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CONTE SCHLEIN Primarie centrosinistra, Conte: “Se la giudicate migliore, votate Elly Schlein”

Alla Festa dell’Unità di Genova, Giuseppe Conte e Andrea Orlando si ritrovano sullo stesso palco e mostrano una significativa convergenza

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Settembre 2026
Politica // Politica Nazionale //

Alla Festa dell’Unità di Genova, Giuseppe Conte e Andrea Orlando si ritrovano sullo stesso palco e mostrano una significativa convergenza sui principali temi attorno ai quali costruire l’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni. Dalla politica economica alla sanità, dal lavoro alla politica estera, fino alla prospettiva di una coalizione più ampia, i due esponenti politici sottolineano i numerosi punti di contatto tra Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Avs.

L’incontro, al quale arriva anche la sindaca di Genova Silvia Salis, si apre con un duro attacco di Conte all’esecutivo. Secondo il leader del M5s, dopo quattro anni di governo il bilancio sarebbe caratterizzato dall’assenza di riforme significative. “Quattro anni di governo, zero riforme”, afferma Conte, contestando all’esecutivo di non aver affrontato adeguatamente inflazione, caro bollette, costo dei carburanti e bassi salari.

Conte richiama anche le risorse del Pnrr e pone una serie di interrogativi sulle scelte del governo: “Cosa hai fatto con 209 miliardi che si è ritrovata sul tavolo? Quali progetti industriali? Quale piano sanitario? Quale piano per i salari reali? Quale piano per la crescita?”

Un programma sempre più condiviso

Sul terreno programmatico, Conte sostiene che esista già una base comune con il centrosinistra e con Alleanza Verdi e Sinistra. Tra le priorità indicate figurano salario minimo, politiche del lavoro, congedo paritario e riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione.

A queste proposte si aggiunge il tema del conflitto di interessi. “Non puoi fare politica e affari contemporaneamente, se hai ruoli istituzionali”, afferma Conte.

L’obiettivo è arrivare entro la fine del mese a una sintesi delle diverse posizioni per costruire un progetto programmatico unitario. Una convergenza che, secondo Conte, riguarda anche la politica estera.

Palestina e Ucraina, le posizioni convergenti

Sulla politica internazionale, Conte sostiene che le forze progressiste siano molto più vicine tra loro di quanto non lo siano rispetto all’attuale maggioranza. “Noi siamo molto più convergenti sulla politica estera rispetto a questo governo”, afferma.

Il campo progressista dovrebbe quindi lavorare insieme “per una prospettiva di pace”, sostenendo il riconoscimento dello Stato palestinese, l’introduzione di sanzioni economiche e finanziarie contro “i responsabili di un genocidio, da Netanyahu in giù” e l’interruzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele.

Sull’Ucraina, Conte ribadisce la condanna dell’aggressione russa, ma conferma la necessità di evitare un ulteriore aggravamento del conflitto: “Dobbiamo evitare un’escalation militare e porre fine a questo conflitto”. E aggiunge: “O una guerra finisce con la resa e la distruzione di una delle due parti, oppure finisce storicamente con un trattato di pace”.

Anche Orlando evidenzia una sostanziale convergenza. Le differenze, spiega, possono riguardare la “sequenza degli atti”, ma non la necessità di mantenere aperto uno spazio diplomatico e di affrontare la questione palestinese.

Secondo l’esponente del Pd, la soluzione deve passare dall’Europa, anche se “l’Europa così com’è non è all’altezza del suo compito”. Orlando contesta inoltre la mancanza di un’iniziativa autonoma capace di coinvolgere India, Cina e gli altri attori internazionali interessati a evitare un’escalation.

La convergenza riguarda anche la necessità di proteggere l’Europa dalle “guerre ibride e dagli attacchi informatici”, senza trasformare ogni minaccia in una motivazione automatica per aumentare le spese militari.

Conte punta il dito anche contro gli interessi economici legati al settore della difesa: “Ci portano in guerra perché stanno facendo affari”. E aggiunge: “La guerra è la soluzione ai loro affari”.

Per Orlando, il programma comune dovrà puntare sulla riconquista dell’“autonomia” e dell’“iniziativa”, con l’obiettivo di fare dell’Italia “un soggetto che costruisce la pace e che aiuta l’Europa a costruire la pace”.

“Alleanza per la Costituzione” e l’apertura al centro

Tra le ipotesi emerse durante l’incontro c’è anche quella di un possibile nome per la futura coalizione. Conte propone “Alleanza per la Costituzione”, mentre il confronto si allarga alla possibile presenza di una componente centrista.

Interpellato sulla necessità di una cosiddetta terza gamba moderata, Conte risponde con apertura: “Ben venga una terza gamba al centro, anche una quarta, una quinta e una sesta”.

Silvia Salis, chiamata indirettamente in causa come possibile figura di riferimento per quest’area, ribadisce però la propria volontà di non entrare nel casting politico. Conte, allo stesso tempo, sottolinea il possibile ruolo degli amministratori locali nella costruzione dell’alternativa, citando proprio Salis e gli altri sindaci e sindache che potranno decidere “in che forma” partecipare.

Nessun veto su Renzi e Calenda

Il confronto riguarda anche l’eventuale allargamento della coalizione a Matteo Renzi e Carlo Calenda. Conte non pone un veto preventivo, ma invita prima a consolidare il nucleo programmatico costruito da Pd, M5s e Avs.

La questione, spiega, è soprattutto quella dell’affidabilità della futura coalizione: “Il tema è il grado di solidità che avrà a governare per cinque anni. Con rispetto, con lealtà, in termini di affidabilità”.

Anche Orlando invita a non procedere per esclusioni preventive. Prima, secondo il dirigente Pd, bisogna confrontarsi sui contenuti: “Noi dobbiamo costruire le condizioni per il campo più credibile e largo possibile. Credibile, e largo”.

Conte agli iscritti M5s: votate Schlein se la ritenete la più competitiva

Il passaggio politicamente più significativo arriva però sul terreno delle primarie del centrosinistra. Conte le considera uno strumento di partecipazione e si rivolge direttamente agli iscritti del Movimento 5 Stelle, invitandoli a sostenere Elly Schlein qualora la considerino la candidata più forte.

“Se qualcuno ritiene che sia la candidata più idonea e competitiva, votate Elly Schlein”, afferma Conte.

Il leader M5s mette però in guardia dal rischio che le primarie si trasformino in una competizione interna finalizzata a delegittimare gli alleati: “Volta a squalificare dei compagni di viaggio con cui lavoreremo comunque tutti insieme come una squadra”.

Orlando concorda sulla necessità di prestare attenzione alle modalità con cui verrà gestita la competizione: “Dipende da come le facciamo”. E indica una priorità precisa: prima della scelta del leader, bisogna definire il programma. “Incominciamo a scriverle, ’ste cose che ci uniscono”.

Per Orlando, una competizione troppo polarizzata rischierebbe infatti di offrire argomenti alla destra. Il dirigente Pd guarda quindi al percorso compiuto negli ultimi anni, ricordando come nel 2022 Pd e M5s fossero ancora profondamente distanti.

“Abbiamo fatto tutta questa strada insieme. Adesso manca l’ultimo miglio”, conclude Orlando. E avverte: “Deragliare proprio nell’ultima curva sarebbe veramente imperdonabile, mentre a destra sono molto più divisi di noi”.

Lo riporta ilfattoquotidiano.it.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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