MILANO – Nel processo per l’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre da Gianluca Soncin, si accende lo scontro in aula sulla richiesta di costituzione di parte civile presentata da Francesco Dolci, ex amico della vittima.
Nel corso dell’udienza davanti alla Corte d’Assise di Milano, l’avvocato Nicodemo Gentile, legale della madre della vittima, ha chiesto il rigetto dell’istanza, definendo la posizione dell’uomo in termini durissimi: “Francesco Dolci è stato uno stalker in vita e dopo la morte di Pamela Genini”.
Il legale ha contestato la richiesta dell’ex amico della giovane, parlando di una ricostruzione ritenuta non coerente con gli atti e definendo l’iniziativa processuale come un’ulteriore ferita per la famiglia. Secondo la difesa della parte civile, alcune chat depositate non sarebbero compatibili con il quadro emerso dall’inchiesta, in cui la stessa vittima avrebbe utilizzato espressioni molto dure nei confronti di Dolci.
Di diverso avviso la difesa dell’uomo. L’avvocata Eleonora Prandi, che rappresenta Francesco Dolci, ha sostenuto che il rapporto tra i due sarebbe stato più articolato e duraturo di quanto ricostruito dall’accusa, richiamando messaggi e testimonianze a sostegno della propria tesi. La legale ha inoltre sottolineato che Dolci sarebbe stato l’ultima persona ad aver parlato con la vittima e che avrebbe collaborato con gli inquirenti.
Sulla stessa linea la posizione della Procura di Milano, con la pm Menegazzo che ha chiesto di respingere la richiesta di costituzione di parte civile, evidenziando anche la presenza di un’inchiesta parallela a Bergamo e il ruolo di Dolci come testimone centrale nel procedimento.
La decisione sulla ammissione delle parti civili è attesa dalla Corte d’Assise di Milano, presieduta dai giudici togati Bertoja e Fioretta.
Lo riporta ansa.it.



