La sospensione del Tributo 630 non rappresenterebbe una soluzione efficace per gli agricoltori pugliesi, rischiando invece di generare confusione e errori imprenditoriali in un settore già provato dalla crisi. Lo sostiene la CIA Agricoltori Italiani – area Due Mari, che punta invece sulla rottamazione delle cartelle inviate dai consorzi di bonifica, soprattutto nei casi in cui il pagamento non sia seguito da interventi di manutenzione delle infrastrutture.
Il Tributo 630 è un contributo obbligatorio per i proprietari di terreni e immobili che beneficiano delle opere di bonifica, come la manutenzione di canali o la difesa idraulica. La CIA evidenzia che i lavori straordinari sulle infrastrutture non possono gravare solo sugli agricoltori, mentre la pulizia ordinaria dei canali può essere sostenuta direttamente dalle aziende o dai consorzi.
Recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno confermato che il tributo è dovuto solo in presenza di un vantaggio diretto e specifico. La competenza su eventuali sospensioni o rottamazioni, sottolinea la CIA, spetta al Ministero dell’Economia e delle Finanze, come previsto dal D.L. del 24 marzo 2025.
Proprio sulla rottamazione, recentemente c’è stato un parere favorevole all’unanimità della Commissione Politiche Agricole Nazionali, dei presidenti di Regione e del ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Secondo la CIA, questa resta l’unica strada praticabile per affrontare in maniera definitiva il problema, evitando strumentalizzazioni e apportando benefici concreti al mondo agricolo pugliese.
Sul ruolo dei Consorzi di Bonifica, la CIA evidenzia risultati positivi quando si opera in sinergia, citando come esempio i lavori di pulizia del canale adduttore dalla diga di San Giuliano a Palagianello, completati dopo decenni di abbandono grazie alla collaborazione tra assessorato regionale all’Agricoltura, Arif Puglia e consorzio Centro Sud Puglia.
Resta però urgente completare interventi di ammodernamento infrastrutturale, con l’auspicio che le risorse dell’FSC – Fondo Sviluppo e Coesione permettano di aggiornare strutture ormai vetuste, come l’intubamento del canale adduttore lungo 35 chilometri.



