Economia

Interventi in aree vincolate dopo ok Soprintendenza: novità in Puglia


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paesaggi-trentini01Manfredonia – POSSIBILI gli interventi nelle aree dei Comuni soggette a vincoli paesaggistici ma dopo il ‘lasciapassare’ delle Soprintendenze. La Regione con meno aree soggette a tutela in Italia? La Puglia, con il 18,8% della superficie totale. E’ un dato emerso, di recente, da una elaborazione del Sole 24 Ore, secondo la quale quasi metà del territorio italiano sarebbe sottoposto a vincoli paesaggistici, in quanto zone ricomprese, per loro caratteristiche, fra quelle “meritevoli di protezione”: dunque, zone a 300 metri dalla costa, fiumi, torrenti o parte delle montagne oltre i 1600 metri, ghiacciai, zone umide e parchi (si pensi alle Zps e Psic nel Gargano, alle zone cd umide di Lago Salso e Frattarolo, nel Parco del Gargano). Zone tutte elencate nell’articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio, dove all’articolo 131 si definisce il paesaggio (fonte: Sole 24 ore) “il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani, e dalle loro interrelazioni”. A tal fine se ne raccomanda pertanto la salvaguardia mediante “un uso consapevole “ oltre al “recupero dei valori culturali” che lo stesso paesaggio esprime.

 

LA NUOVA PROCEDURA : innanzitutto il territorio in Puglia da ‘tutelare’ è pari al 18,8%, ovvero 19.362 metri quadri di superficie totale. Ora, da fine 2009, tutti gli interventi, a partire naturalmente da quelli edilizi, sulle aree vincolate pugliesi e nazionali, dovranno essere approvati dalla Soprintendenza della Regione relativa. Quindi, dal primo gennaio del 2010 il parere del soprintendente, che finora veniva espresso sul progetto approvato dalla singola amministrazione e poteva incidere solo su un potere di annullamento degli atti per “vizi di legittimità” degli atti, diviene ora determinante e preliminare per l’avvio della stessa procedura. Dunque, con il niet dell’ufficio dei Beni culturali, la procedura per gli interventi nelle aree soggette a vincoli non può avere seguito.

 

IN PRECEDENZA: lo Stato si riappropria dunque del via libera finale per i progetti, una funzione delegata, in precedenza, alle Regioni. Regioni che, per l’avvio degli interventi sulle aree vincolate, avevano affidato spesso delle “subdeleghe” alle amministrazioni, nonché a Provincie e Comunità Montane (ora per altro in via di cancellazione). La novità è prevista dal codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlg 42/2004, cd codice Urbani) ma rinviata per effetto di diverse proroghe. In verità le regioni italiane erano riuscite a posticipare spesso la decisione finale in merito alla possibilità di edificare sulle aree paesaggistiche soggette a vincoli. Anche la Puglia rientra fra le 8 regioni italiane (Abruzzo, Campania, Friuli, Piemonte, Sardegna e Veneto), che hanno siglato una intesa per scrivere le norme di tutela del paesaggio di concerto con i beni culturali delle relative regioni (lo scorso 15 novembre del 2007).

 

VERSO UNA SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMA: in realtà, gli stessi Beni culturali hanno assicurato alle regioni che l’intera norma sarà presto semplificata al fine di “rilasciare più rapidamente l’autorizzazione paesaggistica relativa”. Dopo l’ok della conferenza Stato-regioni, la procedura è ora al vaglio del consiglio di Stato; in seguito saranno le commissioni parlamentari a pronunciarsi, prima del via libera definitivo di palazzo Chigi. Entro febbraio è prevista (fonte Sole 24 Ore) la definizione del regolamento relativo. Con tale definizione saranno due pertanto i nuovi provvedimenti adottati: da un lato il via libera per edificare sulle aree soggette a vincolo ora relazionate al vaglio delle Soprintendenze, da un altro la semplificazione solo dei permessi “rilasciati” mediante i sistemi adottati con le nuove procedure.

 

SITUAZIONE PER I COMUNI: con la nuova norma, con le nuove procedure relative all’autorizzazione per l’edificazione su aree soggette a vincolo, oltre 2600 comuni in Italia non avranno più la possibilità per concedere il ‘lasciapassare’ per la costruzione nelle aree soggette ai vincoli paesaggistici regionali. Per il codice Urbani, la pratica passerà nelle competenze delle Regioni e delle stesse Soprintendenze. Il rischio maggiore ? Un sovraccarico abnorme di pratiche da definire per l’avvio dei lavori sulle aree soggette a vincoli. Per gli architetti italiani, il rischio principale potrebbe essere infatti quello di un “blocco totale”, o al minimo di un “rallentamento”, per il disbrigo delle varie procedure relative all’edificazione nelle aree vincolate. Se da un lato, infatti, le soprintendenze potranno apportare con certezza “un valore aggiunto nelle decisioni finali relative alle procedure”, da un altro le amministrazioni potranno incontrare “non poche difficoltà” nell’adeguarsi alla nuova disciplina in atto.

 

CAMBI EFFETTIVI: con la vecchia procedura si presentava innanzitutto la domanda al Comune competente, che procedeva alla verifica della completezza della documentazione e l’istruttoria; in seguito l’acquisizione del parere della commissione per il paesaggio; ancora: entro 2 mesi (60 giorni), avveniva il rilascio dell’autorizzazione o il cd preavviso di diniego, da parte dello stesso ente; in seguito: decorsi i 60 giorni, l’interessato poteva anche richiedere l’autorizzazione alla soprintendenza della regione; infine, per quanto stabilito con la precedente procedura: in caso di rilascio del permesso: l’autorizzazione era inviata alla soprintendenza, che poteva esercitare entro 60 giorni dal ricevimento il suo potere di annullamento (per presunti o imprevisti, come detto, vizi di legittimità della procedura).

 

CON LA NUOVA PROCEDURA: la presentazione innanzitutto della domanda all’amministrazione competente; in seguito la verifica delle completezza della documentazione e l’avvio dell’istruttoria; poi: l’acquisizione del parere della commissione per il paesaggio; infine: entro 40 giorni dal ricevimento, l’invio alla Soprintendenza con relazione tecnica illustrativa. A 45 giorni dal ricevimento la Soprintendenza interessata esprime il proprio parere vincolate. Entro 20 giorni dalla resa del paresre, l’amministrazione competente rilascia l’autorizzazione o emana il preavviso di diniego (in conformità al parere della soprintendenza). La Soprintendenza può anche non esprimersi favorevolmente per il parere sulle aree soggette a vincoli, tramite la convocazione di una conferenza dei servizi, a cui la stessa soprintendenza partecipa o invia un parere scritto, con termine massimo di 15 giorni. Entro 20 giorni dalla conclusione della conferenza dei servizi, l’amministrazione competente rilascia l’autorizzazione o emana il preavviso di diniego.

Interventi in aree vincolate dopo ok Soprintendenza: novità in Puglia ultima modifica: 2010-01-05T18:05:13+00:00 da Redazione



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