Per oltre mezzo milione di studenti si avvicina l’Esame di Stato 2026 e cresce l’attesa per la pubblicazione dei commissari esterni e dei presidenti di commissione, che saranno consultabili sul portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
I commissari interni, invece, sono già stati definiti dai consigli di classe e risultano quindi già noti agli studenti.
Sul sito ministeriale sarà possibile visualizzare la propria commissione selezionando provincia, comune e istituto scolastico. I docenti nominati riceveranno comunicazione ufficiale tramite i sistemi informatici del Ministero, con contestuale trasmissione alle segreterie scolastiche.
Particolare attenzione è rivolta ai commissari esterni, chiamati a valutare le prove scritte e a partecipare ai colloqui orali, che rappresentano spesso la principale incognita per i maturandi.
La principale novità del 2026 riguarda la struttura delle commissioni, che diventano più snelle: si passa infatti da sette a cinque componenti, con un presidente esterno, due commissari esterni e due interni, mantenendo la formula della commissione unica per due classi abbinate.
La riforma è stata introdotta con l’obiettivo di semplificare l’organizzazione e contenere i costi, senza modificare la struttura delle prove né il sistema di valutazione.
A livello nazionale saranno coinvolte circa 14mila commissioni, con decine di migliaia di docenti impegnati tra presidenti, commissari interni ed esterni.
La nuova composizione ha riaperto il confronto tra sindacati e mondo della scuola, con critiche legate al possibile aumento del carico di lavoro per i docenti e alla questione dei compensi ritenuti non sempre adeguati.
Come ogni anno, dopo la pubblicazione degli elenchi si riaccende anche la ricerca “informale” dei commissari esterni da parte degli studenti, attraverso gruppi social, chat e forum, con l’obiettivo di raccogliere informazioni su metodo di interrogazione e criteri di valutazione.
Per quanto riguarda i commissari interni, la loro individuazione è ora vincolata alle discipline oggetto dell’orale, che comprendono quattro materie, tra cui italiano per tutti, comune alla prima prova.
L’Esame di Stato 2026 inizierà giovedì 18 giugno alle 8.30 con la prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi.
Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, si svolgerà la seconda prova, differenziata per indirizzo: matematica allo scientifico, latino al classico, prima lingua straniera ai linguistici, mentre negli istituti tecnici e professionali le discipline saranno legate ai rispettivi percorsi.
A seguire si terranno i colloqui orali, secondo il calendario stabilito dalle singole commissioni.
Lo riporta rainews.it.



