Articolo del 26 luglio 2020.
Mi sono occupato già in passato (nel gennaio 2011) della “Tarantella a Manfredonia” in un articolo pubblicato su l’Attacco di Foggia e su siti online locali. Da una ricerca più approfondita, ho attinto altre notizie e documenti importanti, che attestano che il rito della tarantola nell’agro Manfredonia-Siponto è molto antico. La finalità di questo articolo, non vuole essere motivo di polemiche con i paesi garganici, che hanno saputo conservare nel tempo l’antica tradizione del ballo della Tarantella, ma arricchire il patrimonio culturale e folcloristico del nostro territorio.
Secondo alcuni studiosi, e in particolare dell’antropologo cultore delle tradizioni popolari Ernesto De Martino, la Tarantella ha origine da forme di culto della Magna Grecia e sono un retaggio culturale dei riti Dionisiaci, diffusi in alcune aree della Puglia, della quali la città di Siponto non è stata esente. Che i sipontini amassero il ballo è risaputo, ma che ballassero mirabilmente la tarantella molti non lo sanno.
Documenti storici fanno addirittura pensare che a Manfredonia ebbe luogo la prima testimonianza sulla musicoterapia già nel 1400.
Il perché del nostro popolo avvezzo al ballo e al divertimento fa risalire la sua origine all’antica Siponto. A tal proposito, questa passione per il ballo dei sipontini, viene evidenziata negli scritti dell’imperatore Federico II: “Ad cantum proptum subsaltat molle sipontum” (appena sente cantare Siponto lasciva è pronta a ballare). In una pubblicazione di Giacomo Annibaldis intitolata: “La Tarantola Daunia” si osserva a pag. 14, quanto segue: “Se si eccettua il Sertum papale de venesis (1362) che parla Puglia e della città di Taranto, la prima testimonianza documentaria sulla musicoterapia del morso ragno si radica appunto nel territorio Manfredonia-Siponto, dove era vescovo Niccolò Perotto.
Quest’ultimo si rivela antesignano della questione del tarantismo, avendone discusso nel suoi volume “CORNUCOPIAE” pubblicato postumo nel 1489 e conservato gelosamente fra le cinquecentine custodite presso la Bicioteca Comunale di Manfredonia. A pag. 51 della citata opera “Cornucopiae” si rileva quanto segue: “Morsus eius perraro interimit nomine, sem stupidum tanem facit, varie afficit tarantum vulgo appellant. Quidam cantu audito, aut sonoita excitantur, ut pieni laetitia, ac semper ridentes saltent, noc nisi defatigati, ac femminea desiatnt, alu semper flentes, quasi desiderio quorum miserablem vitam agant, alu visa muliere libidinis statim ardore incensi veluti furentes in eam prosiliant quidam ridendo quidam fleudo”. Nel 1560, il cardinale Tolomeo Gallio venne per la prima volta a far visita a Manfredonia. Lo stesso prelato, così descrive la Città: “io arrivai qui di fuora alle XIII del passato, et a li XX feci l’entrata, mi parve che fosse più d’ogni solito piena d’allegrezza in queste genti”. Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento lo studioso fra Michelangelo Manicone da Vico Garganico, Francescano degli Osservanti, naturalista e filosofo, nella sua opera la “FISICA APPULA” di cinque tomi (cinque volumi), apparsa tra il 1806 e il 1807, analizza le caratteristiche delle terre di Puglia, con particolare riferimento ai paesi garganici, sotto l’aspetto fisico, ma anche notizie sugli usi, i prodotti coltivati, il folclore, i mestieri e le malattie.


Manicone nel Tomo IV-art. IV –pagg. 56-57, “Influenza del clima sull’uomo” così descrive le donne sipontine: “…Le vaghe e spiritose donzelle appule precise…le manfredoniane amano la danza, e ballano mirabilmente la motivata tarantella. Ma la ballano per passatempo e non perché il caldo le rende baccanti…”, poi continua: “…Ritiratezza, onestà, fatica, modestia e discreta libertà, ecco la divisa delle donne appule…”. Sempre Manicone, con riferimento ai sipontini così scrive: “…I Manfredoniani amano appassionatamente il canto e il ballo. Essi discendono dagli antichi sipontini, i quali come scrisse de’ i medesimi l’imperator Federico, erano furenti per il canto e per la danza…”. L’abate Francesco Longano (poi, smentito dallo stesso Manicone) sostiene invece, che qui il caldo rende le femmine Baccanti. Voglio ricordare che al grande studioso garganico Manicone gli è stata intitolata una sala della Biblioteca sita nell’antico Convento di S.Matteo di San Marco in Lamis. L’opera originaria di Manicone fu edita in Napoli nel 1807 per i tipi di Domenico Sangiacomo.
L’edizione anastatica, sempre dell’opera completa di Manicone in cinque volumi a cura del Gruppo di Studio della Biblioteca del Santuario di S.Matteo, è stata pubblicata grazie al contributo congiunto della Provincia Monastica Francescana O.F.M. e dell’ente Parco Nazionale del Gargano-anno 2000 –Paolo Malgrinò Editore- Bari. Va altresì ricordato, che fra Manicone, intorno al 1800, fu a Manfredonia e così ricorda nei suoi scritti la nostra Città: “…‘in estate vi è un vento nocivo alla salute, essendo caldo e insieme umido…”; “…Voi siete buonissima gente, ma il vostro levante è un malefico vento dunque vi lascio. Ma sentirò sempre una punta di nostalgia per Manfredonia splendida e vaga città di Nettuno e Cerere e per i suoi gentili e generosi abitatori. Le benedicenze di cui mi hanno colmato, presenti saranno sempre alla memoria mia. Mi accompagnerà in ogni luogo la dolce rimembranza dei cortesi manfredoniani e delle manfredoniane amabilissime. Tutti i miei voti, non termineranno con la presente…”. Un ultima nota storica riferita alla tradizione del ballo a Manfredonia, è quella relativa ai “Balletti” (Scuole di ballo con orchestrine in auge a Manfredonia dalla fine dell’800 e fino agli anni ’40 del secolo scorso). Il più popolare di queste balletti era quello denominato in loco “u Bballètte de Ze Luigge” (gestito da Luigi Damiano), suonatore di Bandoneon (piccola fisarmonica argentina).
La sala da ballo sita in un pianoterra di via Maddalena era frequentata solitamente da pescatori. Dagli inizi del ‘900, si attivarono in loco altri balletti, dei quali voglio ricordare: “u Bballètte ‘Ndiscià” (gestito dalla famiglia di musicanti De Salvia), ed infine “u Bballètte Occhionòre” (allestito e gestito dal musicante Giovanni Occhionero), dove i giovani siponti (solo uomini) si recavano per imparare i passettii dei vari tipi di ballo, quali: Mazurca, tarantella, tango, foxtrot , polka ed altri tipi di ballo al suono di piccole e affiatate orchestrine composte da musicisti di talento. Tuttora è viva a Manfredonia la passione per il ballo. Prova tangibile sono le numerose scuole di ballo (gestite da animatori e maestri di ballo locali), frequentate da persone di ogni età, che si recano innanzitutto per divertirsi e poi per imparare tutti i tipi di ballo da quelli di gruppo, al liscio e ai balli latino americani (samba, cha cha cha, rumba, jive, paso doble). Va evidenziato, che varie coppie di giovanissimi ballerini, appartenenti a scuole di ballo locali si sono affermati e tuttora partecipano con successo, in categorie diverse, a gare di ballo in manifestazioni di grande livello artistico non solo in Italia ma anche all’estero. Nel gennaio 2011, l’eclettico M° ballerino-coregografo Michele Màngano di Monte S.Angelo, con trentennale esperienza artistica, ormai sipontino di adozione, che ha portato in giro con “La bella Cumbagnie” in Italia e nel mondo le tradizioni, la danza e la musica popolare del Gargano, ha fondato a Manfredonia la prima Accademia di Danza e Musica Popolare. Va ricordato, altresì, che il M° Mangano è esperto di tradizioni popolari, danza-movimento-terapeuto, attore e regista di spettacolo teatrali. Notevole anche, la sua partecipazione a programmi televisivi della RAI e di Mediaset. Da anni, nel suo gruppo, oltre a talentuose danzatrici di Monte S.Angelo si esibiscono anche bravissime ballerine di Manfredonia, tra le quali sua moglie, sig.ra Enza Di Bari. Intanto a Manfredonia da alcuni anni sono sorte altre associazioni che praticano egregiamente il ballo della Tarantella: il “Gruppo Folk Sipontino” diretto da Tommaso Pellegrino nato nel febbraio 2014 e l’Associazione Gruppo Folk “I Cumpari Spampanati” diretto da Gerardo Battipaglia. I due gruppi folcloristici, che hanno finalità del recupero della cultura, del folclore e delle tradizioni popolari locali e del territorio, hanno già tenuto con successo esibizioni varie non solo in loco ma anche in provincia di Foggia. Come potete constatare, la tradizione del ballo innata nei sipontini, continua nel tempo.
Riferimenti storici: Niccolò Perotto nacque a Fano nel 1430. Fu nominato arcivescovo sipontino da Pio II il 17 ottobre 1458. Teologo, fine oratore e traduttore di scritti dal greco, fu autore dell’opera “cornucopiae”. Morì a Sassoferrato il 14 dicembre 1480; fra Michelangelo Manicone nacque a Vico Garganico il 4 marzo 1745. Francescano, di indole illuministica (naturalista e filosofo) era descritto come il “monacello rivoluzionario”a causa della sua bassa statura. Morì a Ischitella nel convento di S.Francesco il 18 aprile 1810; prof. Paolo Cascavilla autore del libro: “Siponto Manfredonia” (Storia di una Città del Sud)-Note su Niccolò Perotto e G.Annibaldis a pag. 349.
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Impegno, serietà, studio e amore per questa terra. Questo è il commento sincero e di gratitudine.
Rinaldi sempre attento alla documentazione storica… Approccio molto serio per affrontare questioni su cui i localismi potrebbero fuorviare la verita dei fatti. È un modo per dire se volete smentirmi fate prima ricerca… E poi parlate. Bravo Rinaldi..