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Un dato ancora ufficioso che, tuttavia, ha fatto scattare un campanello d’allarme alla CGIA

Reddito di cittadinanza: metà della spesa a chi lavora in nero?

Ricordiamo che la regione più a “rischio” è la Calabria che, secondo gli ultimi dati disponibili (anno 2016), presenta 140.700 lavoratori in nero


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Sulla base delle indiscrezioni apparse nei giorni scorsi, i soggetti che beneficeranno del cosiddetto reddito di cittadinanza potrebbero essere poco più di 4 milioni, pari a 1.375.000 nuclei familiari coinvolti.

Un dato ancora ufficioso che, tuttavia, ha fatto scattare un campanello d’allarme alla CGIA. Infatti, è possibile ipotizzare che circa la metà della platea dei teorici destinatari di tale misura potrebbe essere composta da persone che lavorano in maniera irregolare. E visto che per l’anno in corso ai beneficiari del reddito di cittadinanza il Governo erogherà 6 miliardi di euro(*), verosimilmente la metà della spesa, pari a circa 3 miliardi di euro, potrebbe finire nelle tasche di persone che non ne hanno diritto. Afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo:

“A causa dell’assenza di dati omogenei relativi al numero di lavoratori in nero presenti in Italia che si trovano anche in stato di deprivazione, non possiamo dimostrare con assoluto rigore statistico questa tesi. Tuttavia, vi sono degli elementi che ci fanno temere che buona parte dei percettori del reddito di cittadinanza potrebbe

(*) secondo l’art. 1 commi 255-258 della legge di Bilancio 2019, il “Fondo per il reddito di cittadinanza” avrà una dotazione per l’anno in corso pari a 7,1 miliardi di euro. A questo importo vanno sottratti 1 miliardo destinato ai Centri per l’impiego e 10 milioni per il funzionamento di ANPAL Servizi Spa. Pertanto, ai beneficiari di questo provvedimento saranno erogati poco meno di 6,1 miliardi di euro.
ottenere questo sussidio nonostante svolga un’attività lavorativa in nero, sottraendo illegalmente alle casse dello Stato un’ingente quantità di imposte, tasse e contributi previdenziali. In altre parole, l’Amministrazione pubblica, al netto delle misure di contrasto previste, sosterrà con il reddito di cittadinanza un pezzo importante dell’economia non osservata”.

Come si è giunti a queste conclusioni ? Secondo l’Istat, in Italia ci sono poco meno di 3,3 milioni di occupati che svolgono un’attività irregolare. Se da questo numero rimuoviamo i dipendenti e i pensionati che non hanno i requisiti per accedere a questa misura – pari, in linea di massima, a 1,3 milioni di unità – coloro che pur svolgendo un’attività irregolare potrebbero, in linea teorica, percepire questa misura sarebbero 2 milioni; vale a dire la metà dei potenziali aventi diritto (poco più di 4 milioni).

La presenza del lavoro nero, ovviamente, provoca effetti economici e sociali molto negativi, senza contare gli ingenti danni causati alle attività commerciali e produttive che rispettano le regole.

“Con la diffusione dell’economia sommersa – dichiara il segretario della CGIA Renato Mason – a rimetterci non è solo l’Erario, ma anche le tantissime attività produttive e dei servizi, le imprese artigiane e del commercio che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti. I lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, assicurativi e agli oneri fiscali, consentono alle imprese dove prestano servizio – o a loro stessi, se operano sul mercato come falsi lavoratori autonomi – di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto/servizio molto contenuto. Prestazioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non può offrire”.
La diffusione dell’economia sommersa nel nostro Paese presenta delle differenze regionali molto marcate che potrebbero provocare delle forti distorsioni a livello territoriale nell’erogazione del sussidio.

Ricordiamo che la regione più a “rischio” è la Calabria che, secondo gli ultimi dati disponibili (anno 2016), presenta 140.700 lavoratori in nero, ma un’incidenza percentuale del valore aggiunto da lavoro irregolare sul Pil regionale pari al 9,4 per cento. Un risultato che è quasi doppio rispetto al dato medio nazionale (5,1 per cento). Segue la Campania che, con 372.600 unità di lavoro irregolari, “produce” un Pil in “nero” che pesa su quello ufficiale per l’8,6 per cento. Al terzo posto di questa particolare graduatoria troviamo la Sicilia, nello specifico con 303.700 irregolari e un peso dell’economia sommersa su quella complessiva pari all’ 8,1 per cento.

Le realtà meno interessate dalla presenza dell’economia sommersa sono quelle del Nord: in Friuli Venezia Giulia i lavoratori irregolari sono 56.400: questi ultimi generano un valore aggiunto sommerso che è pari al 4,1 del Pil regionale. In Lombardia, invece, gli occupati irregolari sono 485.600 e “producono” un valore aggiunto in nero del 3,9 per cento di quello rilevato ufficialmente. La regione più virtuosa, infine, è il Veneto: i 197.600 lavoratori in nero presenti “causano” quasi 5,4 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso, pari al 3,8 per cento del Pil regionale.

Reddito di cittadinanza: metà della spesa a chi lavora in nero? ultima modifica: 2019-01-05T17:17:57+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Aldo

    Poltronificio #M5S e #Lega: per INAIL e INPS reintroduzione del consiglio di amministrazione e presidenza.
    In parole povere significa 10 poltrone da assegnare agli amici invece dei soli 2 presidenti attuali.
    Il #GovernoDelCambiamento continua con il clientelismo.


  • Falsi a 5 stelle.😑

    La bozza decreto legge su reddito di cittadinanza conferma: non è altro che il Reddito d’inclusione, ma più complicato da gestire.
    Infatti sarà un casino.
    Praticamente un labirinto.

    Non ci sono 16 miliardi anno promessi, ma solo 6.
    Presto avremo la rivolta dei delusi.
    L’elefante ha partorito il topolino.


  • Alfredo

    Mentre della spesa dei cassi integrati e socialmente utili per 30 anni, TUTTI IN NERO, tutto ok ?..
    Forse perche’ appartenenti ad un colore politico in fase di estinzione, che vuole scaricare su altri incompetenze nel saper governare, o meglio manovre finanziarie per i propri interessi di famiglia e compari.


  • Fregata dai 5 stelle

    Il reddito di cittadinanza andrà a 1.300.000 persone.
    E le restanti 4.700.000 tessere, verranno ingoiate da Di Maio e la Castelli.


  • Piccolo imprenditore

    Iniziano gli effetti del reddito di cittadinanza.
    Ieri un disoccupato ha rifiutato un contratto a tempo indeterminato partime per non perdere il diritto della genialata del RDC.
    Ci ha proposto di lavorare in nero. RIFIUTATA!!


  • Mai più 5 stelle

    Bugiardi e pericolosi, i 5 stelle al referendum gridavano contro le trivellazioni, e adesso…

    Trivelle, via libera alle ricerche di petrolio nel Mar Ionio.
    Bonelli: “Nuovo regalo di Di Maio dopo llva”

    https://bari.repubblica.it/cronaca/2019/01/05/news/trivelle_via_libera_alle_ricerche_di_petrolio_nel_mar_ionio_bonelli_nuovo_regalo_di_di_maio_alla_puglia_-215894780/


  • Marianna

    Curiosità sulla manovra. Mentre gli assorbenti continuano ad avere un’IVA del 22%, quella del tartufo è stata ridotta al 5%.
    Il Gov. del cambiamento ha cambiato le categorie del lusso.
    Anche la logica è diventata un’opinione nell’Italia gialloverde.
    Speriamo che questo incubo finisca presto.


  • Duosiciliano Patriottico

    E certo, giustamente uno che vuole il reddito di cittadinanza, ma lavora in nero, andrà a richiederlo e dichiarerà di essere appunto un lavoratore in nero, perché tutti, dinanzi alla sacra setta dei grullini, diventano improvvisamente “honesti”!
    Ridicoli! 🤣🤣🤣


  • un libero pensatore

    Invece di sprecare risorse con misure assistenzialistiche, si aprano dei cantieri di lavoro per opere di pubblica utilità (anche part-time) e corsi di formazione per mestieri e attività artigianali, sotto la guida di esperti maestri. Vi sono edifici scolastici da sistemare, riparare, ridecorare, parchi e giardini da pulire e sistemare, ecc. ecc.
    I VERI disoccupati, giovani e non, farebbero pratiche esperienze di formazione e lavoro.
    Con il reddito di cittadinanza si accrescerebbe il lavoro nero e molti disoccupati rifiuterebbero eventuali lavori occasionali e temporanei per poter beneficiare del reddito di cittadinanza. Salvini dice che per i furbi vi sarebbero anni di carcere, ma nel nostro Paese nessuno più fa anni di carcere…
    Forse si farebbe in tempo a tornare indietro.


  • Laura

    @ un libero pensatore

    Purtroppo, chi ci governa non ha un cervello per pensare, forse dovevamo pensare bene noi cittadini prima di votarli.

    Tanti hanno creduto alle false promesse ed ai soldi regalati, ma presto si renderanno conto dello sbaglio fatto.

    Tra centri dell’impiego inadeguati (ed insufficienti), navigator (che non si sa chi siano e che preparazione abbiano), tra qualche mese sarà un casino totale.

    Della favola dei tre lavori offerti in 18 mesi (a milioni di persone) non voglio nemmeno esprimermi.

    Bisognava investire nel lavoro, e non “comprare” voti per le europee, il paese ne pagherà le conseguenze.


  • Varen

    Ma davvero esiste qualcuno che crede che in 18 mesi milioni di persone riceveranno 3 proposte di lavoro?

    Sapete che è ridicolo solo pensarla una cosa simile, vero?

    Al sud il lavoro scarseggia al punto che per averne uno, la gente è disposta a pagare…indebitandosi.

    Ed adesso arrivano di punto in bianco tre lavori a persona?

    Manco su scherzi a parte.😂


  • Sergio

    La ministra Grillo, dopo aver licenziato i membri del CSS, ha chiesto un dossier su di loro per vederne “l’orientamento politico”.
    A farlo la D’Arrando, capogruppo comm. sanità Camera, che nel suo CV vanta: lavoro di badante e venditrice telefonica.
    Capite in che mani siamo finiti?
    Povera Italia.

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