Manfredonia – C’era un tempo in cui le estati erano scandite da un caldo intenso e da gesti semplici, oggi quasi dimenticati. Prima dell’arrivo dei frigoriferi nelle case, uno dei luoghi più frequentati della città era la storica ghiacciaia del Lungomare Nazario Sauro, punto di riferimento per famiglie, pescatori, commercianti e passanti.
Dietro quel lavoro duro e silenzioso c’era il signor Dicembrino, ricordato da molti manfredoniani per la sua instancabile dedizione. All’interno del magazzino, avvolto da un freddo pungente e dalla caratteristica nebbia prodotta dal ghiaccio, lavorava indossando un pesante grembiule di gomma, stivali e due robusti ganci di ferro con cui sollevava gli enormi blocchi destinati alla vendita.
Il ghiaccio era una risorsa preziosa. Veniva acquistato soprattutto dai commercianti del pesce e dalle attività cittadine, ma rappresentava una necessità quotidiana anche per tante famiglie che non disponevano ancora di un frigorifero.
La domenica mattina era quasi un rito. Si andava alla ghiacciaia per comprare blocchi interi o pezzi di ghiaccio da sistemare in grandi recipienti, dove venivano immerse bottiglie d’acqua, frutta e alimenti da conservare al fresco durante la giornata. Il tutto veniva coperto con un pesante panno per rallentarne lo scioglimento. Quel refrigerio durava fino a sera, quando il ghiaccio lentamente si trasformava in acqua e bisognava attendere la settimana successiva per ripetere quel piccolo, prezioso rituale.
Era un’epoca in cui anche un gesto semplice, come bere un bicchiere d’acqua fresca, aveva un valore speciale. Un ricordo che oggi le nuove generazioni, cresciute con ogni comodità, difficilmente possono comprendere fino in fondo.
Chi ha vissuto quegli anni conserva ancora l’immagine della fila davanti alla ghiacciaia e del volto familiare del signor Dicembrino, che per decenni ha alleviato la calura estiva di un’intera comunità. Un mestiere faticoso, svolto lontano dai riflettori, ma capace di lasciare un segno nella memoria collettiva di Manfredonia.
Un pensiero riconoscente va a lui e a tutti coloro che, con il proprio lavoro, hanno contribuito a migliorare la vita quotidiana della città.
Nella foto storica della ghiacciaia è ritratto il dipendente Giggino Troiano.
A cura di Claudio Castriotta.




Il numero 1 era Ciumbrun! Dicembrino che io ricordi. Il re del ghiaccio era lui.
L’altra ghiacciaia storica, stava sulla piazzetta mercato, affianco alla “carn du bass macell”. Indi, quella dei De Cristofaro, molo di levante