Edizione n° 6130

BALLON D'ESSAI

POLIZIA LOCALE // Manfredonia cerca un nuovo comandante della Polizia Locale: via alla mobilità volontaria
17 Luglio 2026 - ore  09:59

CALEMBOUR

ANTONELLA COLUCCI // Ostuni piange la Antonella Colucci, muore dopo quattro mesi di agonia
17 Luglio 2026 - ore  09:02

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

Piano regionale delle coste, l’interrogazione di Colia, gli ambiti dei comuni

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Ottobre 2009
Capitanata //

mattinata 1Foggia- IL consigliere provincisale dell’Idv, Massimo Colia, ha rivolto una interrogazione  al presidente della Giunta e all’assessore competente, con una nota «a risposta scritta» presentata dallo stesso consigliere lo scorso 29 settembre, in merito al Piano regionale delle coste (Prc): «Quali attività ha svolto la Provincia in relazione al Piano ? – chiede Colia – Quali osservazioni e quali proposte integrative l’Ente farà pervenire alla Regione ?» Infine, «quali iniziative intende avviare a favore di quelle attività turistico-balneari che dall’applicazione del Prc subiranno un danno economico?». Per Colia, i bilanci turistici nel territorio dopo il termine delle stagioni estive, non vanno riscontranti “solo in termini di presenza turistica sulle spiagge del Gargano”, ma anche “in termini di impegno dei politici nel salvaguardare il patrimonio naturalistico-ambientale dauno e l’attività economica turistico-balneare ad esso collegato”. L’interrogazione di Colia nasce dal fatto che, dopo l’adozione del Prc con decreto della giunta regionale n.1392 del 28 luglio 2009, la Provincia di Foggia avrebbe dovuto «esprimersi» entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso sul B.U.R.P. (bollettino ufficiale della Regione Puglia). Questo per «valutare i contenuti del piano ed eventualmente per presentare osservazioni alla luce di nuovi elementi conoscitivi». Secondo Colia, il Prc rappresenta un «importante strumento di monitoraggio e pianificazione di Area Vasta (concetto emergente, presente in una moltitudine di atti legislativi regionali, utile per «la riorganizzazione del territorio e dei rapporti tra enti e per la pianificazione delle politiche locali, oltre che per l’ottimizzazione delle risorse a un livello sovra provinciale»)». Concetto che studia infatti i «circa mille chilometri di costa pugliese con particolare riferimento alla tutela della costa e ai fenomeni di erosione ad essa legati e che allo stesso tempo definisce le modalità attraverso cui conciliare la domanda turistica e la valorizzazione del nostro patrimonio con gli interessi economici che da essa si ricavano». Una conciliazione «quanto mai urgente e necessaria», dice Colia.

pianoregionalecosteSi ricorda che il Prc fu presentato dall’assessore al Demanio, Guglielmo Minervini, nello scorso luglio del 2008. Durante la presentazione del progetto, Minervini sottolineò come «la Regione si riappropriava con il Prc dei propri compiti di programmazione, per fornire ai singoli Comuni costieri tutto il patrimonio di conoscenza del territorio, per una corretta pianificazione dello stesso». Nelle intenzioni degli assessori regionali, il Prc dovrebbe prendere in esame “un ambito più vasto dela ristretta fascia costiera”, interessando infatti “una profondità che spazia dai tre ai cinque chilometri”. Pur partendo «dalla fotografia attuale del litorale pugliese», il Prc rappresenta, nelle parole di Minervini,  «una realtà dinamica e, come tale, soggetta ad un monitoraggio continuo». Conseguentemente le Nta (norme tecniche di attuazione) hanno previsto una griglia di nove tipologie, sulla base dei criteri incrociati di “sensibilità” e “criticità” ambientale, «non per una preclusione all’uso del territorio, ma per la gestione corretta di un bene vulnerabile». Nel mare del territorio il Prc ha infatti individuato sette Unità fisiografiche principali, vale a dire “sette ambiti entro i quali risulta confinato il cosiddetto trasporto solido”. In sostanza, con il Piano la Regione ha voluto «fotografare i limiti geografici entro i quali maggiore e più immediato è il riflesso di ogni attività svolta sul litorale». Un aspetto «propedeutico alla realizzazione di opere di ingegneria costiera e di infrastrutturazioni portuali». Nello specifico, si ricorda che con legge regionale n. 17 del 23 giugno 2006 e legge regionale n. 17 del 23 giugno 2006, “Disciplina della tutela e Disciplina della tutela e dell dell’uso della costa uso della costa”, si regola l’esercizio delle funzioni amministrative connesse alla gestione del demanio marittimo e delle zone del mare territoriale conferite dallo Stato, individuando le funzioni ottenute. La legge regionale prevede che il P.R.C., deve, tra l’altro, contenere gli studi, le indagini e i rilievi sulle dinamiche naturali del sistema geomorfologico e meteomarino, nonché le linee guida per la progettazione delle opere di ingegneria costiera; disciplinare le attività e gli interventi per garantire la valorizzazione e la conservazione dell’integrità fisica e patrimoniale dell’area costiera; – garantire il corretto utilizzo delle aree demaniali marittime per le finalità turistico-ricreative (per esempio una quota non inferiore al 60 per cento della lunghezza della costa concedibile di ogni comune deve essere riservata all’uso pubblico e alla libera balneazione). La redazione del P.R.C., seppure finalizzata nella fase attuale a «disciplinare la fruibilità dell’area strettamente demaniale», come prevede la legislazione regionale, vuole rappresentare una forma interdisciplinare per «superare quelle frammentazioni delle conoscenze che rendono difficile la formulazione di politiche efficaci di gestione della fascia costiera sul piano economico, sociale, paesistico e ambientale».

prc2Fra gli ambiti di studio del Prc: – Altimetria / orografia Altimetria / orografia; – Lame e idrografia superficiale Lame e idrografia superficiale; – Tipologia Tipologia; – Geologia Geologia; Zone Umide e caratteri ambientali Zone Umide e caratteri ambientali (Aree marine protette, Siti di (Aree marine protette, Siti di Importanza Comunitaria, Zone di Protezione Speciale, Piano Importanza Comunitaria, Zone di Protezione Speciale, Piano Urbanistico Territoriale Tematico /Paesaggio; Piano di Assetto Urbanistico Territoriale Tematico /Paesaggio; Piano di Assetto Idrogeologico); Idrogeologico); Sistema vegetazionale vegetazionale. L’ambito di studio verso terra è definito da un limite variabile a seconda delle caratteristiche ambientali specifiche del luog; l’ambito di studio verso mare è invece definito dalla linea di costa individuata sulla base della carta del 2005. Per un corretto studio delle aree costiere è stato opportuno stato opportuno procedere all procedere all’individuazione dei tratti di litorale in cui il trasporto solido, dovuto al moto ondoso e alle correnti litoranee, è confinato.

Tali tratti sono definiti come ”Unità Fisiografiche Fisiografiche”. Per ognuna delle delle unità s sono individuati: i limiti geografici, amministrativi, l’area demaniale, i principali corsi d i principali corsi d’acqua, le principali opere di sbarramento sui corsi d le principali opere di sbarramento sui corsi d’acqua, la morfologia (studio della costa emersa e sommersa), l’orientamento della linea di riva, i porti e le opere di difesa, e i vincoli sovraordinati sovraordinati.

Per le analisi: gli usi costieri (anni 1975, 1990, 2000), – il sistema insediativo (sistema storico, superficie urbanizzata, abitanti per ettaro, abitazioni vuote, abitazioni per epoca le infrastrutture, le analisi socio – economiche diacroniche su Popolazione, Abitazioni, Agricoltura e Industria, la pressione turistica le concessioni presenti, la criticit la criticità della costa (tendenza evolutiva prima del 1992al 2005). A Vieste per esempio sono stati riscontrati 47300 i ml di costa, con 1010921 di kmq di fascia demaniale, e 3440, 55 ha di ambito di studio. Nello studio del Prc è stato inoltre evidenziato come «per una corretta gestione della fascia costiera occorre aggiornare i dati delle particelle catastali dell’area demaniale e delle concessioni che su esse sono state rilasciate. Al fine di rispettare le prescrizioni della Lr 17/2006, occorrebbe ubicare le concessioni nelle particelle catastali, non solo in termini di superficie, ma anche in termini di lunghezza del fronte mare occupato, per una risposta concreta alla norma regionale che richiede un corretto utilizzo e accesso alle aree demaniali marittime per le finalità turistico turistico-ricreative ricreative.

Area demaniale:  Per ogni comune e per l’intera Regione è stata riportata nello studio l’area demaniale (Ad), il numero delle concessioni (N), l’area delle particelle area delle particelle catastali interessate da concessioni,   l’area delle superfici area delle superfici concesse ( concesse (Ac Ac) e la lunghezza del litorale (L). Con i dati disponibili si è valutato l’impatto delle concessioni sull’uso della fascia costiera, sia a livello comunale che regionale, indicando una procedura da riprodurre nella redazione dei Piani Comunali delle procedura da riprodurre nella redazione dei Piani Comunali delle Coste (PCC). Dallo studio è risultato che a livello Regionale il numero di concessioni per ogni chilometro di costa è 1,11, mentre il rapporto tra l’area delle superficie date in concessione e l’area demaniale area demaniale è 0,09. 

Aree demaniali e concessioni. Le concessioni nella legge regionale: vietato il rilascio, il rinnovo e la variazione di concessione demaniale in lame; foci di fiume o di torrenti o di corsi d’acqua, comunque classificati; canali alluvionali; a rischio di erosione in prossimità di falesie; archeologiche e di pertinenza di beni storici e ambientali. Nelle aree classificate siti di interesse comunitario (SIC) e zone di protezione speciale (ZPS) o comunque classificate protette, nonché nelle aree di cordoni dunali e di macchia mediterranea, il rilascio e la variazione della concessione demaniale è subordinato alla preventiva valutazione favorevole d’incidenza ambientale effettuata dal competente Ufficio regionale.

La criticità. La criticità all all’erosione dei litorali erosione dei litorali è stata definita in funzione di tre  indicatori, che individuano la tendenza evolutiva storica del litorale, tendenza evolutiva recente e lo stato di conservazione dei dei sistemi dunali. La criticità all all’erosione è stata classificata in elevata, media e bassa.  Per definire la sensibilità si è suddivisa l’intera linea di costa in tratti della lunghezza di 100 mt. I differenti livelli di criticità all all’erosione ambientale sono stati quindi incrociati, dando origine a nove livelli di classifazione che determinano norme di riferimento per la redazione dei PCC. criticità alta e sensibilità alta,  media , bassa e così via.

 Il rilascio delle concessioni demaniali è di norma consentito nelle zone caratterizzate da bassa criticità. Nelle zone caratterizzate da elevata sensibilità ambientale è di norma vietato il rilascio di concessioni demaniali e  comunque, salvo impossibilità di poter disporre nel territorio comunale di zone caratterizzate da bassa e/o media sensibilità, sono previste in via prioritaria Spiagge Libere con Servizi (SLS) e, Stabilimenti Balneari (SB). In entrambi i casi i servizi minimi di spiaggia devono essere contenuti ed essenzialmente limitati al chiosco bar e ai servizi direzione e igienico-sanitari, da sottoporre comunque a valutazione di impatto ambientale. Sono state così definite politiche di fruizione del litorale, coerentemente con il sistema dei vincoli ambientali e delle conseguenti scelte urbanistiche, nel rispetto delle criticità evidenziate. Per le stesse ragioni nel Prc si è evidenziata la necessità che i piani urbanistici impediscano destinazioni d’uso per attività produttive di tipo industriale in quelle aree caratterizzate da «forte vocazione turistica». Spetterà in definitiva ai comuni il rispetto delle regole stabilite nel PRC, ma ancor più il compito di interpretare i Piani Comunali delle Coste come «una opportunità per associare alle modalità di fruizione dell’area demaniale adeguate politiche di recupero e di risanamento ambientale».

Lascia un commento

"Perché nasca una prateria bastano un trifoglio, un'ape e un sogno." – Emily Dickinson

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO