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SIPONTO VILLINO Ramo caduto su un villino a Siponto, richiesta di danni da 4.600 euro: il Comune resiste in giudizio

Il ricorrente chiede la nomina di un consulente tecnico. Incaricati l’Avvocatura comunale e un geometra del quinto Settore

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Agosto 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

MANFREDONIA – Una richiesta di accertamento tecnico e un danno quantificato in 4.600 euro per la caduta di un grosso ramo su un villino situato a Siponto. Il Comune di Manfredonia ha deciso di costituirsi nel procedimento promosso davanti al Giudice di pace e di contestare la pretesa risarcitoria.

La decisione è contenuta nella deliberazione numero 175, approvata dalla Giunta comunale nella seduta del 3 agosto. Il procedimento è iscritto al ruolo generale con il numero 274 del 2026.

Secondo quanto riportato nell’atto, il ricorrente, un avvocato che agisce personalmente e in proprio, ha chiesto al Giudice di pace la nomina di un consulente tecnico d’ufficio per accertare le cause e l’entità dei danni subiti dalla propria abitazione.

L’episodio risale al 17 ottobre 2025 e riguarda la caduta di un grosso ramo appartenente a un pino collocato sulla strada pubblica. Il ramo avrebbe raggiunto un villino nella località balneare di Siponto, provocando danni che un tecnico incaricato dalla parte ha stimato in 4.600 euro.

Il ricorso è stato presentato mediante il procedimento previsto dagli articoli 696 e 696-bis del Codice di procedura civile. Si tratta di strumenti utilizzati per ottenere, prima dell’eventuale causa ordinaria, una verifica tecnica sulle condizioni dei luoghi, sulle cause di un danno e sulla sua quantificazione.

L’accertamento tecnico preventivo consente infatti di acquisire una valutazione da parte di un consulente nominato dal giudice. In alcuni casi, il procedimento può essere finalizzato anche alla ricerca di una possibile conciliazione tra le parti.

Il testo dell’oggetto della deliberazione riporta un riferimento agli articoli 689 e 689-bis, mentre nelle premesse dell’atto sono espressamente indicati gli articoli 696 e 696-bis del Codice di procedura civile. L’articolo giornalistico riprende il contenuto sostanziale delle premesse, che descrivono un procedimento per accertamento tecnico preventivo.

Il Comune ha deciso di opporsi alla richiesta dopo aver acquisito una relazione del quinto Settore. Il documento tecnico è stato trasmesso il 15 luglio 2026 dal dirigente competente ed è stato predisposto insieme al geometra Raffaele La Torre.

Secondo la deliberazione, dalla relazione sarebbe emersa la necessità di contrastare in giudizio la pretesa così come formulata dal ricorrente. L’atto non riporta, tuttavia, i contenuti specifici della relazione e non indica gli elementi tecnici sui quali si fonda la posizione difensiva del Comune.

La Giunta ha affidato la rappresentanza legale dell’Ente all’avvocata Teresa Totaro dell’Avvocatura comunale. Spetterà al sindaco conferire formalmente il mandato per la costituzione nel procedimento.

Contestualmente, il geometra Raffaele La Torre è stato nominato consulente tecnico di parte del Comune. Il professionista dovrà affiancare il consulente tecnico d’ufficio durante le operazioni peritali, presentare le osservazioni tecniche dell’Ente e partecipare agli eventuali sopralluoghi.

La presenza di un consulente di parte permetterà al Comune di seguire direttamente gli accertamenti relativi all’albero, alla posizione del ramo, alla dinamica della caduta e alla corrispondenza tra l’episodio e i danni denunciati.

La deliberazione non stabilisce alcun risarcimento e non attribuisce responsabilità. Autorizza esclusivamente il Comune a partecipare all’accertamento tecnico e a formulare le proprie contestazioni. Sarà il consulente nominato dal giudice a svolgere le verifiche tecniche, mentre le eventuali decisioni sulle responsabilità e sul risarcimento spetteranno all’autorità giudiziaria.

Il provvedimento ha ottenuto il parere favorevole di regolarità tecnica del responsabile dell’Avvocatura comunale e quello favorevole, per quanto di competenza, del Servizio finanziario.

4 commenti su "Ramo caduto su un villino a Siponto, richiesta di danni da 4.600 euro: il Comune resiste in giudizio"

  1. Come volevasi dimostrare, se le segnalazioni di rami secchi pendenti fossero prese in seria considerazione forse non succederebbero tali sventure, che per fortuna non ha coinvolto persone, come sucecsso in altre occasioni qui ed anche in altre città.
    I “tecnici” dovrebbero intervenire in via preventiva e non solo su cose accadute che provocano danni ed esborsi a danno delle casse comunali.

  2. Ma come fate a costituirvi in giudizio altre spese dell’avvocatura ma non vi vergognate siete degli animali sulle spese pubbliche continuate a fare i porci comodi vostri vergognatevi che brutta cosa mamma mia mai visto una cosa del genere. Il Comune di Manfredonia bisogna arrestarli tutti.

  3. Altra causa PERSA per il Comune.
    I danni li dovrebbero pagare tutti quegli imbec…lli dei verdi che sono contrari alla potatura dei pini.

  4. Per il sig. Alfredo 1.
    Mi sa tanto che hai preso una cantonata… la potatura di rami degli alberi ricadenti nel perimetro urbano è un atto dovuto da parte del Comune in quanto deve eliminare la possibilità che possano. e lo sappiamo, provocare danni a persone e cose.
    E ciò eliminerebbe anche la diffusione della Processionaria che trova ospitalità nell’incuria del verde dove gli alberi sono tutti infrascati tra di loro. E sinceramente i “Verdi” vorrebbero più tale gestione programmabile e non come vada vada confidando nel “Buon Agelo Custode” che ci assista quando passiamo sotto gli alberi a Manfredonia… per prendere un pò di fresco e non altro….

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