I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa verso l’alto e superano ormai la soglia dei 2 euro al litro. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale nazionale la benzina in modalità self service raggiunge una media di 2,039 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,147 euro.
Il rincaro riguarda anche la rete autostradale, dove i prezzi medi sono ancora più elevati: 2,124 euro al litro per la benzina e 2,221 euro per il gasolio in modalità self service.
Rispetto a mercoledì, quando la benzina era mediamente a 2,027 euro e il gasolio a 2,131 euro, si registra quindi un ulteriore incremento. Sulle autostrade, nello stesso periodo, la benzina è salita da 2,110 a 2,124 euro, mentre il gasolio è passato da 2,206 a 2,221 euro al litro.
Sabato termina lo sconto sul gasolio
La situazione diventa particolarmente delicata perché sabato 5 settembre è previsto il termine dello sconto fiscale di 17 centesimi al litro sul gasolio, misura introdotta dal governo per attenuare l’impatto dell’impennata dei prezzi.
L’esecutivo sta valutando una mini-proroga di quattro o cinque giorni, con l’obiettivo di evitare un’immediata eliminazione dello sconto e guadagnare tempo in vista delle decisioni della prossima settimana.
La proroga potrebbe essere finanziata attraverso le cosiddette accise mobili, il meccanismo che consente di utilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente la pressione sulle pompe.
L’ipotesi allo studio avrebbe quindi una funzione soprattutto di misura ponte, in attesa di un Consiglio dei ministri previsto per la prossima settimana. In quella sede il governo dovrebbe valutare interventi più mirati a sostegno delle categorie maggiormente penalizzate dal caro-carburanti, a partire dalle famiglie con redditi più bassi e dagli autotrasportatori.
Allo studio aiuti per famiglie e autotrasportatori
Il ministero dell’Economia e delle Finanze sta esaminando le possibili modalità attraverso le quali distribuire gli aiuti, valutando diverse soluzioni, dalle tessere carburante a specifici contributi destinati alle categorie più colpite.
Resta inoltre da individuare la copertura finanziaria necessaria per sostenere gli interventi. Tra le ipotesi esaminate dai tecnici figura anche una possibile tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche, una soluzione che, tuttavia, si preannuncia complessa sul piano politico a causa dell’opposizione dei grandi operatori del settore.
Per rendere strutturali gli eventuali interventi di sostegno sarà comunque necessario un decreto legge del governo.
La mini-proroga per arrivare alla prossima settimana
I tempi per convocare un Consiglio dei ministri prima della prossima settimana sono stretti, anche alla luce degli appuntamenti istituzionali previsti per il fine settimana. Per questo l’esecutivo starebbe puntando sulla proroga temporanea dello sconto sul gasolio.
L’estensione di quattro o cinque giorni consentirebbe di mantenere in vigore il beneficio fino alla prossima settimana, quando il governo potrebbe assumere decisioni più ampie sul fronte del caro-carburanti.
Per questa misura, a differenza degli aiuti strutturali che richiederebbero un decreto legge, sarebbe sufficiente un decreto interministeriale dei ministeri dell’Economia e della Sicurezza energetica.
Lo riporta rainews.it.




E’ arrivato il momento di smetterla con questi provvedimenti di aiuti a categorie piu’ colpite, e a pagare restano tutti gli altri.
Servono provvedimenti seri e intelligenti a bloccare tutti questi aumenti di carburante, beni e servizi, che subiamo tutti i giorni con queste guerre che continueranno per anni.
I sindacati e le associazioni dei consumatori dove stanno???????
Perche’ non dichiarano scioperi GENERALI AD OLTRANZA????
Iniziamo a chiedere che anche stipendi e pensioni vengano adeguati alla svalutazione che assistiamo negli ultimi 5 anni, e hanno subito una perdita del valore di acquisto del 20 per cento circa.
Siamo diventati un popolo di PECORONI a servitu’ di quattro ciarlatani di politici (se tali si possono definire) .