Cronaca

Percolati, Bonassisa e provvedimenti giudiziari


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Immagine d'archivio

Foggia – NEL PROSEGUO delle attività investigative atte a contrastare i reati ambientali nel territorio (solo qualche giorno fa era stata data la notizia della discarica abusiva di Troia, Giardinetto, che aveva portato al sequestro preventivo di un’area di 340mila quadri nella quale sono stati riversati nel tempo quantità di rifiuti pari a 250ml tonnellate di rifiuti, su area della Iao srl, oltre ad altre due indagini parallele che hanno interessato due aziende del territorio) i militari della Guardia di Finanza di Foggia hanno notificato, su ordine della Autorità Giudiziaria e in relazione al sequestro di una discarica abusiva di 68mila metri quadri nel Comune di Orta Nova, dei provvedimenti cautelari di arresto domiciliare e di obbligo di dimora nei confronti di due persone. L’operazione, denominata “Black Hole”, ha portato complessivamente alla denuncia, da parte dei militari della Finanza di Foggia, di sette persone all’autorità giudiziaria; al sequestro di tre discariche abusive con una estensione complessiva di 143ml metri quadri, contenenti 130mila tonnellate di rifiuti speciali contaminati da cromo esavalente, amianto, metalli pesanti e idrocarburi. L’operazione, della quale la guardia di Finanza del comando provinciale ha dato comunicazione stamane in conferenza stampa, fa riferimento alla scoperta, nel 2008, da parte degli stessi militari foggiani di tre siti in agro di Orta Nova dove venivano stoccate tonnellate di rifiuti nocivi. I provvedimenti restrittivi hanno colpito i due fratelli Bonassisa: Rocco, 40 anni patron dell’Agecos Spa (azienda leader nel settore delle discariche), agli  arresti domiciliari ed accusato di traffico illecito di rifiuti; il 34enne Maurizio, colpito da obbligo di dimora, a causa di una accusa per favoreggiamento. I due provvedimenti restrittivi a danno dei due Bonassisa sono stati emessi ieri dopo la precedente (2008) negazione della misura da parte del gip di Foggia. Negazione in un certo senso “sconfessata” dall’accogliemento del ricorso del Pm dell’indagini rivolto alla Corte di Cassazione. Sette i denunciati in totale, legati all’indagine, di cui un tecnico comunale accusato di abuso in atti d’ufficio (323 cp). L’operazione portò al sequestro probatorio (l’Autorità giudiziaria dispone, con decreto motivato, il sequestro del corpo del reato e delle altre cose ad esso collegate che vengono ritenute necessarie per l’accertamento dei fatti. Nel momento in cui non è possibile usufruire dell’intervento dell’Autorità giudiziaria è permesso agli ufficiali di Polizia sequestrare i beni prima che essi si disperdano nelle more dell’intervento del Pubblico Ministero. Il sequestro probatorio riguarda dunque il corpo del reato e le cose ad esso pertinenti) della discarica in località Ferrante, disposto dalla Procura ed eseguito dal nucleo di polizia tributaria della Finanza, che denunciò a piede libero tre persone, accusate di gestione illecita di rifiuti. Contrariamente a quanto disposto dal Pm Domenico Minardi, l’Agegos dei fratelli Bonassisa (coinolta nella vicenda) avrebbe scaricato illecitamente del percolato (liquido che nasce dall’infiltrazione di acqua nelle massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi ndR) filtrato da tre vecchie discariche comunali, connesse a quelle in costruzione (fonte: Attacco/5/12/09) in tre aree limitrofe al nuovo impianto. Da qui la richiesta, culminata con l’esecuzione di ieri, dei due provvedimenti restrittivi nei confronti dei fratelli Bonassisi: arresti domiciliari e obbligo di dimora (provvedimenti emessi, come detto, per gestione illecita di rifiuti e favoreggiamento, vale a dire tentativo di influenzare un testimone).

Percolati, Bonassisa e provvedimenti giudiziari ultima modifica: 2009-12-04T18:54:56+00:00 da Girolamo Romussi



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