In piazza del Popolo bambini e ragazzi delle scuole di Manfredonia, insieme al sindaco Angelo Riccardi e alle autorità civili e militari della città, ha assistito stamane alla cerimonia d’apertura delle manifestazioni, con l’alzabandiera seguito dagli onori militari.
Sulle note del ‘Silenzio’ è stata deposta la corona d’alloro al Milite Ignoto, presso la Sede Municipale, e dopo un minuto di commosso raccoglimento il folto corteo si è mosso alla volta della Cattedrale.
Qui l’arcivescovo Michele Castoro ha celebrato la Santa Messa in suffragio dei caduti di tutte le guerre.
Un pensiero speciale è stato rivolto ai bambini presenti, numerosi e attenti testimoni di questa giornata di memoria storica. “È alle nuove generazioni che è affidata la pace futura”, ha detto l’arcivescovo.
All’uscita dalla chiesa il corteo si è ricomposto: in testa il concerto bandistico ‘Città di Manfredonia’, diretto dal maestro Giovanni Esposto; a seguire gli studenti, le autorità civili, le rappresentanze qualificate di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Corpo della Polizia di Stato, Corpo della Guardia di Finanza, Corpo della Polizia Locale della Città di Manfredonia, Corpo Forestale dello Stato e una rappresentanza della Croce Rossa Militare; numerosi anche i labari delle varie Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e ancora le Associazioni Nazionali ‘Marinai d’Italia’, ‘Carabinieri’ e ‘Mutilati e Invalidi di Guerra’.
Sotto un emozionante sventolio di bandierine, mentre le voci squillanti dei bambini accompagnavano l’esecuzione dell’Inno Nazionale, la manifestazione si è spostata nella Villa Comunale: la tromba ha suonato nuovamente il ‘Silenzio’, mentre due corone d’alloro venivano deposte sul Monumento ai Caduti. Il sindaco Riccardi ha, quindi, letto il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle Forze Armate:
IL MESSAGGIO DEL SINDACO – “Il 4 novembre di 92 anni fa aveva termine il primo conflitto mondiale e si completava il grande disegno dell’Italia unita. Oggi, all’Altare della Patria, a nome di tutti gli italiani, renderò il mio deferente omaggio a tutti coloro che sono caduti per costruire un’Italia libera, democratica e prospera. In quel momento di commosso raccoglimento, il mio pensiero andrà in particolare ai tanti giovani che, anche recentemente, hanno perso la vita mentre assolvevano il proprio compito nelle missioni di pace. Il loro ricordo così vivo e doloroso in tutti noi ci deve indurre non a desistere ma a persistere nel nostro impegno, a moltiplicare gli sforzi, anche per onorare la memoria di quei ragazzi e dare il significato più alto al loro sacrificio, che altrimenti sarebbe stato vano”.
“Nell’attuale periodo storico di profondi mutamenti e drammatiche trasformazioni che mettono in pericolo i valori fondanti della nostra società e il nostro stesso benessere economico e sociale, nessun paese libero e democratico può sottrarsi al dovere di contribuire alla stabilità e alla sicurezza della comunità internazionale. Le Nazioni Unite, l’Alleanza Atlantica, l’Unione Europea sono interpreti e strumenti operativi di questo dovere condiviso”.
“Ed è nel quadro dei dispositivi di intervento messi in campo da queste istituzioni e sulla base di decisioni consensuali assunte nell’ambito dei loro organi collegiali di governo che le Forze Armate italiane operano insieme a quelle di moltissimi altri Stati sovrani, nel pieno rispetto dei principi sanciti dall’articolo 11 della nostra Costituzione. È perciò dovere delle autorità politiche e militari preposte continuare ad aggiornare e migliorare strategie, strutture e capacità operative delle Forze Armate, per rendere più efficace il contrasto delle minacce da fronteggiare, garantendo nel contempo la massima protezione ai contingenti impiegati e alle popolazioni civili coinvolte. Ma è anche dovere di tutte le istituzioni e di ogni cittadino sostenere, in Italia e nel contesto sinergico delle organizzazioni internazionali, a partire dall’Unione Europea, questo primario impegno democraticamente condiviso su scala globale”.
“Nella ricorrenza del 4 novembre, che quest’anno, nel quadro delle Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – ha detto il sindaco – assume significato ancor più profondo, rendiamo onore ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri e ai finanzieri che operano nelle aree di crisi con perizia, abnegazione ed entusiasmo.
Riconosciamone l’impegno e la professionalità e ringraziamoli per i progressi che ci hanno permesso di compiere verso un mondo più stabile, pacifico e sicuro. Siamo orgogliosi di quanto essi fanno ogni giorno, in nome del nostro paese e della comunità internazionale.
Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia”.
Al ritmo incalzante della ‘Canzone del Piave’, ci si è mossi nuovamente verso Palazzo San Domenico: la manifestazione si è conclusa, infatti, nella Sala del Loggiato con un ricco vin d’honneur, offerto dall’Amministrazione Comunale.
Redazione Stato



