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ATAF DISPARITA' ATAF Foggia, autista denuncia disparità retributive: “Stesso lavoro, stipendi diversi”

Secondo il lavoratore, circa trenta operatori esercizio turni hanno promosso un'azione legale nei confronti dell'azienda

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
4 Luglio 2026
Foggia // Politica //

FOGGIA – Una vicenda che affonda le radici nel contratto aziendale del 2017 e in un contenzioso giudiziario avviato nel 2022 torna al centro del dibattito all’interno di ATAF SpA. A rilanciare la questione è un conducente dell’azienda di trasporto pubblico locale, che denuncia una disparità di trattamento economico tra operatori di esercizio con identica anzianità professionale e le stesse mansioni.

Secondo il lavoratore, circa trenta operatori esercizio turni hanno promosso un’azione legale nei confronti dell’azienda sostenendo che, a parità di parametro di guida, continuassero a percepire retribuzioni differenti. La causa, avviata nel 2022, si è conclusa con il rigetto delle richieste sia in primo grado sia in appello. L’autista riferisce inoltre che i ricorrenti hanno sostenuto spese legali, mentre la Corte d’Appello avrebbe disposto la restituzione di parte delle somme anticipate per le spese processuali.

Al centro della contestazione vi sono le cosiddette progressioni stipendiali previste per gli operatori di esercizio. I parametri professionali (140, 158, 175 e 183), che vengono maturati con gli anni di servizio fino a circa 21 anni di guida, secondo il conducente non garantirebbero una retribuzione uniforme per tutti i dipendenti.

La disparità riguarderebbe in particolare lavoratori provenienti dalle precedenti categorie contrattuali “ex 34 ore” ed “ex 37 ore”, oggi confluite in un’organizzazione del lavoro di 39 ore settimanali.

A rafforzare il dibattito è arrivata una nota inviata il 1° luglio 2026 dal parlamentare europeo Mario Furore al Consiglio di amministrazione di ATAF SpA. Nella comunicazione, Furore richiama il recente recepimento della Direttiva europea sulla trasparenza retributiva attraverso il D.Lgs. 96/2026, invitando l’azienda a verificare la conformità dell’attuale sistema retributivo ai nuovi principi di parità salariale.

Nella lettera l’eurodeputato evidenzia che gli sarebbe stata segnalata l’esistenza di differenze nelle indennità tra lavoratori appartenenti alle precedenti categorie “ex 34 ore” ed “ex 37 ore”, oggi inseriti nel medesimo orario di lavoro, chiedendo all’azienda di verificare se tali differenze siano giustificate da criteri oggettivi oppure richiedano una revisione alla luce della nuova normativa.

Nel proprio racconto, il conducente richiama anche un episodio risalente a oltre dieci anni fa, riguardante un autista proveniente da un’altra azienda di trasporto della Toscana. Secondo la ricostruzione del lavoratore, il dipendente avrebbe conservato sia l’anzianità di servizio sia un trattamento economico collegato a un precedente contratto aziendale, circostanza che, a suo avviso, dimostrerebbe una disparità di trattamento rispetto agli autisti assunti direttamente in ATAF.

Si tratta di una ricostruzione fornita dal dipendente e che non risulta confermata da documentazione ufficiale.

“Attendiamo il nuovo contratto aziendale”

L’autista sostiene inoltre che, durante il confronto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, l’assessore comunale alle Partecipate avrebbe manifestato l’intenzione di affrontare il tema dell’equiparazione retributiva. Secondo il conducente, il nuovo negoziato rappresenterebbe l’occasione per eliminare quella che definisce una discriminazione economica tra lavoratori che svolgono le medesime mansioni. L’auspicio espresso dal dipendente è che la verifica richiesta dall’eurodeputato Furore e l’applicazione del nuovo decreto legislativo sulla trasparenza retributiva possano portare a una revisione del sistema retributivo e al superamento delle differenze salariali denunciate.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali di ATAF SpA sulla vicenda contenuta nella segnalazione inviata al Consiglio di amministrazione.

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