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MANFREDONIA EOLICO Manfredonia, via libera al parco eolico da 24,5 MW: autorizzati cinque aerogeneratori tra Mezzanone e La Scrofòla

La Regione Puglia conclude un iter durato quasi sette anni. Il progetto interesserà i territori di Manfredonia e Foggia e punta a rafforzare la produzione di energia da fonti rinnovabili in Capitanata

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
4 Giugno 2026
Manfredonia // Politica //

MANFREDONIA – Dopo un iter amministrativo lungo e articolato, iniziato nel 2019 e caratterizzato da numerose verifiche tecniche, ambientali e paesaggistiche, la Regione Puglia ha autorizzato la realizzazione di un nuovo impianto eolico nel territorio di Manfredonia. La decisione è contenuta nella Determinazione del Dirigente della Sezione Transizione Energetica n. 118 del 12 maggio 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, con la quale viene rilasciata l’Autorizzazione Unica alla società Parco Eolico Santa Croce del Sannio House Srl per la costruzione e l’esercizio di un impianto da 24,5 megawatt in località “Mezzanone – La Scrofòla”.

Il progetto rappresenta uno dei più rilevanti interventi nel settore delle energie rinnovabili autorizzati negli ultimi mesi in Capitanata e si inserisce nel quadro delle strategie europee, nazionali e regionali finalizzate alla decarbonizzazione dell’economia e all’incremento della produzione di energia pulita.

L’impianto autorizzato sarà composto da cinque aerogeneratori di ultima generazione, ciascuno con una potenza nominale di 4,9 megawatt, per una capacità complessiva di 24,5 megawatt. Oltre alle turbine eoliche, il progetto comprende una stazione elettrica di utenza a 30/150 kV, una stazione elettrica di trasformazione collegata alla Rete di Trasmissione Nazionale e un elettrodotto ad alta tensione necessario per l’immissione dell’energia prodotta nel sistema elettrico nazionale. Le opere interesseranno sia il territorio comunale di Manfredonia sia alcune aree del Comune di Foggia.

La vicenda amministrativa affonda le proprie radici nel settembre del 2019, quando la società proponente presentò la prima istanza per un parco eolico costituito da nove aerogeneratori e una potenza complessiva di 29,6 megawatt. Nel corso degli anni il progetto è stato sottoposto a conferenze di servizi, integrazioni documentali e approfondimenti tecnici richiesti dagli enti coinvolti. Il layout originario è stato progressivamente rimodulato fino all’attuale configurazione, ridotta a cinque turbine ma con una potenza finale comunque significativa grazie all’impiego di tecnologie più avanzate.

Determinante è stato il lavoro istruttorio svolto dalla Provincia di Foggia nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale. Nel 2025 il Settore Ambiente della Provincia aveva espresso giudizio favorevole sulla compatibilità ambientale del progetto, subordinandolo però al rispetto di precise prescrizioni riguardanti la tutela della fauna, della flora e degli ecosistemi presenti nell’area interessata dall’intervento. Successivamente è arrivato anche l’accertamento di compatibilità paesaggistica, passaggio fondamentale per il completamento dell’iter autorizzativo.

Secondo quanto emerge dagli atti regionali, il nuovo impianto si collegherà alla Rete di Trasmissione Nazionale attraverso infrastrutture condivise con altri produttori presenti nell’area, seguendo una soluzione tecnica definita da Terna che punta a ottimizzare l’utilizzo delle reti esistenti e a ridurre l’impatto delle opere di connessione sul territorio.

L’autorizzazione rilasciata dalla Regione costituisce un titolo unico che sostituisce tutti gli atti di assenso necessari alla realizzazione dell’opera. Il provvedimento produce inoltre effetti urbanistici rilevanti, poiché comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità delle opere e consente l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio per le aree interessate dalle infrastrutture previste dal progetto.

La società avrà tre anni di tempo per avviare i lavori dalla data di notifica dell’autorizzazione e ulteriori tre anni per completarli. In caso di mancato rispetto delle tempistiche previste, il provvedimento perderà efficacia. La durata dell’autorizzazione è fissata in venti anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, con la possibilità di coprire l’intero periodo di eventuale incentivazione riconosciuto dal Gestore dei Servizi Energetici.

A cura di Giuseppe de Filippo.

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