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BASSO TAVOLIERE Black Land, nuovo rinvio per il maxi processo sui rifiuti nel Basso Tavoliere

L’inchiesta ha ricostruito il presunto traffico illecito di circa 270mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania, smaltiti illegalmente tra Cerignola, il Basso Tavoliere, i Cinque Reali Siti

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

Si allungano ancora i tempi del procedimento giudiziario Black Land, l’inchiesta che ha ricostruito il presunto traffico illecito di circa 270mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania, smaltiti illegalmente tra Cerignola, il Basso Tavoliere, i Cinque Reali Siti e alcune aree della BAT. Una vicenda giudiziaria complessa, definita da molti come una delle più intricate degli ultimi anni.

Al centro del processo, un presunto sistema multimilionario di smaltimento illecito di rifiuti provenienti soprattutto dalle province di Napoli e Avellino, con sversamenti nelle campagne foggiane e in alcuni centri urbani.

Il procedimento aveva già subito una significativa frenata nel corso del giudizio di secondo grado, quando era emersa una questione legata alla competenza territoriale. Una decisione che aveva portato all’annullamento delle sentenze di primo grado nei confronti degli imprenditori coinvolti e alla ripartenza del processo da zero presso il tribunale di Napoli. Diversa, invece, la posizione di chi aveva scelto il rito abbreviato, tra cui alcuni esecutori materiali e soggetti ritenuti ai vertici dell’organizzazione, già destinatari di condanne.

Nella mattinata odierna è arrivato un ulteriore rinvio dell’udienza preliminare, dopo quello già disposto l’11 marzo scorso. A determinare il nuovo stop sarebbe stato un errore tecnico nella notifica a una delle società coinvolte, circostanza che ha fatto slittare tutto a settembre.

Il nuovo rinvio alimenta anche il timore di una possibile prescrizione del procedimento, ipotesi che potrebbe diventare sempre più concreta alla luce di ulteriori eccezioni tecniche sollevate dalle difese degli imputati.

Tra le parti coinvolte figurano anche diversi enti locali costituiti nel procedimento: l’Unione dei Comuni dei Cinque Reali Siti e il Comune di Ordona, assistiti dall’avvocato Pietro Barbaro, il Comune di Cerignola, rappresentato dall’avvocato Stefania Specchio, il Comune di Morcone con l’avvocato Gianluca Pignataro e il Comune di Trani, difeso dall’avvocato Michele Capurso.

Nell’inchiesta compare inoltre il nome dell’imprenditore irpino Erminio Arminio, coinvolto nel procedimento sul traffico illecito di rifiuti e in passato incaricato dall’amministrazione comunale di Cerignola della realizzazione del nuovo stadio cittadino.

Lo riporta marchiodoc.it.

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