SAN SEVERO – Il dibattito politico sul possibile commissariamento del Comune continua ad accendere il confronto cittadino. In queste ore, infatti, si moltiplicano le prese di posizione di chi considera l’arrivo di un commissario prefettizio una sciagura per San Severo e giudica eventuali firme congiunte per porre fine anticipatamente alla consiliatura come uno scandalo politico.
Una lettura che Masucci contesta apertamente.
“Il commissario prefettizio – sottolinea – sostituisce Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale, garantendo la continuità amministrativa e il pieno funzionamento dell’ente. Le opere pubbliche proseguono, i finanziamenti vengono gestiti, i bandi continuano ad essere presentati e gli uffici possono lavorare con la necessaria serenità”.
Secondo Masucci, il vero problema sarebbe piuttosto il clima politico-istituzionale maturato negli ultimi mesi. Le vicende emerse nell’ultimo Consiglio Comunale, gli strascichi successivi, le querele già sporte e le denunce annunciate descriverebbero una situazione difficilmente compatibile con quella serenità istituzionale di cui la città avrebbe bisogno.
“A San Severo – osserva – in appena due anni abbiamo assistito al cambio di cinque assessori, di un Presidente del Consiglio Comunale, alle dimissioni di un consigliere di maggioranza e oggi al tentativo di costruire una maggioranza numerica di appena tredici consiglieri. Anche se raggiunta, sarebbe una maggioranza capace soltanto di garantire un precario galleggiamento politico”.
Masucci richiama poi il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale, figura istituzionale chiamata a garantire imparzialità e terzietà. “Immaginare che possa essere il tredicesimo consigliere decisivo per tenere in vita la maggioranza – afferma – significherebbe snaturarne il ruolo, costringendolo a votare sistematicamente ogni atto per assicurare la sopravvivenza dell’amministrazione”.
Non manca il riferimento alle accuse di “accordi innaturali” e “scandali politici”. Per Masucci, firmare insieme per determinare la fine anticipata di una consiliatura non comporta alcun obbligo di costruire un futuro politico comune.
“La storia politica di San Severo lo dimostra chiaramente – ricorda –. Leonardo Lallo firmò per la decadenza del sindaco Savino e successivamente si candidò egli stesso a sindaco, seguendo un percorso politico diverso da quello di altri firmatari che invece sostennero Francesco Miglio”.
Da qui la domanda politica posta da Masucci: “È davvero una sciagura un commissario prefettizio oppure è una sciagura trascinare ancora San Severo dentro una crisi politica senza fine?”.
Per Masucci, oggi la città avrebbe bisogno soprattutto di stabilità, credibilità, serenità amministrativa e rispetto delle istituzioni. “Non – conclude – di una maggioranza tenuta artificialmente in vita alla continua ricerca di numeri sempre più fragili”.



