Nuove segnalazioni della popolazione locale

Fumi di combustione dalla Piana di Mattinata, cittadini “Chi ci tutela?”

La normativa di riferimento, i divieti imposti. Salute della popolazione: recente manifesto affisso in Piazza Roma. In passato raccolte migliaia di firme per contrastare la problematica generata dalle bruciature di frasche


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Mattinata, 04 dicembre 2018. Ancora “disagi” per la popolazione mattinatese, a causa dei fumi di combustione, provenienti in particolare dalla Piana di Mattinata, che – come evidente da passate ordinanze – “vengono spinti dalle correnti d’aria verso il centro abitato“.

Nuove segnalazioni e appelli per un rispetto delle normative vigenti sono arrivate in queste settimane dai cittadini che chiedono “tutela per la propria salute“.

La normativa
Innanzitutto, recenti studi e analisi tra l’altro dell’Arpa Toscana e dell’Emilia Romagna hanno posto l’accento sulla pericolosità di quanto provocato da semplici combustioni nei terreni agricoli.

Come evidenziato in un testo dell’Arpat, “la Corte di Cassazione – Cassazione Penale -Sez. III, con sentenza del 18 dicembre 2017 n. 56277, è tornata sulla materia indicando quando bruciare i residui vegetali è da considerarsi un reato e non una normale pratica agricola”.
“La Suprema Corte precisa che si contempla un’attività di gestione di rifiuti e non la realizzazione di una normale pratica agricola, se non vengono rispettati i limiti e le condizioni stabilite (dalla legge n.116/2014), ovvero, a titolo meramente esemplificativo, l’abbrucciamento viene
• effettuato fuori dal luogo di produzione,
• eseguito, anche nel luogo di produzione, ma non finalizzato al reimpiego dei materiali come sostanze concimanti ed ammendanti,
• riguarda cumuli superiori al quantitativo giornaliero consentito dalla norma (2 metri cubi).
Nella sentenza viene anche sottolineato che l’onere della prova è a carico di colui che invoca la deroga al regime dei rifiuti, quindi, qualora non venisse provata la normale pratica agricola, si configurerebbe il reato di gestione di rifiuti non autorizzata, previsto dall’art. 256 bis del D.Lgs 152/06”.
Come evidenziato in un testo di www.reteambiente.it “Bruciare residui vegetali allo scopo di smaltirli illecitamente al di fuori dalle condizioni fissate dal Codice ambientale (articolo 185 e articolo 182, comma 6-bis, Dlgs 152/2006) configura gestione illecita di rifiuti”.
“La Corte di Cassazione nella sentenza 10 febbraio 2016, n. 5504 conferma la condanna dell’imputato punito per gestione illecita di rifiuti (articolo 256, comma 1, lettera a), Dlgs 152/2006) per avere bruciato un cumulo di residui di trebbiatura di riso (pula e paglia di riso) su un fondo agricolo in Emilia Romagna. La Corte, pronunciandosi in materia di attività agricola, conferma la rilevanza penale del fatto perché il materiale vegetale ex articolo 185, comma 1, lettera f) che viene bruciato è sottratto alla disciplina dei rifiuti solo se è bruciato sul luogo di produzione ed è destinato al reimpiego in agricoltura. L’imputato invece intendeva chiaramente disfarsene illecitamente e non reimpiegarlo”.
“Inoltre non opera nemmeno l’irrilevanza penale del fatto ex articolo 182, comma 6-bis del Dlgs 152/2006 che esclude dalla disciplina sulla gestione dei rifiuti l’abbruciamento di piccoli cumuli di materiale vegetale (3 metri steri per ettaro) effettuato sul luogo di produzione perché il materiale vegetale bruciato superava ampiamente tali quantità e oltretutto la combustione era stata fatta in un periodo dell’anno in cui la Regione vietava l’abbruciamento”.

Documenti di riferimento
Dlgs 3 aprile 2006, n. 152
Norme in materia ambientale – Stralcio – Parte IV – Gestione dei rifiuti, imballaggi e bonifica dei siti inquinati
Sentenza Corte di Cassazione 10 febbraio 2016, n. 5504
Rifiuti – Residui vegetali – Abbruciamento – Esclusione dalla disciplina dei rifiuti – Articolo 185, comma 1, lettera f) e articolo 182, comma 6-bis, Dlgs 152/2006 – Condizioni

Le passate ordinanze del Comune
A Mattinata (con Amministrazione attualmente retta da una Commissione straordinaria) è stato ordinato “a tutti i proprietari e conduttori dei fondi ubicati nelle aree individuate nella cartografia allegata alla precedente ordinanza sindacale n. 13 del 12/12/2014, (…), il divieto di bruciare il materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco”, attraverso l’ordinanza sindacale “Misure a favore della salute. Temporaneo divieto di bruciatura di materiali vegetali e non (…)″.
”(…) il particolare andamento climatico delle ultime settimane, caratterizzato da un’elevata pressione atmosferica, alte temperature e debole regime ventoso, non consente un tempestivo ed efficace smaltimento dei fumi prodotti dalla combustione, i quali tendono così a ristagnare nelle immediate vicinanze del piano di campagna (…)”, come si legge nell’atto.
Da raccolta, nel centro di Mattinata si brucerebbero “frasche trattate con anticrittogamici, che bruciando sviluppano diossine”. Inoltre, la stessa combustione incompleta ha la possibilità di originare “ulteriori sostanze cancerogene”.

Il manifesto
Al di là di qualsiasi ipotizzabili correlazioni, la tematica della salute della popolazione di Mattinata – già allertata da anni su questa tematica dai propri medici e pediatra di famiglia – è tornata in auge attraverso un manifesto affisso per settimane in piazza Roma nei pressi del Comune, a cura di alcune forze politiche locali.
Nel manifesto (che si riporta nel testo) sono stati riportati i dati anagrafici ISTAT (fonte tuttocittà) del 2017, tra cui quelli riguardanti la mortalità. “La Puglia“, è scritto nel testo, “ha sorpassato di poco i valori di Mattinata soltanto un anno, rimanendo su una soglia più bassa della nostra” . “Eppure la legislazione italiana è molto severa e restrittiva a riguardo e non si comprende proprio come ciò possa accadere in un piccolo centro che non presenta alcuna altra fonte di inquinamento“, dicono i cittadini.

 

MANIFESTIAMO "RIFLETTIAMO" AFFISSO IN PIAZZA ROMA

MANIFESTIAMO “RIFLETTIAMO” AFFISSO IN PIAZZA ROMA

 

La raccolta firme
Per la problematica dei fumi di combustione dalla Piana di Mattinata sono state raccolte almeno 1500 firme dai parte dei cittadini, in seguito depositate presso il protocollo comunale.

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Fumi di combustione dalla Piana di Mattinata, cittadini “Chi ci tutela?” ultima modifica: 2018-12-04T18:28:32+00:00 da Redazione



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Commenti

  • E viva il comando dei vigili urbani!!!@@


  • Pollice verde

    denunciate questi delinquenti


  • luis

    POLLICE VERDE, vedi che non sono delinquenti quelli che bruciano le frasche, sono dei piccoli proprietari di terreni che effettuano la potatura delle piante, bisognerebbe far capire che il fumo che si produce dalla bruciatura quanto le frasche sono fresche, sono velenose e che sarebbe auspicabile farle seccare o concentrarle presso qualche sito che purtroppo non c’è, quindi bisognerebbe crearlo.


  • Pollice verde

    luis, concordo…in parte.
    Chi non rispetta le regole, le norme e dunque le leggi, alla fine delinque. Certo, ci sono reati e reati…ma a lungo andare anche questi roghi possono davvero trasformarsi in qualcosa di grave…e l’abbiamo visto. Non sottovalutiamo questo aspetto.
    Comunque io mi riferivo soprattutto a coloro che ne approfittano per ardere un po’ di tutto all’interno…con tutto ciò che ne consegue.


  • lorenzo

    qui a Mattinata ce troppo menefreghismo,e molte cose non funzionano,ma le tasse quelli li paghiamo,????

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