Le parole di Tecla Boccardo sul tema della quattordicesima mensilità rappresentano molto più di una semplice informazione di servizio.
Nel comunicato della UIL Pensionati del Molise emerge una visione chiara della condizione degli anziani nella regione e non solo di essa: un quadro fatto di pensioni spesso insufficienti, servizi territoriali carenti e crescenti difficoltà sociali che non possono essere affrontate con misure una tantum.
La quattordicesima, che nel 2026 sarà riconosciuta ai pensionati con almeno 64 anni e redditi entro i limiti previsti dalla normativa, costituisce certamente un sostegno concreto. Per molte famiglie, soprattutto in una fase segnata dall’aumento del costo della vita, questa somma aggiuntiva può rappresentare un aiuto prezioso per affrontare spese quotidiane, sanitarie o familiari. Giustamente la UILP invita i pensionati a verificare la propria posizione contributiva e reddituale, affinché nessuno perda un diritto che gli spetta.
Un messaggio che va oltre l’aspetto tecnico della prestazione previdenziale
Tuttavia il cuore del messaggio di Boccardo va oltre l’aspetto tecnico della prestazione previdenziale. La segretaria della UIL Pensionati richiama l’attenzione su una realtà che il Molise conosce bene: migliaia di pensionati vivono con assegni modesti, frutto di carriere lavorative discontinue, salari bassi e condizioni occupazionali che hanno segnato soprattutto le donne e molte categorie del lavoro dipendente. È una questione che riguarda il presente ma che affonda le radici in decenni di trasformazioni economiche e sociali.
Ancora più significativa è la riflessione sui servizi
Nelle aree interne, dove si concentra una quota rilevante della popolazione anziana, il problema non è soltanto il reddito. La riduzione dei collegamenti, le difficoltà di accesso alle cure, la progressiva scomparsa dei presìdi territoriali e l’isolamento sociale rischiano di compromettere la qualità della vita di molte persone. Per questo la richiesta della UIL Pensionati non si limita a pensioni più adeguate, ma punta a una strategia complessiva che metta al centro l’invecchiamento attivo, l’assistenza e la permanenza degli anziani nei propri territori.
In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli anni da Tecla Boccardo, figura sindacale che ha costruito il proprio percorso nella tutela dei lavoratori e dei pensionati molisani. Prima come dirigente della UIL e successivamente alla guida della UIL Pensionati regionale, ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sui temi della previdenza, della difesa del potere d’acquisto delle pensioni, dell’accesso ai servizi sociosanitari e della rappresentanza delle fasce più fragili della popolazione. La sua azione sindacale è stata caratterizzata da una costante presenza sul territorio, dal rafforzamento dell’assistenza offerta attraverso le strutture UIL e dalla promozione di iniziative volte a contrastare l’isolamento sociale degli anziani.
Si torni a onorare la dignità delle persone
Il comunicato sulla quattordicesima si inserisce dunque in una linea di impegno coerente: informare i cittadini sui propri diritti, ma allo stesso tempo richiamare istituzioni e politica alle proprie responsabilità. Perché una società che invecchia non può limitarsi a garantire un sostegno economico occasionale. Deve costruire condizioni di vita dignitose e servizi adeguati per chi ha contribuito per una vita alla crescita delle comunità.
Assicurare i diritti per ritrovar casa
La quattordicesima rappresenta certamente una boccata d’ossigeno. Ma, come sottolinea Tecla Boccardo, la vera sfida resta quella di assicurare agli anziani del Molise non soltanto un reddito più giusto, bensì il diritto a curarsi, a muoversi, a partecipare alla vita sociale e a continuare a vivere con dignità nei luoghi che chiamano casa. È una battaglia di civiltà che riguarda non solo i pensionati, ma l’intera comunità.
A cura di Maurizio Varriano.



