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FRODE FISCALE Bagarinaggio digitale e frode fiscale internazionale, scoperta evasione da oltre 30 milioni

Le indagini hanno inizialmente individuato un soggetto residente a Olbia, risultato acquirente di un ingente numero di ticket destinati a concerti

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Giugno 2026
Cronaca // Primo piano //

Oltre 30 milioni di euro di redditi non dichiarati e circa 6,5 milioni di IVA evasa. È il bilancio di una complessa attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza di Sassari contro il fenomeno del bagarinaggio digitale, con risvolti legati alla fiscalità internazionale.

L’operazione, sviluppata dai militari del Gruppo di Olbia, è nata da una segnalazione del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, nell’ambito del progetto “Follow the ticket”, finalizzato al contrasto del cosiddetto secondary ticketing illecito, ovvero la compravendita non autorizzata di biglietti per eventi.

Le indagini hanno inizialmente individuato un soggetto residente a Olbia, risultato acquirente di un ingente numero di ticket destinati a concerti, partite e spettacoli svolti in Italia e successivamente rivenduti. Gli approfondimenti investigativi hanno poi coinvolto anche il coniuge, che secondo gli inquirenti avrebbe svolto la stessa attività.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la coppia, titolare di doppia residenza tra Italia e Svizzera, avrebbe sfruttato questa condizione per omettere la dichiarazione dei redditi derivanti dall’attività svolta di fatto sul territorio nazionale.

Le Fiamme Gialle hanno ricostruito che il centro degli interessi vitali dei due sarebbe stato in Gallura, da dove, tra il 2019 e il 2024, sarebbero stati acquistati decine di migliaia di biglietti, per un valore superiore a un milione di euro.

L’attenzione investigativa si è successivamente concentrata su una società di diritto svizzero, amministrata e controllata da uno dei coniugi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la sede elvetica sarebbe risultata soltanto formale, mentre la gestione effettiva dell’attività sarebbe avvenuta stabilmente dalla Sardegna.

La società, sempre secondo gli accertamenti, si sarebbe occupata della promozione e rivendita di biglietti per partite di Serie A e concerti di artisti anche internazionali organizzati in Italia. Per questo motivo, l’azienda è stata qualificata in Italia come “evasore totale”, con la conseguente attribuzione al sistema fiscale italiano dei redditi ricostruiti durante la verifica.

Al termine delle attività ispettive, la Guardia di Finanza ha quantificato ricavi non dichiarati per oltre 30 milioni di euro, contestando inoltre un’evasione IVA di circa 6,5 milioni di euro.

I due coniugi sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania con l’accusa di omessa dichiarazione fiscale, mentre le violazioni relative al secondary ticketing illecito sono state trasmesse all’AGCOM per gli aspetti di competenza.

La Guardia di Finanza ha precisato che l’inchiesta si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che i fatti contestati dovranno essere valutati nel successivo giudizio di merito.

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