FOGGIA – Sei anni di reclusione per aver organizzato e commissionato la rapina ai danni della dipendente di una tabaccheria di cui era cliente abituale. È la condanna inflitta dal giudice dell’udienza preliminare Carlo Protano, al termine del rito abbreviato, a Francesco Paolo Di Sibbio, 50enne foggiano, reo confesso.
Il pubblico ministero Roberto Galli aveva chiesto una pena di otto anni, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Umberto Bulso, aveva sollecitato una condanna più contenuta alla luce della confessione dell’imputato.
Diversa la posizione del coimputato Miguel Merzheku, 19 anni, residente a Borgo Cervaro. Dopo il mancato accordo sul patteggiamento a 22 mesi, il giovane è stato rinviato a giudizio e sarà processato con rito ordinario. Nell’inchiesta figura anche un minorenne.
L’episodio risale alla mattina del 1° settembre 2025. La vittima, dipendente della tabaccheria, stava percorrendo via Santa Maria della Neve quando, all’angolo con via Barra, fu sorpresa da due giovani che la bloccarono, le impedirono di chiedere aiuto e le strapparono la borsa contenente l’incasso della rivendita, pari a poco meno di 4.000 euro. I rapinatori riuscirono a fuggire nonostante l’inseguimento di due carabinieri intervenuti sul posto.
Determinanti per ricostruire l’accaduto sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza, che hanno documentato tutte le fasi dell’azione: dagli appostamenti effettuati nei pressi della tabaccheria al pedinamento della vittima, fino all’aggressione e alla fuga. Il primo a essere identificato fu il minorenne coinvolto, che confessò la propria partecipazione e indicò Merzheku come complice. Quest’ultimo, secondo quanto emerso nelle indagini, ammise a sua volta il proprio ruolo e consentì agli investigatori di recuperare gli abiti utilizzati durante la rapina. Entrambi riferirono agli inquirenti di essere stati contattati alcuni giorni prima da un uomo di circa cinquant’anni, che avrebbe pianificato il colpo, illustrando modalità, ruoli e percorso di fuga, mostrando anche una fotografia della vittima sul telefono cellulare. Poco prima dell’azione, avrebbe inoltre fornito le ultime indicazioni operative.
Di Sibbio, arrestato nell’aprile scorso e successivamente posto agli arresti domiciliari dopo la confessione resa nell’interrogatorio di convalida, ha ammesso di aver organizzato il colpo, sostenendo tuttavia di aver chiesto ai due giovani di limitarsi a sottrarre la borsa senza usare violenza.
Il gup lo ha ritenuto responsabile di concorso in rapina aggravata, contestandogli anche l’aggravante di aver determinato un minorenne a commettere il reato, condannandolo a sei anni di carcere. Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.it



