Editoriali

Foggia, debiti e urbanizzazioni


Di:

Marasco/Mongelli (st - Ph: SLVPAE@)

L’ARRIVO dei soldi del “salva città” segna la fine della stagione della “contabilità creativa” che ha portato la nostra città in una situazione di pre-dissesto finanziario. I soldi che ora arrivano sono destinati all’estinzione dei debiti contratti dalle precedenti amministrazioni e ne fruiranno prevalentemente le imprese che hanno lavorato per il nostro comune mentre alle persone, alle famiglie, resteranno in eredità gli aumenti delle tariffe e dei servizi derivanti dall’erogazione dei fondi statali. Questa è la conseguenza di una serie di manovre economiche che hanno salvato le banche mentre hanno tagliano i fondi ai comuni, che aiutano i comuni a ripianare i debiti verso le imprese mentre impongono aumenti di tasse alle persone.

L’adesione al “salva città”, anche per i sacrifici che impone alle persone per i prossimi dieci anni, impone che ogni centesimo sia impiegato proficuamente, che ogni azione amministrativa sia improntata al conseguimento del miglior risultato possibile. Purtroppo oggi abbiamo assistito all’ennesimo episodio di “cattiva gestione della cosa pubblica”. Neanche il tempo di dipingere le strisce bianche sull’asfalto appena rifatto di viale Di Vittorio che l’ennesimo cantiere stradale lo ha sventrato per intervenire sulla rete idrica che scorre sotto a strada. Era già successo tre anni fa, dopo l’annuncio del rifacimento dell’asfalto della I° traversa di Corso del Mezzogiorno la stessa strada fu interessata da lavori di ampliamento della rete di distribuzione del gas.

Ci chiediamo come sia possibile che aziende a partecipazione pubblica, aziende pubbliche che operano nell’interesse pubblico, non siano in grado di dialogare e/o non siano in grado di programmare interventi di normale manutenzione coordinandoli per ridurre al minimo i disagi alla popolazione, evitando i continui rattoppi al manto stradale.

Questo episodio, per la contemporaneità casuale con l’arrivo dei fondi statali, rappresenta il paradigma dei limiti dell’amministrazione comunale tutta tesa al risanamento dei conti ma poco attenta, sino ad ora, all’efficienza della sua azione amministrativa.

Vogliamo sperare che, superato l’assillo per i debiti, l’azione amministrativa si concentri sul recupero delle opere pubbliche mai consegnate alla città. Parliamo delle opere di urbanizzazione secondaria dei Piani Integrati della ex legge Gozzini, delle case popolari che deve consegnare il Consorzio Unitario Coop Casa, delle 32 case per gli anziani, ecc. Speriamo che l’azione di “recupero crediti” non sia rivolta solamente verso le famiglie che fanno fatica a pagare TARES e ticket sanitari, ma sia rivolta anche verso chi, privato, ha gestito aziende comunali incamerando utili ma lasciando spese a “futura memoria” come è avvenuto per lo smaltimento del percolato della discarica.

Un buon inizio, per questo nuovo corso, potrebbe arrivare dalla messa in vendita a prezzi di mercato dell’appartamento che il Comune possiede a Napoli in vico di porta Medina (zona centrale di prestigio) affittato per duecento euro al mese. Restiamo in attesa di vedere, e valutare, come il sindaco intende “rilanciare l’azione di governo” ricordando le promesse di un “piano per la mobilità sostenibile”, di un “piano per la raccolta differenziata” e dei regolamenti per TARES e IMU che allevino i prelievi sulle famiglie in difficoltà. Ovviamente ci aspettiamo che, alla fine dei lavori, l’asfalto in viale Di Vittorio sia ripristinato integralmente.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” – Rifondazione Comunista – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)

Foggia, debiti e urbanizzazioni ultima modifica: 2013-06-04T09:39:16+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



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