ancor di più, vedere nel portabagagli dell’auto di Franco, durante il sopralluogo delle forze dell’ordine, una confezione di pannolini. Erano dei suoi figli. Io, in quel momento, pensai ai miei e piansi”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Matteo Maggio e Franco Ferrucci, il ricordo ultima modifica: 2014-05-04T01:33:00+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This