Il governo non proroga il taglio delle accise su benzina e gasolio, segnando la fine della misura introdotta nei mesi scorsi per contenere i prezzi dei carburanti durante le fasi di maggiore tensione internazionale. L’annuncio è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine di un incontro istituzionale nel Comune di Piombino.
La decisione di Palazzo Chigi si basa sull’andamento recente dei mercati energetici, che secondo l’esecutivo mostrerebbero una fase di progressiva stabilizzazione e riduzione dei prezzi alla pompa. Per il governo, quindi, non sarebbe necessario mantenere l’intervento fiscale straordinario.
A chiarire la posizione è stato lo stesso ministro Urso: «Abbiamo deciso di non prorogare il taglio delle accise, visto che da ormai oltre 20 giorni cala il costo dei carburanti».
Restano tuttavia le incognite legate allo scenario internazionale, in particolare alle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito del petrolio mondiale. Un eventuale peggioramento della situazione potrebbe infatti incidere rapidamente sui costi energetici e sugli approvvigionamenti.
In questo contesto il governo non esclude nuovi interventi in futuro, qualora le condizioni geopolitiche dovessero deteriorarsi. «Siamo sempre pronti a realizzare ulteriori misure ove il negoziato in corso non dovesse avere conseguenze positive anche per quanto riguarda la navigazione nello stretto di Hormuz, e quindi di conseguenza il rifornimento di carburanti con il calo delle prezzo nei mercati internazionali», ha aggiunto Urso.
La linea dell’esecutivo resta dunque improntata al monitoraggio costante dei prezzi e dell’evoluzione dei mercati energetici, con la possibilità di intervenire nuovamente in caso di nuove tensioni internazionali.
Lo riporta open.online.



