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Liste d’attesa, Palese protesta: “Vendola tagli gli sprechi”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
4 Novembre 2010
Cronaca //

Il capogruppo consiliare del Pd, Rocco Palese
Il consigliere regionale Rocco Palese (Pdl- da citymagazine)
Bari – “PIUTTOSTO che chiudere ospedali e privare i cittadini pugliesi dei servizi essenziali, quali esami e visite specialistiche, continuando falsamente ad incolpare il Governo nazionale, la Giunta Vendola farebbe ancora in tempo per esempio a proporre, nel Piano di Rientro, la riduzione della spesa per beni e servizi rispetto a quella del 2009, recuperando così risorse per pagare le prestazioni cosiddette ‘extratetto’ ed evitare la chiusura di qualche ospedale”, ha detto in una nota il Capogruppo Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese.

“Invece continua a privilegiare sprechi e clientele e manda in onda l’ennesima puntata della telenovela grottesca delle liste d’attesa: se fino alla settimana scorsa il sogno di un povero paziente era riuscire a sottoporsi ad una visita o ad un esame, oggi il nuovo sogno è… riuscire a prenotarlo. Sempre di sogno di tratta e non di diritti come dice la sinistra. Passiamo dalla rovinosa e inutile task force affidata al Prof. Carella che per primo ne ammise il fallimento, alla riunione mensile tra l’assessorato e gli addetti ai lavori. Siamo al festival degli annunci e dei sogni: siamo passati da Vendola che diceva di voler azzerare le liste d’attesa entro dicembre 2006 a Fiore che dice di volerle ‘ripulire’, ma qui in realtà si tratta di una tosatura delle prestazioni”.

“Gli incolpevoli ammalati non sanno più che pesci prendere né a che Santo votarsi anche solo per capire come e dove prenotare, se valgono le prenotazioni fatte fino ad oggi o se, piuttosto, non possono neanche prenotare prima dell’anno prossimo. In questo modo la Giunta Vendola priva i pugliesi dei servizi essenziali, celandosi dietro l’alibi di dover garantire le urgenze: quelle per Legge vanno da sempre garantite, ma oggi quel che non è più garantito in Puglia è il diritto alla prevenzione, il diritto di scelta e di cura, il diritto alla salute!”.

Redazione Stato

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