FOGGIA – Uno studente iscritto al Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università di Foggia, che chiede di mantenere l’anonimato, ha trasmesso alla nostra redazione una documentazione con la quale denuncia presunte violazioni della normativa a tutela degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e sostiene di aver subito una ritorsione dopo aver segnalato la vicenda al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
Secondo quanto riferito dal giovane, rientrato in Italia nel 2024 dopo un periodo trascorso in Romania, la sua situazione personale sarebbe stata segnata da gravi vicende familiari, tra cui diversi lutti, oltre alla necessità di assistere la madre e un fratello con disabilità grave ai sensi della Legge 104/1992.
Lo studente afferma di essersi immatricolato all’Università di Foggia con un ISEE inferiore ai 5 mila euro e reddito pari a zero e di aver depositato regolare certificazione attestante disturbi specifici dell’apprendimento, comprendenti dislessia, disortografia e disgrafia.
Nel comunicato inviato alla stampa, il segnalante sostiene che, nel corso dell’anno accademico 2024/2025, non sarebbero state attivate le misure previste dalla Legge 170 del 2010 per gli studenti con DSA. In particolare, riferisce la mancata assegnazione di un tutor, l’assenza di tempi aggiuntivi durante le prove d’esame e la mancata applicazione degli strumenti compensativi previsti dalla normativa.
L’episodio in segreteria
Lo studente racconta inoltre che il 21 febbraio 2025 avrebbe subito un’aggressione verbale da parte di un dipendente amministrativo della segreteria studenti, che avrebbe pronunciato nei suoi confronti espressioni offensive e formulato accuse relative alla sua situazione economica, prospettando anche una segnalazione alla Guardia di Finanza.
Il segnalante afferma di aver documentato l’accaduto mediante messaggi inviati tramite WhatsApp nell’immediatezza dei fatti.
Di fronte a quella che definisce una mancata tutela dei propri diritti, il giovane riferisce di aver inviato il 3 novembre 2025 una PEC al Ministero dell’Università e della Ricerca, allegando la documentazione in suo possesso e chiedendo un intervento sulla vicenda.
Successivamente, racconta di essere stato convocato in Rettorato il 15 giugno 2026, dove gli sarebbe stato comunicato che le sue contestazioni sarebbero state ritenute infondate e che il dipendente coinvolto avrebbe presentato querela nei suoi confronti per diffamazione.
Secondo lo studente, tale iniziativa costituirebbe una forma di ritorsione conseguente all’esercizio del diritto di segnalazione. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione fornita esclusivamente dal segnalante e che, allo stato, non risulta confermata dall’Ateneo.
Tra la documentazione trasmessa alla redazione figurano, secondo quanto dichiarato dall’interessato, due certificazioni neuropsicologiche redatte nel 2025. Lo studente sostiene che tali documenti colleghino il proprio stato di disagio emotivo alle vicende vissute durante il percorso universitario e alle risposte ricevute dall’Ateneo.
Il giovane annuncia di voler tutelare i propri diritti nelle sedi competenti e chiede: la piena applicazione della Legge 170/2010; la tutela da eventuali atti ritenuti ritorsivi; il risarcimento degli eventuali danni subiti; un’ispezione ministeriale finalizzata a verificare il rispetto della normativa a tutela degli studenti con DSA. «Non chiedo favoritismi, ma soltanto l’applicazione della legge», afferma nella nota inviata alla stampa.



