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Il critico d’arte ha conosciuto la città a Los Angeles ammirando i grifoni policromi presso il museo Getty

Il Castello Ducale restituito ad Ascoli, città in festa per Sgarbi

Valerio Borzacchini (UniBa): “Alla ristrutturazione hanno lavorato tecnici locali e giovani laureandi del Politecnico"


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Come da manifesti che tappezzavano la città di Ascoli Satriano, nel cortile del Castello Ducale tutto era pronto per l’arrivo del prof. Vittorio Sgarbi, che ha avuto l’incarico della supervisione dei lavori di ristrutturazione e che con leggero ritardo si è unito agli altri relatori del convegno legato alla riapertura del palazzo.

Nutrito il parterre dei politici di Foggia alla conferenza svoltasi ieri sera “Dove eravamo rimasti…” nella persona dell’avv. Miranda, e dell’ex onorevole Paolo Agostinacchio, del Sindaco di Stornarella e degli amministratori di città viciniori (Ordona, Cerignola, Stornara).

La moderatrice della serata, avv. Giusy Sciarappa, ha letto un testo introduttivo del dott. Salvatore Gallo, quindi ha ceduto subito la parola al Sindaco, avv. Vincenzo Sarcone, il quale ha illustrato i prossimi passi nella ristrutturazione che deve essere completa e completata, ha definito l’uso del Castello informando la popolazione che diventerà “il contenitore dei preziosi reperti archeologici ora sistemati nel Polo Museale e dei 22.000 libri della Biblioteca civica. Un Palazzo destinato ad una vita culturale intensa, in rete anche con la Capitanata, fatto che è stato sottolineato anche dagli altri intervenuti”.
In particolare il dott. Giuseppe Tiso, Presidente della Fondazione Santa Maria del Soccorso, ha brevemente ricostruito l’atto di donazione fatto dall’ultimo Duca Marulli, l’uso del Palazzo al servizio degli ascolani e i primi interventi a seguito del terremoto del 1980. Per poter accelerare i lavori e fruire dei finanziamenti, presenti e futuri, si è pensato al comodato d’uso realizzato nel 2017 con il Comune di Ascoli Satriano.
L’arch. Valerio Borzacchini dell’Università di Bari ha spiegato: “Nei lavori di ristrutturazione, accanto a tecnici locali, hanno lavorato anche giovani laureandi del Politecnico di Bari che hanno consentito di ridefinire gli strati architettonici corrispondenti alle varie fasi di creazione e ampliamento del Castello nel corso dei secoli. Il consolidamento ha consentito uso di tecnologie che non hanno avuto ripercussioni negative sul sito, rispettato nelle sue caratteristiche e destinato al riutilizzo come contenitore”.
L’avv. Paolo Agostinacchio, ascolano e politico conosciutissimo, ha sottolineato “la valorizzazione identitaria di questo bene architettonico in tempi in cui bisogna anche piegarsi ad istanze globaliste, in un connubio indubbiamente non facile”.
Il vescovo della diocesi Cerignola-Ascoli S., Monsignor Luigi Renna, ha ricordato “il valore anche simbolico sul territorio di un Castello e di una Cattedrale ben presenti negli occhi e nella mente dei cittadini ascolani, nelle vicende mai banali della storia e della storia anche culturale, se anche un altro polo bibliotecario, legato al convento francescano di San Potito, contiene preziose cinquecentine, fra cui una edizione del De Architectura di Vitruvio”.

I Grifoni

Il prof. Sgarbi ha riferito al folto pubblico presente che aveva conosciuto Ascoli Satriano per la prima volta a Los Angeles, quando aveva ammirato i grifoni policromi che erano presso il museo Getty e che ora sono ritornati nella loro terra di appartenenza. “Una scultura che non ha eguali nel mondo”, è stato il suo commento pieno di entusiasmo. E la sua riflessione si è focalizzata sulla sorte dei beni artistici “destinati a non essere mai visti in quanto corredo funerario di tombe antiche e miracolosamente riportati alla luce – una luce forse in qualche modo anche invasiva rispetto alla loro primaria destinazione – dagli archeologi professionisti e dai tombaroli, la cui attività si svolgeva parallelamente a quella degli scavi legali. Eppure tutti costoro hanno creato e creano il miracolo del disvelamento di opere che erano destinate all’oblio e che ora, per un bizzarro gioco del destino, sono fruibili da tutti”.
Molto applaudito è stato il commento di Sgarbi sull’uso improprio dei grifoni prestati all’EXPO di Milano, messi in una sorta di “portineria di albergo di un edificio a suo dire “brutto e per di più costosissimo”, il tutto espresso nel modo chiaro e diretto che connota lo stile comunicativo dell’illustre critico d’arte. “La maggior parte dei visitatori, pertanto, non è stata messa in grado di tributare il giusto omaggio a questi reperti unici, distratta da visite di minore consistenza all’interno della stessa esposizione”.

La ristrutturazione del Castello

Naturalmente Sgarbi è ritornato sulla ristrutturazione del castello che mai avrebbe immaginato così rapida per lo stato di abbandono in cui versava quando era giunto in visita ad Ascoli per la prima volta. Ma il suo cuore era catturato ancora dai grifoni policromi che sono ritornati di recente da una importante mostra a Roma con il patrocinio anche del Presidente della Repubblica e dei quali ha ricordato la bellezza e sui quali ha posto alla cittadinanza un difficile quesito: “I grifoni sono ritornati nella loro terra, ed è giusto così, evidentemente, perché a questa terra appartengono dopo essere stati venduti clandestinamente all’estero, ma è preferibile che stiano ad Ascoli S., che potrà certamente contare su un numero sempre più nutrito di visitatori o in un museo a livello planetario come il Getty di Los Angeles, dove sono stati visti da 1,5 milioni di persone?”. Alla domanda non doveva necessariamente seguire una risposta, che è stata affidata alla riflessione collettiva.
Ma è stata una domanda interessante, perché ha caricato la città di Ascoli Satriano, invisibile per numero di abitanti rispetto ad una megalopoli, di una grande responsabilità: quella di gestire un unicum nella storia dell’arte e di non potersi permettere nessun cedimento alla routine. Il patrimonio archeologico e architettonico di Ascoli Satriano, se da una parte restituisce e rafforza le radici di una comunità che è diventata via via sempre più consapevole delle sue bellezze, induce tutti i cittadini a non dare per scontate queste bellezze faticosamente recuperate e restaurate e conta su amministrazioni in grado di amministrare intelligentemente e in sintonia con i tempi questi capolavori.

Il Castello Ducale restituito ad Ascoli, città in festa per Sgarbi ultima modifica: 2019-08-04T09:09:28+00:00 da Maria Teresa Perrino



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