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VIESTE SAN MICHELE Vieste sostiene il pellegrinaggio di San Michele: ecco come

Il Comune di Vieste sosterrà la partecipazione dei fedeli alla festa di San Michele Arcangelo, in programma il 29 settembre a Monte Sant’Angelo

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
4 Settembre 2026
Gargano // Manfredonia //

Il Comune di Vieste sosterrà la partecipazione dei fedeli alla festa di San Michele Arcangelo, in programma il 29 settembre a Monte Sant’Angelo. Con la deliberazione numero 245 del 4 settembre 2026, la Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo che mette a disposizione 3mila euro per il noleggio di due autobus destinati al trasferimento dei pellegrini da Vieste al Santuario e per il successivo rientro.

Il provvedimento nasce dalla richiesta presentata dal priore dell’Ordine dei Pellegrini di San Michele, con sede in via Vescovado. La domanda, acquisita al protocollo comunale il 17 agosto, evidenzia la volontà di permettere anche alle persone impossibilitate ad affrontare il percorso a piedi di prendere parte alla celebrazione religiosa.

La ricorrenza sarà accompagnata, come vuole la tradizione, dal pellegrinaggio notturno verso la città dell’Arcangelo. Tra il 28 e il 29 settembre partiranno quattro compagnie organizzate di fedeli provenienti da Vieste, Mattinata e Manfredonia. I pellegrini raggiungeranno a piedi il Santuario attraversando uno degli itinerari religiosi e naturalistici più significativi del Gargano.

Non tutti, però, possono sostenere un cammino così impegnativo. Anziani, persone con difficoltà motorie e fedeli di diverse fasce d’età hanno manifestato il desiderio di partecipare almeno alla messa del 29 settembre. Per questa ragione, l’Ordine dei Pellegrini ha chiesto al Comune di farsi carico del servizio di trasporto. I due pullman viaggeranno nella sola giornata della festa, coprendo sia l’andata sia il ritorno.

Nelle motivazioni della delibera, l’amministrazione sottolinea il valore religioso, storico e naturalistico dell’iniziativa. Il pellegrinaggio micaelico non viene considerato soltanto un appuntamento di fede, ma anche un’esperienza comunitaria capace di unire spiritualità, meditazione e contatto con il paesaggio. Negli ultimi anni, inoltre, le diverse compagnie spontanee del territorio hanno avviato un percorso di coordinamento, rafforzando la dimensione collettiva della tradizione.

A cura di Michele Solatia.

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