
Oltre alla chiusura dell’ Ufficio Sanitario Territoriale e del Ferrotel di Foggia, i sindacati dicono che nel futuro saranno previste le chiusure anche di diverse articolazioni organizzative che incideranno, pertanto, “sul peso e sul ruolo degli storici Depositi del Personale di Macchina e Viaggiante, dell’ Impianto Merci e di Manovra della stazione di Foggia”. Tutto ciò mentre languono gli interventi di velocizzazione e di raddoppio delle linee Foggia-Termoli e Foggia-Benevento.
Pertanto, CGIL CISL e UIL di Capitanata invitano la Regione Puglia “a riaffermare fermamente e definitivamente nei confronti di RFI e di Trenitalia S.p.A. la centralità della Stazione Ferroviaria e del Nodo ferroviario di Foggia per il traffico passeggeri” e la difesa degli impianti presenti sul territorio , nel contempo chiedono di “rimarcare, ancora una volta, che il progetto di Alta Capacità sul territorio pugliese non può limitarsi all’asse Bari-Napoli, tagliando fuori la città di Foggia”. A tal fine, CGIL, CISL e UIL fanno appello ad una più forte mobilitazione territoriale di tutte le parti politiche, sociali ed istituzionali della provincia. Secondo i sindacati confederali, “è necessario riportare la Stazione del capoluogo dauno al centro del progetto di Alta Capacità, che – sottolineano – deve essere Bari-Foggia-Napoli, e dell’intero sistema ferroviario del Mezzogiorno, nel quale la nostra Stazione ferroviaria è sempre stata uno strategico crocevia”. Per i sindacati, “si tratta di una battaglia fondamentale per lo sviluppo, l’occupazione e la qualità della vita del Sistema Capitanata, per la quale CGIL CISL e UIL di Foggia sono pronte ad ogni azione di lotta politica e sindacale”.


