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MAURIZIO VARRIANO San Giovanni Rotondo, la campagna elettorale apre il confronto su Casa Sollievo della Sofferenza

Finalmente, seppur in ritardo, a San Giovanni Rotondo la campagna elettorale apre alla discussione su Casa Sollievo della Sofferenza.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Giugno 2026
Gargano // Manfredonia //

Finalmente, seppur in ritardo, a San Giovanni Rotondo la campagna elettorale apre alla discussione su Casa Sollievo della Sofferenza.

La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli e, come spesso accade nelle fasi finali, i candidati chiamano in campo i big della politica nazionale e regionale per rafforzare il consenso e scaldare la piazza. Il 3 giugno 2026 sarà ricordato come il giorno dei grandi nomi: Elly Schlein, Antonio Decaro e diversi esponenti della politica regionale del Partito Democratico sono arrivati in città per sostenere la candidata sindaca del Campo Largo cittadino, Rossella Fini.

Piazza dei Martiri, per una volta, si è mostrata più viva del solito. La partecipazione è stata dignitosa, favorita anche dalla presenza di sostenitori arrivati da altre zone della Puglia. Un segnale positivo per gli organizzatori, anche se distante dai grandi bagni di folla del passato.

Ad attirare l’attenzione è stato anche il ritardo della segretaria nazionale del PD: oltre 45 minuti di attesa, che hanno creato qualche evidente difficoltà organizzativa tra dirigenti, ospiti e simpatizzanti già presenti in piazza. Dopo una lunga attesa, il segretario cittadino Masciale ha deciso di avviare gli interventi con Rossella Fini, seguita da Antonio Decaro, alla presenza dell’assessore regionale Raffaele Piemontese e degli altri ospiti.

È stata proprio Rossella Fini a portare al centro del dibattito una questione che la città attendeva da tempo: il futuro di Casa Sollievo della Sofferenza. Rivolgendosi direttamente a Decaro, ha chiesto quali iniziative concrete possano essere messe in campo per garantire continuità e prospettive alla struttura sanitaria più importante del territorio.

La risposta non si è fatta attendere. Decaro ha assicurato il massimo impegno istituzionale, nel rispetto delle regole e della legalità, per contribuire alla continuità della struttura. Prima ancora delle valutazioni politiche, ha scelto di richiamare un’esperienza personale legata a un familiare curato proprio in quell’ospedale. Un passaggio che ha suscitato un lungo applauso e che ha confermato quanto il tema sia sentito dalla comunità.

Quando Elly Schlein ha raggiunto il palco, il tema era ormai inevitabile. La segretaria nazionale del PD ha dichiarato la propria disponibilità a sostenere una battaglia per una sanità efficiente, accessibile e vicina ai cittadini. Parole importanti, anche se il riferimento alla sanità pubblica è apparso, ad alcuni presenti, non del tutto aderente alla specificità di Casa Sollievo della Sofferenza, che presenta una natura e una storia particolari.

Non è mancato un passaggio sulle vertenze sindacali, sugli stipendi e sulla necessità di garantire lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito. Poi, però, la fretta ha avuto il sopravvento: un saluto rapido, l’invito a sostenere Rossella Fini e la partenza verso altri appuntamenti in Puglia.

A conti fatti, della visita della segretaria nazionale resterà soprattutto il peso simbolico della presenza. Diverso il discorso per Antonio Decaro, che ha dato l’impressione di voler affrontare il tema senza sottrarsi al confronto, prendendo una posizione chiara a favore di Casa Sollievo della Sofferenza e mantenendo aperto il dialogo sulle possibili soluzioni. Una svolta che potrebbe rivelarsi utile non soltanto per la politica locale, ma soprattutto per la città.

Una discussione così importante, infatti, non può essere marginalizzata. Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta una delle realtà sanitarie più rilevanti dell’intera Puglia e il suo futuro non può essere trattato come una questione secondaria. Dalla piazza sono arrivati segnali di apprezzamento, anche se molti continuano a chiedersi perché certe prese di posizione arrivino soltanto ora, quando le difficoltà sono ormai note.

Nelle prossime ore sarà la volta di Giuseppe Conte. La sua presenza sarà un ulteriore banco di prova per il Movimento 5 Stelle e per gli equilibri del Campo Largo, in una fase politica segnata da tensioni e riposizionamenti. L’auspicio è che anche da lui possa arrivare una posizione chiara e dettagliata sul destino dell’ospedale voluto da San Pio.

Poi toccherà probabilmente al centrodestra giocare le proprie carte. E chissà che non arrivi anche qualche nome di peso nazionale. A San Giovanni Rotondo tutto è possibile: persino ascoltare oggi promesse che molti cittadini avrebbero voluto sentire ieri.

Resta però una certezza difficile da ignorare: la politica locale e regionale è chiamata a dimostrare di saper andare oltre annunci, conferenze e passerelle. Le battaglie si possono proclamare, ma ciò che conta davvero sono le soluzioni.

Intanto la corsa a Palazzo di Città entra nelle sue ore decisive. Senza apparentamenti, il centrosinistra guidato da Siena osserva con attenzione ogni possibile passo falso del Campo Largo, pronto a riorganizzare il Partito Democratico e a consolidare il proprio consenso. Roberto Cappucci continua a valorizzare la serietà del proprio percorso politico, puntando su una sinistra aperta al progressismo, mentre Mimmo Longo lavora per rafforzare un centro che potrebbe rivelarsi decisivo come ago della bilancia in eventuali scenari futuri.

Le due principali contendenti si dichiarano entrambe sicure della vittoria: ognuna con il proprio stile, ognuna con la propria strategia. Ma c’è un avversario che continua a fare paura a tutti: l’astensione.

Perché, se gli elettori decidessero di restare a casa, il rischio sarebbe quello di assistere ancora una volta a un copione già visto. E a San Giovanni Rotondo, dopo anni di instabilità, nessuno sembra avere davvero voglia di ritrovarsi davanti all’ennesimo commissariamento.

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