Casi e Sentenze

Il passante ripreso in tv durante Gaypride non ha diritto a risarcimento


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(Ph: sololastrada.wordpress.com)

Roma – NON è possibile riscontrare nessuna lesione del diritto alla privacy del soggetto che, durante un servizio Rai sul “gaypride”, viene ripreso mentre si trova alla stazione ferroviaria di Milano, luogo di partenza di molti manifestanti.

Lo ha recentemente stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 24110/2013, respingendo il ricorso di un uomo di 60 anni contro la sentenza della Corte di Appello di Roma che in riforma della pronuncia di primo grado aveva rigettato la domanda risarcitoria ordinando la restituzione dei 20mila euro ottenuti con la prima pronuncia.

La Suprema Corte, ha ricordato che l’esposizione o la pubblicazione dell’immagine altrui non può considerarsi abusiva quando si ricolleghi a fatti, avvenimenti o cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. E che il concetto di avvenimento o cerimonia di interesse pubblico non possa essere inteso in senso così restrittivo da escludere tutto ciò che non attiene in via immediata e diretta con l’evento stesso, dovendosi ritenere ricompresi nella previsione legislativa anche quegli episodi che, pur non integrando in sé l’evento, al medesimo si ricolleghino in modo inequivocabile.

La Suprema Corte ha rilevato, poi, che egli “è stato ripreso per brevissimo tempo in mezzo ad una folla anonima di passeggeri, la quale faceva solo da «generico sfondo» del contestato servizio televisivo”.

“È appena il caso di rilevare, inoltre – prosegue la sentenza -, che un evento come il gay pride, unitamente al costume sessuale che esso rappresenta, è in sé del tutto lecito e privo di qualsivoglia profilo di intrinseca negatività, come invece sembra adombrare il ricorrente, sia pure tra le righe dell’odierna impugnazione, laddove evoca l’onore ed il decoro della persona”.

“D’altra parte – argomentano i giudici -, se il C… avesse preso parte attivamente alla manifestazione – nel senso che anch’egli era fra coloro i quali stavano partendo per Roma – non potrebbe comunque dolersi della ripresa televisiva.

Se, invece, egli – come traspare dalla sentenza della Corte romana in modo abbastanza chiaro – si trovava casualmente all’interno della stazione di Milano, senza alcun contatto con i manifestanti, è evidente che l’eventuale ripresa televisiva non potrebbe danneggiarlo, non essendo comunque collegabile la sua presenza fisica con la partecipazione alla manifestazione del gay pride”.

“Non può farsi a meno di rilevare, infine, che il concetto di riservatezza … non può porsi nell’ambito di una stazione ferroviaria negli stessi termini in cui si pone in un contesto privato. E tanto rientra, se così può dirsi, fra i «rischi della vita», che non ci si può esimere dall’accettare”.

(A cura dell’Avv. Eugenio Gargiulo@)

Il passante ripreso in tv durante Gaypride non ha diritto a risarcimento ultima modifica: 2013-11-04T21:24:49+00:00 da Redazione



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